A Nazzarena batteva forte il cuore, era felice, quel ragazzo gli era sempre piaciuto, gli piaceva come era riuscito già a farsi una posizione, gli piaceva anche se poi non si erano mai riusciti a frequentarsi.
Lei lavorava sempre, i fratelli erano piccoli e solo lei poteva aiutare sua madre, le cose da fare erano tante, avevano un po' di campagna e per fortuna da mangiare non era mai mancato, anche durante la guerra, anche se avevano dovuto nascondere tutto.
Ogni tanto passavano, tedeschi e fascisti, e venivano a chiedere da mangiare, se non stavi attenta ti rubavano l'olio, il vino, il prosciutto, la farina, tutto quello che avevi messo via con tanta fatica.
Quando arrivavano, Anita, la madre, mandava via le figlie e preparava da mangiare, preparava della pasta con del pane e del vino.
Loro entravano e si sedevano, mangiavano senza parlare e poi ringraziavano e andavano via.
Anita era un donnone grande e grosso, li guardava e sempre senza parlare faceva un cenno col capo.
E così tutte le volte che capitava, ma grazie a questo era riuscita ad andare avanti.
Era stata sfortunata, si era sposata due volte e due volte era rimasta vedova, aveva così avuto una figlia dal primo marito e cinque dal secondo, quattro femmine e un maschio.
Veramente non si era risposata, aveva una buona pensione come vedova ed avevano insieme deciso che non conveniva perderla, tanto era uguale, fra l'altro avevano lo stesso cognome, anche se non erano parenti, e quindi nemmeno quello era un problema.
Ma era rimasta sola di nuovo, gli anni della guerra erano stati duri, da sola, tutte donne.
Il maschio era partito ma era finito prigioniero, era tornato solo due anni dopo, stremato, dimagrito, ma vivo.
Il suo grande aiuto era quella figlia che somigliava tanto a lei, energica e risoluta, avevano lavorato tanto insieme, andavano d'accordo anche se non parlavano quasi mai.
Erano entrambi di poche parole ma sapevano quello che dovevano fare ed ognuna faceva il suo, gli bastava uno sguardo per capirsi e senza tante smancerie e abbracci e senza tante chiacchere andavano avanti.
Nazzarena era felice.
Mamma, ti ricordi di Egidio? Stasera viene qui a presentarsi ufficialmente, ci siamo fidanzati.
Bene, è un bravo ragazzo, hai fatto bene.
E così la sera ci fù l'incontro, Egidio venne con la cravatta e con un vassoio di paste.
Dopo la cena lo accompagnò fuori per stare un po' da soli.
Allora?
A posto, ci sposeremo presto stai tranquilla, solo il tempo di mettere da parte qualche soldo.
A proposito guarda che ti ho portato.
Un vestito, ma è bellissimo, non ne ho avuti mai di così belli, anzi veramente ne ho solo due, uno per l'estate e uno per l'inverno.
Vieni che lo faccio vedere a casa.
Guardate un po' che mi portato Egidio.
Tutte furono intorno a lei a vedere come era bello e tutte con un po' d'invidia per quella sorella che aveva trovato proprio un bel partito.
Egidio guardava e sorrideva, gli piaceva fare il grande, si sentiva importante e realizzato.
Non poteva sperare in niente di meglio.

