Savino sbrigati ci aspettano tutti in chiesa.
Sì ci aspettano tutti, sono cinquant'anni di matrimonio.
Anna, vieni qui.
Ti ricordi quando ci siamo sposati?
Ora siamo vecchi ed io non stò bene, non ci sento più e il cervello ogni tanto parte, me ne rendo conto ma non posso farci niente.
Ma che dici, stai buono.
No, ferma, ora sono lucido, chissa se mi ricapita ancora.
Siamo stati bene, siamo stati una bella famiglia, tre figli tutti sistemati con tanti nipoti, siamo nonni e bisnonni.
Ho vissuto una bella vita insieme a te, siamo stati felici.
Ti ho sempre voluto bene, anche oggi dopo cinquant'anni di matrimonio.
Solo che ora stò diventando un peso per te, il cervello non funziona, mi dimentico tutto, anche di andare al bagno.
Quando il cervello parte però sogno, sogno il mare, sogno io e te da ragazzi, sogno la nostra vita che ripercorro tutta, come in un film.
Ho paura un giorno di non svegliarmi più, di passare dal sogno alla morte.
Ferma, ne sono cosciente, non ti preoccupare, volevo solo dirti queste cose oggi che sono lucido.
Non lo so quando e se ricapiterà, salutami e dai un bacio ai miei figli e ai miei nipoti, digli che gli ho voluto bene anche se non l'ho mai detto.
Non l'ho mai detto neanche a te, non sono capace in queste cose.
Ti ricordi che per chiederti di fidanzarti con me ho fatto parlare il disco di Rabagliati?
Sì, certo che lo ricordo, eri tanto bello, mi sei subito piaciuto.
Ora però vieni che comincia la messa.
Savino svegliati, è tanto che dormi.
No,ora sono stanco, dopo mi alzo.
Savino, ho paura, ti chiamo ma mi sembra che non mi ascolti.
No, Anna stiamo al mare, vieni a fare il bagno.
Anna guarda che sole, i bambini stanno giocando ed io ti stò abbracciando.
Savino, no, non fare così, stiamo in ospedale.
Va bene, dopo mi alzo

