domenica 25 ottobre 2026

Egidio e Nazzarena - 7° puntata


Egidio aveva fatto però i suoi programmi e prima della macchina c'era Roma, tutto era pronto per il grande salto, aveva trovato un appartamento vicino alla Basilica di San Paolo ed aveva già fatto mettere l'acqua, il gas, la luce e persino il telefono che a Narni non avevano, doveva solo dirlo alla moglie.

Nazzarena senti pensavo di trasferirci a Roma, tu che ne dici?

Come a Roma, ma dove andremo a stare...., fermati ho capito hai fatto già tutto, quando facciamo il trasloco?

Presto ho già dato la caparra.

Per fortuna lei da brava ragazza di campagna era stata abituata a cavarsela sempre da sola ed anche se il pensiero di andare a vivere in una grande città con due bambine le metteva paura, era stata abituata a rimboccarsi le maniche ed era sempre pronta a partire.

La casa a Roma era nuova in un palazzo dove Egidio aveva fatto gli impianti, era al secondo piano ed aveva due camere, due camere grandi dove in una avevano fatto la camera da letto nell'altra quella da pranzo con due mobili letto per le bambine.

Era vicino ad un grande giardino, proprio vicino alla basilica, dove portavano sempre le bambine a giocare.

Tutto perfetto ma a lui mancava ancora qualcosa, qualcosa che venne qualche giorno dopo.

Nazzarena stava stendendo i panni quando sente chiamare il suo nome, si affaccia, è il marito che strombazza sotto casa alla guida di una fiammante 600 bianca.

Gli sorride sapeva benissimo che l'avrebbe fatto, sapeva bene che quando lui si metteva in testa qualcosa non c'era niente da fare, prima o poi riusciva a farla.

Dai scendete che andiamo a fare un giro.

Partirono verso l'EUR e si fermarono al laghetto in quella che sarebbe poi stata una tappa fissa, e mentre moglie e marito prendevano il caffè le bambine giocavano.

Egidio era felice, gli sembrava di toccare il cielo con un dito, tutto che quello che aveva sognato da ragazzo si stava avverando e lui era felice della moglie che aveva scelto, felice delle bambine che giocavano sull'altalena e che ogni tanto si giravano a salutarlo, felice dei suoi successi al lavoro.

Nazzarena non si era abituata alla città, era sempre sola e con due bambine, doveva andare per uffici, per la scuola, a fare un documento e questo la metteva in crisi, aveva paura di perdersi e di non riuscire bene a spiegarsi.

Per fortuna però aveva conosciuto un militare in pensione che tutti chiamavano capitano e le cose migliorarono notevolmente, lui andava a fare i giri per lei e lei in cambio gli faceva la pasta fatta in casa e gli cucinava i piatti che preferiva.

Non gli piaceva stare Roma ma era comodo per il marito e lei così faceva finta di niente.

Egidio non c'era mai ma tornava tutti i sabato per ripartire la domenica sera, andavano d'accordo, solo discutevano spesso perchè lui voleva cambiare azienda e voleva mettersi in proprio.

Nazzarena però si opponeva sempre e per questo discutevano, ma in fondo non era convinto nemmeno lui e quindi nonostante le tante idee e le tante proposte non se ne fece mai niente.

Le bambine crescevano ma la piccola era rimasta tanto bassa, cominciò a girare per ospedali da sola per farla visitare e piano piano così cominciò a muoversi liberamente per la città.

La bambina non aveva nulla e crebbe poi tutto insieme.

Tornavano poco al paese, solo d'estate quando lui aveva le ferie, ma non gli dispiaceva più di tanto, era morta sua madre e con le sorelle non era poi mai andata tanto d'accordo.

Lei era di poche parole e anche quando gli telefonava durava tutto pochi secondi ma non per non spendere perchè in realtà non aveva niente da dirgli,era così anche per loro, unita forse anche ad una certa antipatia per il telefono unita ad una forte timidezza che l'aveva sempre condizionata.

Egidio si sporge dalla sedia e vede la sua immagine riflessa dalla vetrina.

E' vero somiglio proprio a Domenico Modugno.

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