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martedì 22 marzo 2016

I Grandi del Blues Rock: 13 - Janis Joplin




(1943-1970)
è la più grande cantante bianca di blues di sempre, e oltre ad esserne stata leggendaria interprete ne fu di fatto reincarnazione, col suo spirito tragicamente malinconico, la sua voce unica e il suo ineluttabile cupo destino.






Fu l'interprete della solitudine, la sua vita travagliata e maledetta, il suo enorme talento, il suo essere personaggio senza saperlo, hanno creato un mito che dura ancora oggi.

La Joplin fu con Jimi Hendrix e Jim Morrison, tutti morti tragicamente e di droga,uno dei simboli degli anni 60, simbolo di una gioventù americana che dovette affrontare il problema dei diritti civili, il perdurante razzismo verso i neri, la guerra del Vietnam, con una voglia di cambiare che poco dopo contagiò tutto il mondo occidentale.




Una scossa benefica che sonvolse il perbenismo borghese e pose le basi dei cambiamenti musicali e non degli anni 70.

Come detto altre volte tutta questa voglia di cambiamento, che realmente aveva modificato il costume, la mentalità, le leggi, finisce con gli inizi degli anni 80, che vedono un ritorno ed un appiattimento di tutto quello che di nuovo c'era stato in quegli anni fantastici.





La musica è uno specchio della società e il seguirla non è altro, come avrete letto in tutti i miei articoli, che il seguire i cambiamenti del costume, del modo di pensare e di vivere la quotidaneità.

La Joplin aveva sempre sostenuto con forza il principio dell'uguaglianza fra bianchi e neri, anche per l' ammirazione per la musica delle sue cantanti blues preferite, e non a caso provvederà prima della sua morte ad acquistare una più dignitosa lapide per Bessie Smith, morta perchè dopo un incidente stradale, non venne soccorsa subito in quanto nera.




A venti anni si trasferisce in California ed inizia a seguire il movimento hippy nell'ideale di peace and love, tanto seguiti in quegli anni ma presto naufragati davanti ad una realtà molto più cruda.






Nel 1964 insieme al futuro chitarrista dei Jefferson Airplane Jorma Kaukonen, registra alcuni classici blues, dove in sottofondo si può sentire una macchina da scrivere (la moglie di Kaukonen stava scrivendo, da qui il titolo del bootleg: The Typewriter Tape).

Queste session vennero incise con un registratore a bobine e includevano sette brani: Typewriter Talk, Trouble In Mind, Kansas City Blues, Hesitation Blues, Nobody Knows You When You're Down And Out, Daddy, Daddy, Daddy e Long Black Train Blues.

Altre registrazioni di quei primi anni si possono trovare nella raccolta Janis, The Early Performances del 1974 e Janis del 1993, incluse le tracce What Good Can Drinkin' Do, Mary Jane e No Reason For Livin'.




Nel 1966 entra a far parte della band Big Brother and the Holding Company, un gruppo di musicisti della bay area che cercava una cantante.

Dopo diversi concerti effettuati in vari locali della California, nel giugno del 1967 il gruppo partecipa al Festival di Monterey dove Janis trionfa con una indimenticabile versione di Ball and Chain cover di un famoso brano di Big Mama Thornton.




Nel 1968 incide Cheap Thrills, secondo album del gruppo,dove canta una cover di Summertime di Gershwin e Piece of my Heart.
Per Janis le porte del successo si spalancano, l'album vende moltissimo, ma insieme al successo arrivano prima le colossali sbronze a base di whisky, poi le letali droghe pesanti.

L'anno seguente si mette in proprio scegliendo un nuovo gruppo la Kozmic Blues Band con il quale pubblica l'album I Got Dem Ol'Kozmic Blues Again Mama in cui la Joplin fa mostra della propria grandezza e in alcuni brani raggiunge vette interpretative da brivido, gli splendidi Kozmic Blues,il suo testamento musicale, Try, Little Girl Blue, Maybe, Work Me Lord.






La sua ricerca di perfezione musicale,nella dinamica dell'improvvisazione, la mette sempre in conflitto con i gruppi musicali con cui suona.

Dopo l'album cambia di nuovo gruppo scegliendo la Full-Tilt Boogie Band.









L'album Pearl uscirà postumo nel gennaio 1971 ed è senz'altro il suo capolavoro,il testamento di un grande personaggio, un'artista unica, irripetibile, entrata nel mito e nella leggenda.

Il primo singolo tratto dall'album fu Me and Bobby McGee, ma vi sono altri brani di rara bellezza e intensità, come Cry Baby, Get it While you Can, Mercedes Benz, Trust Me, My Baby.

Il 4 ottobre del 1970 (seguendo di pochi giorni l'altro eroe e martire del rock Jimi Hendrix) Janis Joplin viene trovata morta nella stanza di un motel di Los Angeles, stroncata da una overdose di eroina.

Aveva solo ventisette anni.


sabato 9 maggio 2015

I Grandi del Blues Rock: 09 - Eric Clapton (prima parte)





Eric Patrick Capton nasce nel 1945.

Grande chitarrista, l'unico artista presente nella Rock and Roll Hall of Flame per ben tre volte: come solista, come componente degli Yardbirds e dei Cream.





Nel 1962 inzia a suonare nei pub del Surrey e a soli 17 anni forma il suo primo gruppo The Rooster.





Nel 63 entra negli Yardbirds, suona con Sonny Boy Williamson II.

Nel 1965 incidono For Your Love, che diventa un grande successo e causa la sua uscita, contrario alle nuove scelte musicali.

Uscendo raccomanda un suo amico, Jimmy Page che però rifiuta presentando a sua volta un altro amico, Jeff Beck.





Nello stesso anno entra nei Bluesbreakers di John Mayall, dove incide un album molto bello Bluesbreakers with Eric Clapton, per poi uscirne subito dopo.
Al suo posto entra nella band Peter Green.




L'anno dopo, nel 1966, lascia per formare i Cream, il suo primo supergruppo con Jack Bruce al basso e Ginger Baker alla batteria.

La fama di Clapton esplode, viene riconosciuto come uno dei migliori chitarristi del momento.

Nasce in quegli anni la presunta rivalità con l'astro nascente Jimi Hendrix.






Hendrix nel 1966 suona a Londra una spettacolare versione di Killing Floor che lascia meravigliati tutto il pubblico , compreso lo stesso Clapton, di cui diventerà grande amico, e alcuni compomenti dei Beatles e dei Rolling Stones.






I Cream esplodono nei tour americani, diventono un enorme successo comerciale.







Brani come Disraeli Gears, I Feel Free, Sunshine of Your Love, White Room e Crossroad, una cover del brano di Robert Johnson Cross Road Blues, vendono milioni di dischi in tutto il mondo.






La band,nonostante il successo, ha vita breve: l'abuso di droghe e alcool li porta presto a sciogliersi.







Nel 1968 incidono il loro album di addio Goodbye, dove suonano Badge un brano scritto da Clapton con George Harrison.






L'amicizia fra i due artisti nasce già dai primi anni '60: Clapton suona in While My Guitar Gently Weeps e nell'album del debutto da solista di Harrison Wonderwall Music, e sono tante le collaborazioni fra i due grandi artisti.








Nel 2001, un anno dopo la morte di George Harrison, Clapton organizzerà un grandioso concert tribute, a ricordo dell'amico scomparso.







I Cream si riuniranno solo nel 1993 per la cerimonia d'ingresso nella Rock and Roll Hall of Flame e nel 2005 per dei concerti di beneficienza.









Nel 1969 Clapton forma un altro supergruppo i Blind Faith sempre con Ginger Baker e con Steve Winwood già dei Traffic e Ric Grech dei Family.
Il gruppo si scioglie dopo solo sette mesi, il tempo di incidere l'album omonimo che ottiene un grande successo.
L'album ha il side two con due soli brani, uno è una jam di 15 minuti Do What You Like, dove è subito evidente l'altissimo livello qualitativo dei componenti della band.






Mentre Winwood rientra nei Traffic, Clapton parte per un tour con i Delaney and Bonnie and Friends, il gruppo di supporto nei concerti americani dei Blind Faith.
Ne esce un live molto bello On Tour with Eric Clapton.








Nello stesso anno, siamo nel 1969, suona nella Plastic Ono Band di John Lennon nel famoso concerto a Toronto, dal quale è tratto l'album Live Peace in Toronto 1969.





Nel 1970 esce il suo primo album da solista.

L'album omonimo esce con la collaborazione di Delaney e Bonnie Bramlett che collaborano alla stesura dei brani.








L'album contiene anche After Midnight, il famosissimo brano scritto con il suo grande amico, recentemnete scomparso, J.J. Cale.

mercoledì 15 aprile 2015

I Grandi del Blues Rock: 08 - Derek and Dominos




Clapton dopo una breve esperienza con i Delaney & Bonnie, con l'incisione del solo album On Tour with Eric Clapton, nato nei concerti dei Blind Faith, forma un altro supergruppo.



La band nasce nel 1970 con il nome insolito di Derek and Dominos, ne fanno parte il tastierista Bobby Whitlock, il batterista James Beck "Jim" Gordon e il bassista Carl Radle, già dei Delaney, e con la partecipazione di un altro chitarrista eccezionale Duane Allman.







L'unica loro incisione è Layla and Other Assorted Love Song, album mitico acclamato dalla critica di tutto il mondo come uno degli album più belli della storia del rock.








Il singolo Layla, che racconta l'amore irrequieto tra Clapton e Pattie Boyd, moglie del suo amico George Harrison, ebbe un clamoroso successo ed è stata inserita al 27° posto nella Lista delle 500 Migliori Canzoni secondo la rivista musicale Rolling Stone.






L'album, che ha ricevuto sempre grandi apprezzamenti sia dalla critica che dal pubblico, è spesso considerato l'apice della carriera di Clapton.







La tracklist è una lista di brani mitici: due brani scritti da Clapton, uno Thorn Tree in the Garden da Whitlock e diversi blues standards come Nobody Knows You When You're Down and Out di Jimmie Cox, Have You Ever Loved a Woman di Billy Myles poi incisa da Freddie King e Key to the Highway di William 'Big Bill' Broonzy.

Tell the Truth altro brano famoso fu incisa inizialmente nel 1970 durante la registrazione dell'album All Things Must Pass di George Harrison, venne poi rielaborata nelle sessions di Layla e la versione finale è una combinazione fra i due takes.
La prima versione è stata poi inserita nel 1972 nella compilation History of Eric Clapton.






Layla venne rilanciata con un singolo nel 1972 e poi trasformata nel 1992 nel MTV Unplugged, quando un Clapton alla ricerca di sé stesso la suona come una ballad struggente, piena di pathos e di malinconia.






Durante la registrazione dell'album muore per overdose Jimi Hendrix, Clapton e il gruppo tutto precipitano sempre più nell'abuso di eroina, cocaina e alcool.

Vogliono lasciare un tributo e registrano una versione di Little Wing, il celebre brano di Hendrix, incisa nel 1967 e inserita nell'album Axis: Bold as Love.

L'anno dopo muore Duane Allman (foto sopra) in un incidente, sempre sotto l'effetto delle droghe pesanti.



Clapton (nella foto con George Harrison il mitico chitarrista dei Beatles) entra in una crisi profonda, il gruppo si sfalda prima di completare la registrazione del secondo album.




I componenti avranno un destino segnato dagli abusi: Radle muore per overdose nel 1980, Jim Gordon in preda alla schizofrenia uccide la madre e nel 1984 viene internato in una clinica psichiatrica.

Clapton non riesce ad uscire dall'eroina e si ferma, chiuso nella sua depressione, senza più registrare e fare concerti.

Nel 1971 George Harrison riesce a riportalco sul palco del suo Concert for Bangladesh, ma il suo rientro definitivo è del 1973 con il Rainbow Concert organizzato da Pete Townshend degli Who.






I brani di Layla and Other Assorted Love Song sono stati poi inseriti in diverse compilation come la già citata History of Eric Clapton del 1972, mentre quelli del secondo album mai pubblicato possono essere ascoltati nella raccolta Crossroads del 1988.







In questa famosa compilation potete ascoltare il meglio di Clapton e della sua carriera strepitosa: dai Bluesbreakers di John Mayall agli Yardbirds, e poi Cream, Blind Faith, Delaney & Bonnie & Friends, Derek and Dominos fino alla sua carriera da solista.

Eric Clapton rimane il cardine centrale di tutto il blues rock e di tutta la musica di questi ultimi anni.

mercoledì 6 agosto 2014

Il Blues Rock: un genere splendido ed intramontabile.






Nasce alla fine degli anni '60 con la classica struttura blues a tre accordi e un'amplificazione ad alto volume tipica del rock.






I primi gruppi come i Cream iniziarono a suonare dal vivo lunghe jam session, le classiche improvvisazioni del jazz e del blues, ma molto più vicine al rock anche più duro.

Questo modo di suonare venne seguito da molti e per tutti gli anni '70 sarà spesso difficile vedere le differenze con l'hard rock.

E' un rock molto bello ed è il genere che preferisco in assoluto, un genere che ha scritto brani bellissimi e che deve molto del suo successo alla sua formula semplice ma di grande impatto.

E' la musica dei grandi chitarristi, da Jimi Hendrix a Peter Green dei Fleetwood Mac, da Alvin Lee dei Ten Years After a Stevie Ray Vaughan, da J.J. Cale a Gary Moore, per finire alla grande con un Eric Clapton (nella foto sopra) che rappresenta il cardine su cui ha girato tutto il blues rock degli anni 70.






Un Blues Rock che diventa l' Hard dei Led Zeppelin, il Classic dei Rolling Stones, il Southern del Lynyrd Skynyrd,il Progressive dei Jethro Tull.






Un blues che diventa poesia con la grinta di Janis Joplin e di Jimi Hendrix o lucida follia con Peter Green (nella foto).

Ho scelto alcuni nomi che per me rappresentano al meglio questo stupendo genere, parlerò di:

Allman Brothers
Canned Heat
Fleetwood Mac
Yardbirds
Cream
Blind Faith
Derek and the Dominos
Eric Clapton
Gary Moore
J.J. Cale
Janis Joplin
Jeff Beck
Jimi Hendrix
Jimmy Page
John Mayall
Johnny Winter
Rory Gallagher
Stevie Ray Vaughan
Alvin Lee & Ten Years After
Leon Russel
Tom Petty

Come sempre scelte ovviamente personali dove si capisce bene la mia assoluta preferenza per i grandi chitarristi.

martedì 5 novembre 2013

I Grandi del Jazz: 25 - Miles Davis




(1926-1991) compositore e trombettista, è considerato uno dei più influenti, innovativi ed originali e geniali musicisti di questo secolo.




Dotato di uno stile inconfondibile ed una incomparabile gamma espressiva, per quasi trent'anni è stato una figura chiave del jazz e della musica moderna.

Nel 1943, a 17 anni, suona con Eddie Randle dove incontra Fats Navarro con il quale diventerà grande amico.
Più tardi racconterà nella sia biografia che all'epoca possedeva in tutto tre dischi, uno di Lester Young, uno di Coleman Hawkins e uno di Duke Ellington, artisti che sono stati le basi del suo stile.




Nel settembre del 44 dopo il diploma, si trasferisce a New York per studiare ma soprattutto per suonare con Charlie Parker e Dizzy Gillespie.





Suonavano tutte le sere dalle 21,00 alle 05,00 del mattino, suonavano con Thelonius Monk, suonando e studiando, bevendo e facendo uso di droga, sempre più pesante.

Il be bop e tutto il jazz moderno nascono da queste folli session.

Davis è un continuo laboratorio e nello spirito più puro del jazz, continuerà sempre a studiare,a creare nuovi stili, sperimentando sempre, senza fermarsi.
Grazie a lui nasce il cool,l'hard bop, il modal,il jazz elettrico o jazz-rock e il fusion.
Praticamente tutto lo sviluppo della musica nel periodo d'oro degli anni 60 e 70 gira attorno a Mile Davis.




La sua fama di strumentista dalle sonorità inconfondibilmente languide e melodiche, il suo atteggiamento innovatore (peraltro mai esente da critiche), la sua figura di personaggio pubblico,hanno creato il mito già dai primi anni '60.




Il suo è un caso abbastanza raro: fu infatti uno dei pochi jazzmen in grado di realizzarsi anche commercialmente e forse l'ultimo ad avere anche un profilo di star dell'industria musicale.

Grande leader e trascinatore,dotato di una personalità laconica e difficile, spesso scontrosa, accentuata da una voce roca e raschiante, era nella realtà una persona timida, gentile e spesso insicura, che utilizzava l'aggressività come difesa.
Come strumentista Davis non fu mai un virtuoso, ma è tuttavia considerato da molti uno dei più grandi trombettisti jazz, non solo per la forza innovatrice della composizione, ma anche per il suo suono, che divenne praticamente un marchio di fabbrica , che in dischi come Kind of Blue trova la sua massima espressione.





Nel maggio del 1945 entra per la prima volta in sala d'incisione al posto di Gillespie che lascia il gruppo di Parker per problemi caratteriali.






Problemi, legati anche al consumo di eroina, che nel 1948 lo convincono a lasciare anche lui e a formare con Gil Evans un gruppo insolito, un nonetto con tuba e corno francese.
Con questo gruppo incide il famoso Birth of the Cool, con il quale realizza la sua prima evoluzione, la corrente chiamata appunto cool jazz.

Gli inizi degli anni 50 sono il primo periodo della sua graduale sparizione dalle scene,debilitato da una seria dipendenza dall'eroina e dall’alcool,decide di curarsi.





Nel 1954 riesce a vincere la fase acuta della dipendenza con l'aiuto e l'incoraggiamento del padre e per diversi mesi, per evitare ricadute, si isola completamente dal suo ambiente, rimane lontano dalla scena di New York fino a che non si sente pronto a ricominciare.





Nonostante questi problemi gli anni fra il 1950 e il 1954 rimangono un periodo molto importante per la sua evoluzione, non tiene spettacoli dal vivo ma incide molto in studio e collabora con diversi artisti.
I lavori di questi anni fotografano bene la sua personalità, studia moltissimo, pone le basi per i suoi lavori sia come compositore che come solista.
Come compositore conclusa l'esperienza iniziata con i complessi arrangiamenti di Birth of the Cool, passa a strutture armoniche semplici a cui sovrappone melodie lineari e aggraziate, che permettono una grande libertà di variazione in sede di esecuzione.
Come solista mette a punto il materiale che per molti anni elaborerà e sfrutterà nei suoi assoli, come nella title track di Walkin' e le due versioni di Bag's Groove.
Allo stesso modo affina il suo approccio alle ballad, che saranno il suo cavallo di battaglia fino a quando, all'inizio degli anni '80, deciderà di non suonarle più.


Per il suo ritorno alla ribalta sceglie il Festival di Newport del 1955 dove ottiene un grande successo con il suo leggendario assolo su Round Midnight accompagnato al piano da un grande Thelonious Monk.


Nel 1955 forma un quintetto con John Coltrane.
E' con questo gruppo che consolida il suo suono limpido, privo di vibrato, molto spesso ammorbidito dall'uso di una sordina Harmon, con un fraseggio rilassato.
Questa sonorità è così caratteristica da far classificare come "davisiano" ogni trombettista che vi si avvicini anche occasionalmente.

Nel 1957 scioglie il gruppo per i soliti problemi legati alla droga, lo riformerà l’anno dopo e con la presenza di Cannonball Adderly incide il suo capolavoro, l’album Milestones.

Nel 1959 incide Kind of Blue, un album che rivoluziona il jazz e che inaugura il modale.





Nel 1963 forma un nuovo quintetto con il quale incide lo stesso anno Seven Steps to Heaven e My Funny Valentine l’anno dopo, poi Four & More e In Europe nel 1964.
Questi album, che sono spesso considerati di transizione, sono il canto del cigno dell'hard bop.





Seguono, tra il 1966 e il 1968, altre produzioni di ottimo livello: Miles Smiles, Sorcerer, Nefertiti, Miles in the Sky e Files de Kilimanjaro, che vedono, negli ultimi due lavori, l'inserimento di strumenti elettrici (pianoforte, chitarra e basso) in un chiaro anticipo della fase fusion della sua carriera artistica.

Nel 1965 riprendono i problemi con la droga che lo costringono a fermarsi.

Alla fine degli anni 60 incide In a Silent Way e Bitches Brew, che fondendo per la prima volta alla perfezione il jazz con il rock, pongono le basi di un genere che sarà conosciuto semplicemente come fusion.
Bitches Brew è il suo primo disco d'oro, vende più di mezzo milione di copie, e lo proietta tra le stelle della scena rock.






Inizia a partecipare ai grandi concerti allora in voga, suona con i Grateful Dead, con Carlos Santana e con Steve Miller, accetta ingaggi ridotti pur di poter prendere parte a questo tipo di manifestazioni.






Le sue partecipazioni gli mettono contro tutti i puristi del jazz che lo accusano di essersi venduto, lo criticano per i suoi guadagni.

Nel 1970 prende parte al più grande festival rock della storia, quello dell'Isola di Wight, davanti a 600.000 spettatori.
Durante il concerto si accorda con Jimi Hendrix per un progetto discografico, purtroppo l'idea non vedrà mai la luce per la morte pochi mesi dopo del grande chitarrista.

Nel 1975 Miles inizia a ridurre la sua produzione discografica, il suo fisico è debilitato da anni di alcool e droga, è tormentato da diversi malanni: diabete, artrite (a causa della quale l'anno dopo dovrà operarsi all'anca), ulcera e problemi renali.
E' depresso, continua a drogarsi (soprattutto cocaina, marijuana e narcotici) e beve in maniera smisurata.





I suoi concerti vengono regolarmente stroncati.
La fusion che ha inventato dilaga, come già era accaduto per il cool jazz e per tutte le sue intuizioni.







Non gli sembrava giusto che i suoi ex musicisti ne godessero i frutti, pensava di non ricevere abbastanza riconoscimenti, pensava che il suo immenso talento, di cui si rendeva benissimo conto, non venisse universalmente apprezzato e questo nonostante guadagnasse più di mezzo milione di dollari l'anno, una somma enorme per l'epoca.

Si ritira dalle scene e smette di studiare e di esercitarsi.

I cinque anni che seguono sono un periodo di totale dipendenza dalla droga, dal sesso, dai comportamenti psicotici e dal graduale, crescente isolamento, che lo porta lontano da tutto e da tutti.

La sua assenza crea clamore e la sua leggenda continua a crescere.

Nel 1981 torna alla musica ma è l’ombra di sè stesso anche se i suoi album ottengono comunque un buon successo commerciale.






Nell'estate del 1991, i suoi amici ed ex collaboratori organizzano per lui un grande concerto nel corso del quale, per la prima volta dopo anni, accetta di suonare di nuovo i pezzi che lo avevano reso famoso ai tempi dei due quintetti.





Il 28 settembre 1991 un attacco di polmonite lo stronca all'età di 65 anni.

Nel 1992 esce postumo l'album Doo-Bop, il suo ultimo lavoro, dove per l'ennesima volta Miles inventa un nuovo genere musicale, l'Acid Jazz (un jazz che si miscela al funk, hip hop e rap).

Un artista che ha rappresentato come nessun altro lo spirito puro di questa musica, un vero artista che non ha mai smesso di studiare e di sperimentare.
Un artista fermato anche lui come tanti altri dalla droga, droga che lo ha sempre condizionato, che lo ha costretto a fermarsi per diversi anni, che ha bloccato la sua continua evoluzione.

Rimane la sua impronta indelebile e i suoi lavori ancora oggi oggetto di studio, lavori che fanno parte integrante della storia della musica.

sabato 18 giugno 2011

I Grandi del Blues: 43 - Buddy Guy



George Buddy Guy nasce nel 1936, grande chitarrista, considerato il maggior esponente del Chicago Blues e il vero inventore dell'hard blues rock.

Un autentico caposcuola a cui si sono ispirati tutti i grandi chitarristi degli anni '70, da Eric Clapton a Jimi Hendrix, a Stevie Ray Vaughan.




Nasce in Louisiana e il suo primo strumento è un diddley bow a due corde costruito da solo (classico strumento in uso nelle piantagioni di cotone costruito con una scatola e un manico di scopa, nella versione originaria aveva una sola corda).

Nei primi anni 50 inizia a suonare nelle band di Baton Rouge, sua città natale.



Nel 1957 seguendo le orme di Muddy Waters si trasferisce a Chicago.

Gli inizi della carriera sono difficili, la sua casa discografica, la Chess, rifiuta le sue incisioni considerandole troppo simili a dei live.



Vengono ritenue troppo diverse dal blues che si suonava in quegli anni e utilizza Guy come session man con Muddy Waters, Howlin'Wolf, Little Walter e Sonny Boy Williamson.

Nei primi anni 60 pubblica un album di ballads e soul ma la Chess rifiuta di fare dei singoli (in quegli anni essenziali per lanciare un artista) e passa inosservato.

Nel 1965 incide una session con il gruppo di Junior Wells, ma con il nome di Friendly Chap.


Nel 1967 esce il suo primo album di successo Left My Blues In San Francisco.

Nel 1969 partecipa ad un concerto a Londra con i Led Zeppelin, Eric Clapton, Stephen Stills ed altri, ma la sua carriera è già in declino.

L'hard blues rock che lui aveva inventato si era sviluppato senza di lui e,come spesso succede agli innovatori, senza averne il successo che avrebbe meritato.


La sua carriera riprende alla fine degli anni 80 grazie a Clapton che lo vuole nel Crossroad Guitar Festival che lui organizza alla Royal Albert Hall di Londra.

Oggi,sempre attivo, alterna i suoi concerti in giro per il mondo alla gestione del suo locale il Buddy Guy's Legend di Chicago, famoso locale di musica dal vivo, dove spesso Guy suona e serve al banco.



La sua musica è spesso etichettata come Chicago Blues ma il suo stile è assolutamente unico, una miscellanea di blues, rock, soul e free jazz.



Guy suona con una grinta ed una forza, diventata fonte d'ispirazione per centinaia di musicisti.
La sua musica ha sempre precorso i tempi ed è diventata una delle basi da cui è nata la musica che oggi ascoltiamo.

Le sue prime incisioni sono raccolte negli albums della American Folk Blues Festival, mentre i suoi brani sono stati reincisi fra gli altri dai Led Zeppelin, Eric Clapton,Rolling Stones, Stevie Rau Vaughan, John Mayall e Jack Bruce.




Lo si può ascoltare nel classic blues con gli albums:

- The Very Best of Buddy Guy,
- Blues Singer
- Junior Wells' Hoodoo Man Blues,
- A Man & The Blues,
- I Was Walking Through The Woods.








Nel blues rock con:

- Slippin’ In,
- Sweet Tea,
- Stone Crazy,
- Buddy's Baddest: The Best Of Buddy Guy,



- Damn Right, I've Got the Blues,
- D.J. Play My Blues.

Ho segnalato sia album originali che compilation, non è ancora stata realizzata una discografia ufficiale.


I suoi famosi live show in:

- Live! The Real Deal
- Lightning In a Bottle,
- Crossroads Guitar Festival,
- Eric Clapton: 24 Nights,
- Festival Express,
- A Tribute to Stevie Ray Vaughan



Non ho inserito le date date di uscita perchè sono albums famosi usciti negli anni in diverse edizioni e collezioni, da cercare e da ascoltare assolutamente.

lunedì 25 aprile 2011

I Grandi del Blues: 35 T-Bone Walker



T-Bone Walker


1910-1975) Aaron Thibeaux Walker fu chitarrista e cantautore, uno dei più importanti pionieri della chitarra elettrica nel blues.




Il suo stile innovativo al pari del suo modo di suonare era particolare e,durante le sue esibizioni dal vivo, era solito durante gli assoli tenere la chitarra sul collo o dietro la schiena, anticipando così i comportamenti di molti chitarristi che gli sono seguiti, fra tutti Jimi Hendrix, che ha sempre menzionato Walker come il suo più grande ispiratore.

La sua famiglia era composta tutta di musicisti, amici di Blind Lemon Jefferson, che diventa il suo maestro.




Nel 1929 con il nome di Oak Cliff T-Bone incide per la Columbia Wichita Falls e Trinity River Blues con Douglas Fernell al piano.





A 26 anni suona nei club della Central Avenue di Los Angeles e come solista nella Les Hite’s Orchestra.

La sua musica cambia quando nel 1942 incide Mean Old World dove utilizza per primo la chitarra elettrica.

Dal 1946 al 48 incide per la Black & White Records brani memorabili fra tutti Call It Stormy Monday (But Tuesday is Just as Bad) da cui B.B. King s’ispirò per il suo modo di suonare la chitarra.

Dal 50 al 54 incide per l'Imperial di Dave Bartholomew, personaggio di cui abbiamo già parlato, figura centrale per tutta la musica nera degli anni 50 e 60.

Entra in un periodo di crisi e riprende ad incidere solo nel 1960 con il singolo T-Bone Blues.

Nel 62 partecipa all'American Folk Blues Festival con Memphis Slim e Wille Dixon, l'album che segue I Want A Little Girl viene acclamato dalla critica.


Negli ultimi anni, dal 1968 al 1975 incide per la Robin Hemingway e vince nel 71 un Grammy Award per l'album Good Feelin', nel 73 un altro grande successo Fly Walker Airlines.

Muore nel 1975 per una polmonite.

Chuck Berry s'ispira a lui quando inventa il rock and roll, Jimi Hendrix copia il suo modo di suonare e di fare spettacolo, con la chitarra suonata dietro la schiena o con i denti.


Stormy Monday, il suo brano più famoso, è stato inciso da tanti ma era anche il brano live preferito dagli Allman Brothers.

Discografia:

Studio

1968 - I Want A Little Girl
1968 - The Truth - Black & Blue
1969 - Feelin'The Blues
1970 - Good Feelin'
1973 - Fly Walker Airlines


Raccolte Essenziali

1959 - Sings The Blues
1959 - T-Bone Blues
1974 - Very Rare


1991 - The Complete Imperial Recordings 1950-1954
1993 - The Complete Capitol/Black & White Recordings
2000 - The Very Best Of T-Bone Walker

martedì 22 marzo 2011

I Grandi del Blues: 24 Guy Davis - 25 John Hammond - 26 John Mooney - 27 Keb'Mo'


24 - Guy Davis


nasce nel 1952, suona chitarra e banjo.

Attore in Beat Street, debutta a Broadway nel 1991 con Zora Neale Hurston & Langston Hughes (due autori neri degli anni 30 e 40) su musiche di Taj Mahal.

Nel 1993 scrive Robert Johnson Trick The Devil,in scena all' Off Broadway, grande successo pluripremiato.



Nel 1994 scrive In Bed With The Blues:The Adventures of Fishy Waters, in scena sempre all'Off Broadway con successo di pubblico e di critica.

Nel 1995 le sue musiche vengono utilizzate nella serie The American Promises, e nello stesso anno incide Stomp Down Rider, con il quale ritorna al blues.
L'anno dopo un tributo ai grandi del blues con Call Down The Thunder,e poi da segnalare You Don't Know My Mind del 1998, But Naked Free del 2000 e Chocolate To The Bone del 2003.

Artista sempre acclamato dalla critica, con un buon successo commerciale, artista poliedrico si divide fra musica, teatro e cinema.
La sua musica è un Modern Acoustic Blues molto raffinato, con testi molto belli e particolari.
Non molto conosciuto in Italia, non ha mai suonato fuori degli USA.




25 - John Hammond Jr.


John Paul Hammond nasce nel 1942, chitarrista, suona Modern Acoustic Blues
e canta in stile barrelhouse (una delle prime forme di jazz con un ritmo che ricorda molto il boogie woogie).

Molto acclamato dalla critica con un buon successo commerciale.



Il suo nome è ricordato soprattutto per aver fatto suonare insieme nella sua band Eric Clapton e Jimi Hendrix nel 1960, purtroppo senza registrare nulla.

Nel 1962 inizia ad incidere per la Vanguard, con la quale pubblica 29 album.

Nel 1965 collabora con The Band, il gruppo storico di Bob Dylan, con i quali partecipa ad un lungo tour mondiale.

Nel 1970 scrive le musiche del Piccolo Grande Uomo con Dustin Hoffman e nel 1990 lascia la Vanguard per passare alla Point Blank Records con la quale vince un Grammy Award.

Nel 1992 gira un documentario su Robert Johnson The Search for Robert Johnson.
Amico di Tom Waits nel 2001 incide Wicked Grin un album di sue composizioni e nel 2007 Push Comes to Shove.



26 - John Mooney


nasce nel 1955, chitarrista, suona Modern Acoustic Blues, miscelando il delta al funky, conosciuto anche per l'utilizzo dello slide.



Scappa di casa a 15 anni per seguire Son House, che avrà una grossa influenza sulla sua musica, e nel 1976 suona con Snooks Eaglin e Professor Longhair.

Incide il suo primo album nel 1979 Comin' Your Way e nel 1981 forma la band che ancora lo accompagna.
Incide per diverse etichette, da segnalare nel 1996 Against The Wall, nel 2000 Gone To Hell e nel 2002 All I Want.

Nel 2006 Big Ol'Fiya, grande successo, premiato con il Blues Music Awards.

Il suo stile particolare piace per la sua grinta e per un suono che unisce la tradizione ad un ritmo accattivante.
Grande chitarrista, molto bravo nelle sue esibizioni da solista.





27 - Keb’Mo’


Kevin Moore nasce nel 1951, chitarrista e polistrumentista.

Inizia a suonare nel 1970 il contrabasso e la steel drums.






La steel drums è un tamburo di metallo originario di Trinidad, realizzato con i bidoni di ferro,utizzato nelle calypso band.

La sua prima incisione è con il violinista Papa John Creach, già dei Jefferson Airplane, con Filthy del 1972.
La collaborazione con Papa continua fino al 1976 con altri tre album: Playing My Fiddle For You, I'm a Fiddle Man e Rock Father.

Nel 1980 il suo album di debutto come solista con Rainmaker, nello stesso anno suona con Albert Collins e Big Joe Turner.

Torna ad incidere nel 1994 con l'album omonimo dove suona cover di Robert Johnson, è la svolta della sua carriera e il successo è immediato.
Nel 96 Just Like You dove rielabora brani del Delta Blues, anche questo pluripremiato e con un buon successo commerciale, nel 98 Slow Down e nel 2000 The Door.

La sua musica è un Modern Acoustic Blues molto legato alla tradizione ed in particolare a quel Robert Johnson, vera leggenda del blues, spesso nominato in questa mia storia.

Nel 2004 incide Keep it Simple, album molto bello premiato con il Grammy Award, e nel 2007 Suitcase.

venerdì 29 ottobre 2010

17 - Steve Ray Vaughan



Nasce nel 1954 grande e mitico esponente della chitarra blues americana e benché durante la sua breve vita abbia pubblicato solo quattro album in studio e uno live, è noto come uno dei musicisti più influenti nella storia del blues rock.





Il suo caratteristico stile, spesso paragonato a quello di Hendrix, ha segnato in modo importante il mondo della musica, influenzando un'intera generazione di musicisti dei più vari stili, da Eric Clapton a Kenny Wayne Sheperd.



Si avvicina alla chitarra grazie al fratello più grande, Jimmie, futuro chitarrista dei Fabulous Thunderbids, che lo introduce all'ascolto di tutte le leggende del blues, da Albert King a Otis Rush.
Dopo le prime prove in duo con il fratello nel 1972 inizia a girare da un gruppo all'altro.



Entra nei Nightcrawlers e poi nel Paul Ray & the Cobras, con i quali nel 1974 registra Texas Clover.

Nel 1977 forma i Triple Threat Revue insieme alla cantante Lou Ann Burton, poi diventati Double Trouble (il nome viene preso dal titolo del mai dimenticato Otis Rush).

Nel 1979 la Burton decide di lasciare per intraprendere la carriera solista e dal quel momento i Double Trouble diventano un trio, con Stevie Ray Vaughan voce e chitarra solista, Chris Layton batteria e Tommy Shannon al basso.


Il suo momento arriva quando incontra Mick Jagger che riesce a portarlo nel 1982 al Montreux Festival Jazz.
L'esibizione non fu un successo, il pubblico non era abituato alle crude sonorità di questo strano chitarrista blues, ma la sua arte viene notata da David Bowie che decide di ingaggiarlo per la registrazione del disco Let's Dance e per il tour mondiale che segue l'album.



Il tour inizia ma Vaughan lascia dopo pochi giorni e per nostra fortuna torna in Texas dai Double Trouble, dove grazie a Jackson Brown riesce ad incidere il suo primo album Texas Flood.


E' il 1983 e Vaughan ha 28 anni, è al massimo della sua arte: i suoi assoli sono travolgenti e cristallini e la padronanza dello strumento è assoluta.
La sua voce non sfigura e sembra nata per il blues, il successo e enorme.

L'anno dopo esce Couldn't Stand the Weather, il secondo album dove si sente appieno l'influenza di Hendrix e dove la versione di Voodoo Chile (Slight Return) non è la solita cover ma è un vero capolavoro, uno degli apici di questo grande musicista.



Il passo successivo è Soul To Soul nel 1985, che vede l'inserimento nel gruppo del tastierista Reese Wynans considerato come il quarto Double Trouble.

In questo periodo, all'apice della bravura e della fama, Stevie partecipa come guest star anche ad album di altri artisti come Johnny Copeland con Texas Twister, James Brown con Gravity, Marcia Ball con Soulfull Dress e con uno dei suoi idoli, Lonnie Mack per Strike Like Lightning.


Nel 1986 l'abuso di alccol e droga fanno crollare il suo fisico e durante un tour in Germania viene colto da collasso e ricoverato d'urgenza in ospedale.

La paura è tanta e Stevie dovrà affrontare un lungo periodo di disintossicazione, che lo tengono lontano dalle scene.

Il ritorno in studio nel 1989 coincide con l'uscita di In Step altro grande successo internazionale.
L'album segna il passaggio ad un suono meno rude e più armonioso.

Nel 1990 collabora con il fratello Jimmie prima all'album di Bob Dylan Under the Red e poi a Family Style, lavoro che sarà pubblicato postumo e poco acclamato da critica e pubblico.


Nel gennaio dello stesso anno partecipa al MTV Unplugged, registrando in versione acustica (con una chitarra a 12 corde) i brani Rude Mood, Pride And Joy, Testify e Life Without You (che interrompe dopo pochi accordi incalzato dal pubblico che chiede a gran voce di ripetere Testify).


Questa rappresenta una delle pochissime registrazioni conosciute in cui Stevie imbraccia una chitarra acustica.

Il 27 agosto 1990, la tragedia: dopo aver partecipato ad un grande concerto con Eric Clapton, Robert Cray, Buddy Guy e il fratello Jimmie, sale su un elicottero per tornare al suo albergo di Chicago.
Il posto di Vaughan avrebbe dovuto essere di Clapton, ma Vaughan, stanco per il concerto (come dichiarerà in seguito lo stesso Clapton), chiede di partire per primo.
Poco dopo il decollo il veivolo si schianta contro una collina a causa della fitta nebbia e della probabile inesperienza del pilota.
Le tre persone a bordo, un collaboratore di Eric Clapton, il pilota, e Stevie Ray Vaughan, muoiono nell'incidente

La morte prematura lo proietta nella leggenda, ma priva irrimediabilmente la musica di uno dei suoi interpreti più accesi e sensibili.

Dopo la sua morte vengono pubblicati diversi altri album, live e compilation ed un solo album di inediti in studio, The Sky Is Crying nel 1990, degno dei precedenti e celebre per la formidabile interpretazione strumentale di Little Wing di Jimi Hendrix e per la presenza dell'unico brano acustico registrato in studio e pubblicato ufficialmente, Life By The Drop.


Molto bello anche l'album In Session, jam session in studio con Albert King registrata nel 1983 e pubblicata postuma nel 1999.

Nel 1992 la Fender inizia la produzione di una Stevie Ray Vaughan Signature Stratocaster, progettata insieme con Stevie poco prima della sua morte.
La chitarra è la replica commerciale della chitarra preferita da Stevie, che lui chiamava Number One o First Wife.

Nel 2000 la Columbia Records pubblica di nuovo la sua intera discografia inserendo per ogni album inediti e live.


Nel 2004 la Fender produce in soli 100 esemplari una riproduzione fedelissima della sua chitarra.
A tale replica, fedele in ogni punto (compresi i graffi sulla vernice), viene dato il nome di Stevie Ray Vaughan Tribute Model "Number One" Stratocaster Guitar.
Ogni esemplare è numerato ed ha grande valore collezionistico.

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