lunedì 5 ottobre 2026

Anna e Savino - 1° puntata


 E' il 1945 e la guerra è appena finita.

Savino, 20 anni, alto, magro, capelli neri e baffi, corre verso casa.

Mi devo sbrigare, devo prendere qualche lira prima che viene papà.

Sapeva benissimo che il padre Ruggero trafficava con il mercato nero ed aveva sempre soldi a casa.

Mamma sono io, devo andare al bagno.

Mamma Vincenza è in cucina a fare la pasta, come al solito indaffarata e pensierosa.

Già ho sempre da fare, ma quattro figli sono tanti e poi tutti grandi.

E poi Ruggero non c'è mai, certo che Savino, il più grande potrebbe aiutarlo.

Savino perchè non vai ad aiutare tuo padre.

Parla sempre in dialetto barlettano stretto quando parla con il marito, più comprensibile quando parla ai figli.

Sì mamma, dopo, ora ho un appuntamento.

Sì, ho un appuntamento con Anna il mio amore.

Lo dice a bassa voce, nessuno ancora deve saperlo.

Mi devo sistemare i capelli, dov'è la brillantina. Ecco ora sono a posto.

Ciao mamma torno presto.

Ma cone esci ora, è tardi e fra poco è pronto.

Mamma non ti preoccupare mangio dopo.

Mi devo sbrigare altrimenti faccio tardi come al solito.

Anna, Anna.

Anna si affaccia, ha i capelli lunghi, è bellissima.

Savino che c'è?

Come che c'è, sapevi che venivo stamattina.

Anna lo guarda, è un gran bel ragazzo moro e gli sorride.

Va bene scendo.

Dai sediamoci qui sulla panchina.

Dammi la mano.

Ma Savino c'è mamma che ci guarda, ho solo 17 anni, nemmeno dovrei stare seduta vicino a te.

La mamma è Gilda, una donnetta tutto pepe, tracagnotta e sempre sorridente, che parla ancora con un simpatico accento aquilano.

Il problema è Gaetano, il padre, un uomo che si dice ne abbia fatte più di Carlo in Francia.

Si racconta che abbia perso i genitori appena nato e che sia stato poi adottato da una famiglia, sempre a Rionero, in Basilicata dove è nato.

Ma veniva trattato male e a sedici anni scappa di casa, vive nei casini, coccolato dalle prostitute, cambia città.

Trova lavoro come falegname all'Aquila e conosce Gilda ed è subito amore.

Gaetano è bello, somiglia a Jean Gabin e ha lo sguardo strafottente di chi sa sempre come va a finire.

Si sposano nel '28 e vengono a Roma.

Prendono casa al Mandrione, una zona malfamata, abitata da tanti emigranti tutti arrivati a Roma in cerca di fortuna.

Qui nascono le figlie Anna e Ivana, ed ora Anna è qui vicino a me.

Mi guarda, vorrei abbracciarla ma non posso, devo prima dichiararmi.

Sono venuto apposta.

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