E' così che si cresce pensava mentre s'incamminava verso l'appuntamento e quando torno parlo con Nazzarena, è questo il suo nome, gli dico subito che io voglio farmi una famiglia e anche se siamo ancora giovani io voglio sistemarmi con una brava ragazza.
Buongiorno capo, sono pronto.
Bene carica tutto che partiamo.
E' questo il tuo primo viaggio?
Ti auguro che sia il primo dei tanti che farai e di trovare quello che cerchi.
Forza che partiamo.
Partono e il vecchio furgone fa un sobbalzo in avanti, ma poi prende il ritmo e si cammina che è un piacere.
Dove andiamo?
Devo fare tutti gli impianti, bagni e riscaldamento, di una villa a circa 80 km da qui, è per questo che ci dormiamo, non c'è nessuno e così evitiamo di fare avanti e indietro e di spendere soldi di benzina.
Ne ho parlato con il padrone e a lui non interessa, basta che non sporchiamo e che mettiamo tutto a posto, c'è anche la cucina e possiamo arrangiarci.
Bene allora cucino io, sono capace di fare la pasta col sugo.
Bravo il mio Egidio, ho trovato un assistente cuoco.
Il ragazzo gli sorride, si sente bene, si sente grande, ed è felice anche perchè verrà pagato e con quello al ritorno andrà subito a comprarsi un motorino.
Arrivano ad un grande cancello, davanti una stradina e poi una casa così grande che al ragazzo sembrava un castello.
Che lusso e chi è il padrone.
Oh è di un direttore di banca, gente importante, su vieni che scarichiamo.
La villa era su una collinetta, circondata da alberi, dall'alto si vedeva una città grande che sembrava non finire mai.
E quella?
Come? ma quella è Roma.
Roma? Io l'ho vista solo su qualche giornale, è lì che andrò a vivere.
Va bene, vedo che hai le idee chiare, su che abbiamo tanto da fare.
Il primo giorno sembrava non finire mai, dopo aver scaricato il furgone aveva dovuto sistemare tutto piano per piano,la sera era a pezzi.
Il padrone in cucina aveva lasciato di tutto, fecero un po' di pasta e poi finirono con il prosciutto che avevano portato da casa.
La sera le luci della città erano uno spettacolo meraviglioso, sembravano un enorme albero di natale.
Egidio rimase a guardarle tanto che ci si addormentò.
Lo svegliò il fresco della notte.
Dove ha messo i materassi?
Trovò il suo in un angolo della cucina, ci si buttò sopra stremato.
Il lavoro era pesante ma che soddisfazione quando provarono tutto, l'acqua usciva dai rubinetti e i termosifoni si scaldavano, tutto funzionava perfettamente.
Il ragazzo ne era felice, cosciente che questo mese era stata per lui una scuola importante, si sentiva in grado di fare qualsiasi cosa.
Capo, sei sicuro che quel tuo amico ha sempre quella Vespa che vuole vendere?
Bò, penso di sì, appena rientriamo ci andiamo subito.
E così fecero, la Vespa era bianca, perfetta, l'aveva tenuta proprio bene, Egidio ne era entusiasta.
Aveva investito tutto su quell'acquisto ma tornare motorizzato era un sogno che diventava realtà.
L'ingresso in piazzetta fù trionfale, tutti intorno a complimentarsi, così giovane e già con la testa sulle spalle, bravo hai fatto bene.
A casa fù uguale anche se poi la madre lo chiamò da parte.
Bravo, e per Rino?
Come per Rino?
Eh sì Rino è tuo fratello tu devi pensare anche a lui.


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