mercoledì 7 ottobre 2026

Anna e Savino - 3° puntata


 Ruggero è un uomo imponente che mette suggezione, un uomo severo che ha sempre fatto le sue scelte, vivendole sempre in prima persona.

A Barletta la sua era una famiglia benestante e conosciuta ma Ruggero aveva le sue idee e si era innamorato di Vincenza.

Vicenza era carina, piccola, non bella e lavava i piatti in cucina.

La madre se ne era accorta.

Ruggero, te lo dico di nuovo, Vicenza è solo una serva e tu se vuoi divertiti va bene ma non fare cose di cui potresti pentirti.

No, mamma io la voglio sposare.

Ruggero non pensarci nemmeno, se fai come al solito di testa tua, tuo padre te la farà pagare, ha già detto che ti toglie tutto e ti lascia senza un soldo.

Ma Ruggero era testardo, anzi più era contrastato e più s'incaponiva.

Vicenza domani scappiamo.

Ma Ruggero dove andiamo, soli e senza soldi, tu ancora non lavori, che facciamo?

Andiano a Roma, siamo nel 1924, tranquilla che ci sistemiamo.

E così una notte scappano da Barletta, un viaggio in treno in terza classe fino a Roma e poi la città, la capitale, enorme e immensa, disponibile per un ragazzo come Ruggero grande e grosso.

In poco tempo trova lavoro come meccanico alle Officine Meloni, prende casa vicino alla fabbrica.

In pochi anni ne diventa il capoccia e arriva ad un discreto benessere, aumentato sotto la guerra perchè da ragazzo sveglio si era unito ad una banda di partigiani che rubavano ai treni tedeschi fermi alla Stazione Tuscolana.

Il rischio era grande, i tedeschi uccidevano ma poi c'era la borsa nera e i soldi erano tanti.

Ora la guerra era finita ma tanti soldi erano stati spesi in operazioni sbagliate.

Ruggero era analfabeta e questo era il suo grande cruccio, costretto a fidarsi era stato truffato, aveva fatto studiare i figli, ma erano troppo piccoli per aiutarlo.

Ora sperava in Savino, alla sua età poteva farlo.

L'aveva fatto entrare all'officina, dove aveva già preparato il posto per gli altri due maschi, ed ora sperava che Savino fosse sveglio come lui.

Savino, allora?

Sì papà arrivo.

Anna, Anna, Anna.

Buongiorno, che c'è?

Scendi che andiamo al mare.

Come? Ma che sei matto, io non posso, devi chiederlo a mamma.

Va bene.

Buongiorno Signora Gilda, andiamo al mare in treno a Fiumicino, torniamo presto.

Gilda lo guarda e sorride.

Va bene, però viene anche Ivana e questa sera vieni a parlare con Gaetano.

Certo ci mancherebbe, io con Anna ho intenzioni serie.

Va bene a stasera e non fate tardi.

Mentre aspetta Savino non è proprio tranquillo, certo forse le cose sono un pò precipitate, ma Anna è la ragazza giusta per me pensa, e quella che già vedo madre dei miei figli.

Si calma e nell'attesa si accende una sigaretta.

Veramente non fumava ma ogni volta che decideva di uscire andava nel cassettone e prendeva un pò di soldi e poi faceva l'americano, andava al bar e al ristorante e comprava le sigarette.

Ruggero non si fidava delle banche e sempre per la paura della sua ignoranza lasciava i soldi a casa, tutti nel cassetto.

Savino ne approffittava e ne prendeva qualcuno, sempre pochi però.

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