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mercoledì 15 febbraio 2012

Il Boogie - Woogie, uno stile blues per pianoforte


Il boogie-woogie è uno stile musicale blues per pianoforte, diventato molto popolare a partire dagli anni '40.

All’inizio del secolo scorso i pianisti neri di Chicago, Kansas City e Texas cominciarono a sviluppare una forma più veloce e ritmata del blues.


Lo scopo era d’intrattenere la gente nei juke joints, dei bar dove ci si recava la sera dopo il lavoro per ballare e divertirsi.
Questi locali si trovavano non solo in città ma anche negli accampamenti dei lavoratori nei pressi dei campi di cotone o lungo la ferrovia.
A quei tempi questo nuovo tipo di musica veniva chiamata con svariati nomi: rolling blues, the dozen, fast western, shuffle ecc. fino alla famosa registrazione “Pinetop’s Boogie Woogie”.

In questa composizione, che risale al 1928, Clarence Smith spiegava come ballare il boogie woogie.
La parola indicava dunque un modo di ballare, e grazie a Smith (che non saprà mai niente perché morì poco dopo 25enne, colpito da una pallottola in una sparatoria) questo genere musicale prese il nome di Boogie Woogie.




Nel 1938 Albert Ammons, Pete Johnson e Meade Lux Lewis, tre pianisti neri, vennero scoperti da un bianco: John Hammond.

Per la prima volta nella storia della musica, uno stile che nasce e si sviluppa nella comunità nera, viene presentato ad un pubblico bianco nella famosa Carnegie Hall di New York.



Lo stile ha subito un successo strepitoso, i bianchi se ne appropriano e diventa un boom che lo inserisce ai primi posti di tutte le vendite discografiche.

Il Boogie-Woogie viene così suonato e ballato in tutti gli USA e diviene la musica più popolare degli anni '40 e '50.
Questo fino alla nascita del Rock and Roll che lo trasforma completamente in uno stile creato dalle case discografiche, rivolto ai bianchi ed eseguito solo da musicisti bianchi.

La divisione della società americana diventa così totale anche nella musica, la discriminazione razziale continuerà e anzi se possibile verrà accentuata.
Il mercato si divide fra consumi dei bianchi e quelli dei neri, i locali sono diversi,le case discografiche, le radio,i lavori e quant'altro sarà sempre separato.
Il razzismo sarà ancora imperante e comincerà a cedere solo grazie ad artisti come Elvis Presley che iniziano a muoversi e a cantare in modo diverso copiando la gestualità e la voce dei neri.

Ma questa è un'altra storia di cui parleremo nei prossimi articoli.





Il Boogie Woogie è caratterizzato da un accompagnamento di basso eseguito con la mano sinistra, il cosiddetto basso ostinato, e da trilli ed abbellimenti eseguiti con la destra.

Le due forme di basso più suonate con la mano sinistra sono il rolling bass e il walking bass.






E' uno stile molto allegro e gradevole, diventato famoso con Glenn Miller, che lo modifica, lo esegue con la sua big band e lo trasforma nella musica da ballo più famosa del dopoguerra.

Nel '45 gli americani arrivano in Europa, portano la libertà e la loro musica, il boogie diventa cosi il simbolo del nuovo, qualcosa di travolgente che rompe gli equilibri di un'Europa provinciale ancora scossa da una guerra assurda.

La musica di Glenn Miller diventa un fenomeno mondiale, purtroppo lui con la sua band muore in un incidente aereo poco prima della fine della guerra.


I più famosi artisti di boogie sono stati: Albert Ammons - Meade Lux Lewis - Pinetop Perkins - Pinetop Smith - James Booker - Big Joe Duskin - Sammy Price - Joe Turner - Willie Egan.

Le foto ritraggono dall'alto Pinetop Perkins (1913-ancora attivo), Albert Ammons (1907-1949) e Meade Lux Lewis (1905-1964).

martedì 24 maggio 2011

I Grandi del Blues: 40 Wynonie Harris - 41 Big Jay McNeely



40 - Wynonie Harris

(1915-1969) chitarrista, famoso per i suoi testi irriverenti e spiritosi.

Raggiunge il massimo successo dal 1946 al 1952 dove con ben 15 hits top ten diventa il vero precursore del rock and roll.





A 16 anni lascia la scuola ed inizia come cantante chitarrista in band come The Sultans e Preston Love's Band.

Forma un duo con la ballerina Velda Shannon e nel 1934 sono l'attrazione fissa del Ritz Theatre di Omaha, sua città natale.
L'anno dopo inizia a suonare blues, andando spesso a Kansas City dove conosce Jimmy Rushing e Big Joe Turner.

Nel 1935 in piena Grande Depressione è ormai diventato una celebrità locale.
Nel 1940 si trasferisce a Los Angeles.

Nel 1943 suona al Rhumboogie Club di Chicago dove conosce Lucy Millinder che gli propone di entrare nel suo gruppo.

L'anno dopo debutta all'Apollo Theatre di Harlem dove esegue per la prima volta il suo famoso brano Who Threw The Whiskey in the Well.

Nel 1944 ha la sua prima incisione sempre con Lucy Millinder ma il disco non viene subito pubblicato.


La fama di Harris cresce e l'anno dopo lascia il gruppo.

La Decca pubblica il disco e Who Trew The Whiskey in the Well diventa il suo primo grande successo.

Nel 1945 inizia la carriera da solista, forma una sua band e per la Philo incide, con la presenza di Johnny Otis, il brano Around The Clock, che diventa molto popolare.



Incide poi per altre etichette, ma i suoi più grandi successi sono pubblicati dalla Syd Nathan's King: Good Rocking Tonight, una cover di Roy Brown, Good Morning Jude, All She Wants To Do Is Rock e Bloodshot Eyes, una cover di Hank Penny.





Dal 1954 al 1964 cambia diverse case discografiche, incide ancora brani di successo come Sweet Lucy Brown, Spread The News, Saturday Night, Josephine e Did You Get The Message, ma è sempre più indebitato,non riesce più ad arrivare alle cifre del suo momento magico e non accetta il declino della sua carriera.

Nel 1964 ha la sua ultima incisione per la Chess con brani famosi come The Comeback, Buzzard Luck e Conjured.

Nel 1967 la sua ultima esibizione live all'Apollo Theatre con Big Joe Turner, Big Mama Thornton, Jimmy Witherspoon e T-Bone Walker.

Nel 1969 muore per un tumore all'esofago.







41 - Big Jay McNeely

nasce nel 1927 come Cecil James McNeely, sassofonista, conosciuto per il suo modo di suonare intenso ed energico e per i suoi folli spettacoli dal vivo.







Famose le sue esibizioni dal vivo, quando riusciva a trascinare il pubblico con le sue esibizioni acrobatiche, come nel 1949 al Wrigley Field Baseball Stadium dove suona giocando a baseball o nel 1999 a 72 anni suonati all'Apollo Theatre di New York dove salta giu dal palco suonando un sax fluorescente e ballando break dance.

Il suo maggior successo è stato una ballata blues There Is Something On Your Mind con il cantante Little Sonny Warner.


Nel 1947 suona al Barrelhouse Club di Johnny Otis dove firma per la Savoy Records che lo convince a cambiare nome in Big Jay considerando Cecil non convincente.


La sua prima hit fu The Deacon's Hop del 1949, a cui seguì l'anno dopo Wild Wig,altra hit che consentì a Big Jay di avere successo per tutti gli anni 50.

Negli anni 60 inzia il declino tanto che nel 1971 lascia per diventare postino.

Nel 1983 torna alla musica con una sua etichetta.

La sua musica è piacevole da ascoltare, il suo blues diventa spesso rhythm and blues con un suono accattivante e moderno.

Discografia

I suoi album sono:

- Big Jay McNeely del 1954
- A Rhythm and Blues Concert del 1955
- Big Jay McNeely in 3-D uscito nel 1956 e nel 1959
- Live at Cisco's nel 1963
- Swingin' del 1984
- Live at Birdland live del 1957 pubblicato nel 1992
- Nervous del 1995
- Crazy del 1997
- Central Avenue Confidential del 2000 (compilation)

martedì 22 marzo 2011

I Grandi del Blues: 24 Guy Davis - 25 John Hammond - 26 John Mooney - 27 Keb'Mo'


24 - Guy Davis


nasce nel 1952, suona chitarra e banjo.

Attore in Beat Street, debutta a Broadway nel 1991 con Zora Neale Hurston & Langston Hughes (due autori neri degli anni 30 e 40) su musiche di Taj Mahal.

Nel 1993 scrive Robert Johnson Trick The Devil,in scena all' Off Broadway, grande successo pluripremiato.



Nel 1994 scrive In Bed With The Blues:The Adventures of Fishy Waters, in scena sempre all'Off Broadway con successo di pubblico e di critica.

Nel 1995 le sue musiche vengono utilizzate nella serie The American Promises, e nello stesso anno incide Stomp Down Rider, con il quale ritorna al blues.
L'anno dopo un tributo ai grandi del blues con Call Down The Thunder,e poi da segnalare You Don't Know My Mind del 1998, But Naked Free del 2000 e Chocolate To The Bone del 2003.

Artista sempre acclamato dalla critica, con un buon successo commerciale, artista poliedrico si divide fra musica, teatro e cinema.
La sua musica è un Modern Acoustic Blues molto raffinato, con testi molto belli e particolari.
Non molto conosciuto in Italia, non ha mai suonato fuori degli USA.




25 - John Hammond Jr.


John Paul Hammond nasce nel 1942, chitarrista, suona Modern Acoustic Blues
e canta in stile barrelhouse (una delle prime forme di jazz con un ritmo che ricorda molto il boogie woogie).

Molto acclamato dalla critica con un buon successo commerciale.



Il suo nome è ricordato soprattutto per aver fatto suonare insieme nella sua band Eric Clapton e Jimi Hendrix nel 1960, purtroppo senza registrare nulla.

Nel 1962 inizia ad incidere per la Vanguard, con la quale pubblica 29 album.

Nel 1965 collabora con The Band, il gruppo storico di Bob Dylan, con i quali partecipa ad un lungo tour mondiale.

Nel 1970 scrive le musiche del Piccolo Grande Uomo con Dustin Hoffman e nel 1990 lascia la Vanguard per passare alla Point Blank Records con la quale vince un Grammy Award.

Nel 1992 gira un documentario su Robert Johnson The Search for Robert Johnson.
Amico di Tom Waits nel 2001 incide Wicked Grin un album di sue composizioni e nel 2007 Push Comes to Shove.



26 - John Mooney


nasce nel 1955, chitarrista, suona Modern Acoustic Blues, miscelando il delta al funky, conosciuto anche per l'utilizzo dello slide.



Scappa di casa a 15 anni per seguire Son House, che avrà una grossa influenza sulla sua musica, e nel 1976 suona con Snooks Eaglin e Professor Longhair.

Incide il suo primo album nel 1979 Comin' Your Way e nel 1981 forma la band che ancora lo accompagna.
Incide per diverse etichette, da segnalare nel 1996 Against The Wall, nel 2000 Gone To Hell e nel 2002 All I Want.

Nel 2006 Big Ol'Fiya, grande successo, premiato con il Blues Music Awards.

Il suo stile particolare piace per la sua grinta e per un suono che unisce la tradizione ad un ritmo accattivante.
Grande chitarrista, molto bravo nelle sue esibizioni da solista.





27 - Keb’Mo’


Kevin Moore nasce nel 1951, chitarrista e polistrumentista.

Inizia a suonare nel 1970 il contrabasso e la steel drums.






La steel drums è un tamburo di metallo originario di Trinidad, realizzato con i bidoni di ferro,utizzato nelle calypso band.

La sua prima incisione è con il violinista Papa John Creach, già dei Jefferson Airplane, con Filthy del 1972.
La collaborazione con Papa continua fino al 1976 con altri tre album: Playing My Fiddle For You, I'm a Fiddle Man e Rock Father.

Nel 1980 il suo album di debutto come solista con Rainmaker, nello stesso anno suona con Albert Collins e Big Joe Turner.

Torna ad incidere nel 1994 con l'album omonimo dove suona cover di Robert Johnson, è la svolta della sua carriera e il successo è immediato.
Nel 96 Just Like You dove rielabora brani del Delta Blues, anche questo pluripremiato e con un buon successo commerciale, nel 98 Slow Down e nel 2000 The Door.

La sua musica è un Modern Acoustic Blues molto legato alla tradizione ed in particolare a quel Robert Johnson, vera leggenda del blues, spesso nominato in questa mia storia.

Nel 2004 incide Keep it Simple, album molto bello premiato con il Grammy Award, e nel 2007 Suitcase.

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