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mercoledì 6 agosto 2014

Il Blues Rock: un genere splendido ed intramontabile.






Nasce alla fine degli anni '60 con la classica struttura blues a tre accordi e un'amplificazione ad alto volume tipica del rock.






I primi gruppi come i Cream iniziarono a suonare dal vivo lunghe jam session, le classiche improvvisazioni del jazz e del blues, ma molto più vicine al rock anche più duro.

Questo modo di suonare venne seguito da molti e per tutti gli anni '70 sarà spesso difficile vedere le differenze con l'hard rock.

E' un rock molto bello ed è il genere che preferisco in assoluto, un genere che ha scritto brani bellissimi e che deve molto del suo successo alla sua formula semplice ma di grande impatto.

E' la musica dei grandi chitarristi, da Jimi Hendrix a Peter Green dei Fleetwood Mac, da Alvin Lee dei Ten Years After a Stevie Ray Vaughan, da J.J. Cale a Gary Moore, per finire alla grande con un Eric Clapton (nella foto sopra) che rappresenta il cardine su cui ha girato tutto il blues rock degli anni 70.






Un Blues Rock che diventa l' Hard dei Led Zeppelin, il Classic dei Rolling Stones, il Southern del Lynyrd Skynyrd,il Progressive dei Jethro Tull.






Un blues che diventa poesia con la grinta di Janis Joplin e di Jimi Hendrix o lucida follia con Peter Green (nella foto).

Ho scelto alcuni nomi che per me rappresentano al meglio questo stupendo genere, parlerò di:

Allman Brothers
Canned Heat
Fleetwood Mac
Yardbirds
Cream
Blind Faith
Derek and the Dominos
Eric Clapton
Gary Moore
J.J. Cale
Janis Joplin
Jeff Beck
Jimi Hendrix
Jimmy Page
John Mayall
Johnny Winter
Rory Gallagher
Stevie Ray Vaughan
Alvin Lee & Ten Years After
Leon Russel
Tom Petty

Come sempre scelte ovviamente personali dove si capisce bene la mia assoluta preferenza per i grandi chitarristi.

martedì 13 luglio 2010

07 - L' Hard Rock



L'hard rock deriva dal rock & roll e dal blues, nasce verso la metà degli anni sessanta.
Un bel rock che si ascolta sempre molto volentieri.

Nasce con gruppi come i Cream, Jimi Hendrix, Jeff Beck (nella foto), che nella metà degli anni '60 arrivano a nuove sonorità, con un rock più aggressivo e ritmato.




Dall'hard nascono altri generi di grande popolarità, fra tutti uno molto simile l'heavy metal, un rock che si differenzia solo perchè più duro.



Si sviluppa pienamente negli anni'70 con gruppi come i Rolling Stones, i Small Faces,i Led Zeppelin.

Qualche anno dopo con gli Ac/Dc, Aerosmith, Van Halen, Deep Purple (nella foto), Thin Lizzy, Lynyrd Skynyrd.





Nomi eclatanti che hanno fatto la storia del rock e che ancora oggi si ascoltano come fossero appena usciti, spesso dimenticando che è musica composta da più di 40 anni.
Una musica che rimane, che fa ormai parte del nostro quotidiano.



I Led Zeppelin (nella foto) sono il gruppo emblema del genere.
Nascono nel 1968 e si sciolgono nel 1980 con la morte del batterista John Bonham.

Gli altri nomi: Jimmy Page,chitarra, Robert Plant, voce e armonica e John Paul Jones, basso e tastiere.



La loro musica, una miscela di rock, blues, rockabilly e folk, ci ha lasciato 9 splendidi album usciti dal 1969 al 1982.
La band ha venduto fino ad oggi più di 300 milioni di dischi, uno dei più grandi successi commerciali della storia della musica moderna.

L'hard è un rock che ascolto sempre volentieri, e che consiglio sempre ai giovani che vogliono avvicinarsi al classic rock.

Giovani che rimangono sempre stupiti nell'ascoltare una musica ancora tanto attuale e tanto vicina ai loro gusti.


Come sempre ho parlato dei gruppi che preferisco e di cui non riesco a fare una cernita dei brani da ascoltare, è musica da ascoltare tutta senza preconcetti.

Le foto che aggiungo ora sono i Cream (nella foto sopra), con a destra un giovane Eric Clapton, che diventerà poi figura centrale di tutto il blues rock e della musica di tutti gli anni '70, e poi sotto di seguito Ac/Dc, Aerosmith, Van Halen, Gary Moore, il grande chitarrista dei Thin Lizzy anche lui passato al blues rock, e i Lynyrd Skynyrd.









sabato 26 giugno 2010

02 - Il Classic Rock degli Anni '70



Gli anni settanta si aprirono con una serie di morti eccellenti che, loro malgrado, costituirono un divario fra il rock degli anni sessanta e quello degli anni settanta: Jimi Hendrix nel settembre del 70, Janis Joplin (nella foto accanto) nell'ottobre dello stesso anno e Jim Morrison (nella terza foto) l'anno seguente.



La serie dei lutti era già iniziata nel 1969 con la scomparsa del chitarrista e fondatore dei Rolling Stones, Brian Jones (nella foto accanto).

Queste morti andarono a confermare, come già era avvenuto nel blues ma soprattutto nel jazz,lo strano connubio fra la musica e l'abuso di sostanze come alcool, barbiturici, eroina e cocaina.




Un connubio che andava a materializzare quell'immagine di artista maledetto che sembrava normale negli anni 30, con la nascita del blues e fino agli inizi degli anni 70, passando per quella musica psicadelica che andava a incentivare il consumo di droge leggere, non mortali ma certamente dannose, come la marjuana e LSD.




Una immagine che è costata centinaia di morti, fra i più grandi artisti della musica moderna, e dovuta principalmente all'ignoranza dei danni che l'abuso di tali sostanze comportava.

La storia della musica di quegli anni è un continuo elenco di morti dovuti agli abusi di una vita sregolata, come se essere artisti fosse sinonimo di consuni sfrenati, di alcolizzato o di tossico.


La musica è ben altro, ed essere artisti vuol dire vivere completamente per la propria passione, senza pensare ad altro.



La musica continua a cambiare, arrivando quasi alla perfezione.
Vengono aggiunti nuovi strumenti con nuove sonorità, aumentano le sezioni ritmiche.

L'esempio più classico di questa evoluzione è Carlos Santana, con i suoi ritmi latino americani.








Anche in Inghilterra la sezione ritmica diventa basilare per alcuni nuovi gruppi e anche per i molti che provenivano dagli anni sessanta come i Cream, i King Crimson e i Vanilla Fudge (nella foto accanto).









L'evoluzione di questa parte del rock si ritroverà nei gruppi del cosiddetto hard rock con i Black Sabbath, Thin Lizzy (nella foto accanto), Led Zeppelin, i Queen, Ac/Dc e i Deep Purple.




Gruppi che daranno il via al punk degli anni 80 con le sue infinite varianti, e con una musica che perderà il suo essere poesia, denuncia sociale, lotta politica.
La musica degli anni 80 e dei decenni successivi, che non tratterò in questi miei articoli, diventerà puro intrattenimento e perderà ogni contatto con la realtà.




La musica che oggi si ascolta non deve far pensare, non vuole avere nessun significato e non lo cerca, si ascolta e finisce nel giro di pochi mesi.





Se un ragazzo prende una chitarra per suonare e per cantare con un gruppo di amici, andrà, anche senza volerlo, a ritrovare i brani che si suonavano e cantavano almeno trent'anni prima.

La musica quella con la M maiuscola sembra rimasta a quegli anni, il resto è solo un ripetere all'infinito gli stessi giri e gli stessi riff, rinnovati, modernizzati, computerizzati, ma sempre quelli.

Nostalgia di un periodo?
Forse, ma è nostalgia di un momento magico, durato quarant'anni, dalla nascita del blues negli anni 30, passando per il jazz, al country, fino agli anni 70, nel quale la musica è arrivata al suo massimo possibile, non ripetibile e non riproponibile.

giovedì 9 luglio 2009

1 - Il Rock Anni 70.storia di un decennio magico


Gli anni settanta si aprirono con una serie di morti eccellenti che, loro malgrado, costituirono un divario fra il rock degli anni sessanta e quello degli anni settanta: Jimi Hendrix nel settembre del 70, Janis Joplin nell'ottobre dello stesso anno e Jim Morrison l'anno seguente.
La serie dei lutti era già iniziata nel 1969 con la scomparsa del chitarrista e fondatore dei Rolling Stones, Brian Jones.
Queste morti andarono a confermare, come già era avvenuto nel blues ma soprattutto nel jazz,lo strano connubio fra la musica e l'abuso di sostanze come alcool, barbiturici, eroina e cocaina.
Un connubio che andava a materializzare quell'immagine di artista maledetto che sembrava normale negli anni 30, con la nascita del blues e fino agli inizi degli anni 70, passando per quella musica psicadelica che andava a incentivare il consumo di droge leggere, non mortali ma certamente dannose, come la marjuana e LSD.
Una immagine che è costata centinaia di morti, fra i più grandi artisti della musica moderna, e dovuta principalmente all'ignoranza dei danni che l'abuso di tali sostanze comportava.
La storia della musica di quegli anni è un continuo elenco di morti dovuti agli abusi di una vita sregolata, come se essere artisti fosse sinonimo di consuni sfrenati, di alcolizzato o di tossico.
La musica è ben altro, ed essere artisti vuol dire vivere completamente per la propria passione, senza pensare ad altro.



Gli anni settanta sono caratterizzati dall'inserimento di nuovi strumenti musicali che arricchiscono questo genere di nuove sonorità, con una grande proliferazione delle sezioni ritmiche.
L'esempio più classico di questa evoluzione è Carlos Santana, con i ritmi latino americani.






Anche in Inghilterra la sezione ritmica diventò basilare per alcuni nuovi gruppi e anche molti che provenivano dagli anni sessanta come i Cream, King Crimson e i Vanilla Fudge.


L'evoluzione di questa parte del rock si ritroverà nei gruppi del cosiddetto hard rock con i Black Sabbath, Thin Lizzy, Led Zeppelin, i Queen, Ac/Dc e i Deep Purple.

Gruppi che daranno il via al punk degli anni 80 con le sue infinite varianti, e con una musica che perderà il suo essere poesia, denuncia sociale, lotta politica.
La musica degli anni 80 e dei decenni successivi, che non tratterò in questi miei articoli, diventerà puro intrattenimento e perderà ogni contatto con la realtà.

La musica che oggi si ascolta non deve far pensare, non vuole avere nessun significato e non lo cerca, si ascolta e finisce nel giro di pochi mesi.
Se un ragazzo prende una chitarra per suonare e per cantare con un gruppo di amici, andrà, anche senza volerlo, a ritrovare i brani che si suonavano e cantavano almeno trent'anni prima.
La musica quella con la M maiuscola sembra rimasta a quegli anni, il resto è solo un ripetere all'infinito gli stessi giri e gli stessi riff, rinnovati, modernizzati, computerizzati, ma sempre quelli.
Nostalgia di un periodo?
Forse, ma è nostalgia di un momento magico, durato quarant'anni, dalla nascita del blues negli anni 30, passando per il jazz, al country, fino agli anni 70, nel quale la musica è arrivata al suo massimo possibile, non ripetibile e non riproponibile.

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