giovedì 15 ottobre 2026

Egidio e Nazzarena - 1° puntata


Non gli era mai piaciuto vivere in campagna e sperava sempre un giorno di riuscire ad andare via.

Egidio, vieni a fare colazione.

Sì mamma arrivo.

Non gli piaceva nemmeno stare a tavola tutti insieme con quello zio che non gli era mai stato tanto simpatico e quel fratello tanto diverso da lui.

Egidio aveva 15 anni ma si sentiva a disagio e ogni volta li guardava senza parlare.

Era sempre così, a colazione e pranzo, ogni volta che sedevano a tavola tutti insieme, ed era per questo che si cercava un pò tutti di evitarlo, si andava sempre più tardi e non si rispondeva mai alle chiamate di Margherita che sembrava non accorgersi della situazione.

E come sempre dopo il padre si alzava anche Egidio.

Io scendo che ho da fare, ci vediamo dopo.

Papà dove vai?

Vado a fare un pò di legna, vuoi venire?

Sì arrivo.

Allora andiamo.

Il sole si stava affacciando dalle nuvole e la foschia si stava alzando, non faceva freddo e loro camminavano in silenzio.

Cominciano a salire, gli alberi diventano più fitti, arrivano ad una piccola radura dove avevano già iniziato a tagliare e dove avevano già accatastato del legname.

Iniziano a tagliare, Alessandro usa la sega per i rami più grandi, Egidio la roncia per pulire i pezzi e per metterli via.

Comincia a fare caldo e si tolgono la giacca.

Vedi Egidio, ora che la guerra è finita dobbiamo trovarci tutti un lavoro, tu devi essere indipendente, devi andare a lavorare fuori, devi farti una posizione, devi continuare come idraulico, ci riesci bene, potrebbe essere quello il tuo futuro.

Si alza e riprende a tagliare, in silenzio, a testa bassa.

Lavora come un forsennato e suda copiosamente, il sole è alto e inizia a fare caldo.

Papà è ora di pranzo, andiamo a casa.

No, Egidio, tu vai, io rimango, non ho fame e voglio finire.

Mamma sono casa.

Vieni non c'è ancora nessuno, siediti che è pronto.

Margherita stava impastando il pane nella mattera, l'avrebbe lasciato lievitare tutto il giorno e poi la mattina dopo avrebbe iniziato a cuocerlo.

Egidio già sentiva il profumo del pane caldo, un profumo che gli piaceva e che lo metteva di buonumore tanto che gli sembrava di essere in sintonia con tutto e con tutti.

Se vuoi mangiare la pasta è a tavola, su sbrigati che mi hai fatto fare tardi.

Egidio mangia di corsa ed esce, si siede sulle scale penserioso.

I gatti sono in amore e i maschi urlano il loro richiamo tanto forte che sembrano tanti bambini che piangono.

A me non piacciono ma qui sembra tutto normale.

Devo andare via, non mi piace stare qui a poltrire o ad alzarmi a mezzogiorno, io voglio fare qualcosa, io voglio realizzarmi.

Stò diventando bravo come idraulico.

Domani vado a Narni a parlare con Michelini, si dice che cerca operai per un lavoro che deve fare fuori.

Nessun commento:

Posta un commento

Archivio blog