Non gli era mai piaciuto vivere in campagna e sperava sempre un giorno di riuscire ad andare via.
Egidio, vieni a fare colazione.
Sì mamma arrivo.
Non gli piaceva nemmeno stare a tavola tutti insieme con quello zio che non gli era mai stato tanto simpatico e quel fratello tanto diverso da lui.
Egidio aveva 15 anni ma si sentiva a disagio e ogni volta li guardava senza parlare.
Era sempre così, a colazione e pranzo, ogni volta che sedevano a tavola tutti insieme, ed era per questo che si cercava un pò tutti di evitarlo, si andava sempre più tardi e non si rispondeva mai alle chiamate di Margherita che sembrava non accorgersi della situazione.
E come sempre dopo il padre si alzava anche Egidio.
Io scendo che ho da fare, ci vediamo dopo.
Papà dove vai?
Vado a fare un pò di legna, vuoi venire?
Sì arrivo.
Allora andiamo.
Il sole si stava affacciando dalle nuvole e la foschia si stava alzando, non faceva freddo e loro camminavano in silenzio.
Cominciano a salire, gli alberi diventano più fitti, arrivano ad una piccola radura dove avevano già iniziato a tagliare e dove avevano già accatastato del legname.
Iniziano a tagliare, Alessandro usa la sega per i rami più grandi, Egidio la roncia per pulire i pezzi e per metterli via.
Comincia a fare caldo e si tolgono la giacca.
Vedi Egidio, ora che la guerra è finita dobbiamo trovarci tutti un lavoro, tu devi essere indipendente, devi andare a lavorare fuori, devi farti una posizione, devi continuare come idraulico, ci riesci bene, potrebbe essere quello il tuo futuro.
Si alza e riprende a tagliare, in silenzio, a testa bassa.
Lavora come un forsennato e suda copiosamente, il sole è alto e inizia a fare caldo.
Papà è ora di pranzo, andiamo a casa.
No, Egidio, tu vai, io rimango, non ho fame e voglio finire.
Mamma sono casa.
Vieni non c'è ancora nessuno, siediti che è pronto.
Margherita stava impastando il pane nella mattera, l'avrebbe lasciato lievitare tutto il giorno e poi la mattina dopo avrebbe iniziato a cuocerlo.
Egidio già sentiva il profumo del pane caldo, un profumo che gli piaceva e che lo metteva di buonumore tanto che gli sembrava di essere in sintonia con tutto e con tutti.
Se vuoi mangiare la pasta è a tavola, su sbrigati che mi hai fatto fare tardi.
Egidio mangia di corsa ed esce, si siede sulle scale penserioso.
I gatti sono in amore e i maschi urlano il loro richiamo tanto forte che sembrano tanti bambini che piangono.
A me non piacciono ma qui sembra tutto normale.
Devo andare via, non mi piace stare qui a poltrire o ad alzarmi a mezzogiorno, io voglio fare qualcosa, io voglio realizzarmi.
Stò diventando bravo come idraulico.
Domani vado a Narni a parlare con Michelini, si dice che cerca operai per un lavoro che deve fare fuori.


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