venerdì 9 ottobre 2026

Anna e Savino - 5° e ultima puntata


Savino sbrigati ci aspettano tutti in chiesa.

Sì ci aspettano tutti, sono cinquant'anni di matrimonio.

Anna, vieni qui.

Ti ricordi quando ci siamo sposati?

Ora siamo vecchi ed io non stò bene, non ci sento più e il cervello ogni tanto parte, me ne rendo conto ma non posso farci niente.

Ma che dici, stai buono.

No, ferma, ora sono lucido, chissa se mi ricapita ancora.

Siamo stati bene, siamo stati una bella famiglia, tre figli tutti sistemati con tanti nipoti, siamo nonni e bisnonni.

Ho vissuto una bella vita insieme a te, siamo stati felici.

Ti ho sempre voluto bene, anche oggi dopo cinquant'anni di matrimonio.

Solo che ora stò diventando un peso per te, il cervello non funziona, mi dimentico tutto, anche di andare al bagno.

Quando il cervello parte però sogno, sogno il mare, sogno io e te da ragazzi, sogno la nostra vita che ripercorro tutta, come in un film.

Ho paura un giorno di non svegliarmi più, di passare dal sogno alla morte.

Ferma, ne sono cosciente, non ti preoccupare, volevo solo dirti queste cose oggi che sono lucido.

Non lo so quando e se ricapiterà, salutami e dai un bacio ai miei figli e ai miei nipoti, digli che gli ho voluto bene anche se non l'ho mai detto.

Non l'ho mai detto neanche a te, non sono capace in queste cose.

Ti ricordi che per chiederti di fidanzarti con me ho fatto parlare il disco di Rabagliati?

Sì, certo che lo ricordo, eri tanto bello, mi sei subito piaciuto.

Ora però vieni che comincia la messa.

Savino svegliati, è tanto che dormi.

No,ora sono stanco, dopo mi alzo.

Savino, ho paura, ti chiamo ma mi sembra che non mi ascolti.

No, Anna stiamo al mare, vieni a fare il bagno.

Anna guarda che sole, i bambini stanno giocando ed io ti stò abbracciando.

Savino, no, non fare così, stiamo in ospedale.

Va bene, dopo mi alzo

giovedì 8 ottobre 2026

Anna e Savino - 4° puntata

 


Fù una bella giornata, Savino era al colmo della gioia, passeggiava per le strade del porto con la sua ragazza vicino, poteva sentirla, poteva sentirle battere il cuore, e poi girato l'angolo Ivana andava a prendersi un gelato e lui poteva baciarla e stringerla a sè.

Il mare era calmo, era freddo ma al sole si stava bene, sul molo le barche dei pescatori e le reti stese al sole ad asciugare.

I gabbiani volavano basso e cercavano da mangiare, il cielo era limpido di un bel blu deciso, era proprio una bella giornata.

Al ritorno Savino cantava Annie ed erano felici.

Buonasera Sig.Gaetano

Vieni entra prendi un bicchiere di vino.

Allora?

Niente, io ho intenzioni serie con Anna, sono un bravo ragazzo, fra qualche giorno entro a lavorare alle Officine Meloni dove mio padre è capoccia e ho studiato, ho il diploma di tornitore.

Va bene, quando pensate di sposarvi.

Veramente non ci ho ancora pensato, ma presto, al massimo l'anno prossimo.

Va bene, siediti che mangiamo.

Savino era felice non pensava che sarebbe stato così semplice, era ormai fidanzato casa e la cosa gli andava molto bene.

Certo, pensava mentre rientrava a casa, ora devo dirlo a ai miei, ne parlo a cena.

Mamma, papà mi sono fidanzato.

Tutti lo guardano e gli fanno i complimenti, Ruggero sorride

Bene, ora che metti la testa a posto, le cose cambiano e potrai aiutarmi.

Savino lo guarda ma non risponde.

Avrebbe voluto dirgli che non ne era capace e che non gli interessava, lui voleva un lavoro, una moglie e dei figli, voleva una vita tranquilla, non aveva le idee imprenditoriali del padre.

Un padre che non accettava di essere contraddetto e che per questo non aveva mai avuto e mai avrà, l'aiuto di quel figlio maschio che a vent'anni voleva solo divertirsi con la sua ragazza, e a cui i soldi non interessavano.

Non gli interessava aprire un negozio, una attività, lui stava bene così, gli bastava la sua Anna per essere felice.

Pensava a questo mentre si faceva la barba.

mercoledì 7 ottobre 2026

Anna e Savino - 3° puntata


Ruggero è un uomo imponente che mette suggezione, un uomo severo che ha sempre fatto le sue scelte, vivendole sempre in prima persona.

A Barletta la sua era una famiglia benestante e conosciuta ma Ruggero aveva le sue idee e si era innamorato di Vincenza.

Vicenza era carina, piccola, non bella e lavava i piatti in cucina.

La madre se ne era accorta.

Ruggero, te lo dico di nuovo, Vicenza è solo una serva e tu se vuoi divertiti va bene ma non fare cose di cui potresti pentirti.

No, mamma io la voglio sposare.

Ruggero non pensarci nemmeno, se fai come al solito di testa tua, tuo padre te la farà pagare, ha già detto che ti toglie tutto e ti lascia senza un soldo.

Ma Ruggero era testardo, anzi più era contrastato e più s'incaponiva.

Vicenza domani scappiamo.

Ma Ruggero dove andiamo, soli e senza soldi, tu ancora non lavori, che facciamo?

Andiano a Roma, siamo nel 1924, tranquilla che ci sistemiamo.

E così una notte scappano da Barletta, un viaggio in treno in terza classe fino a Roma e poi la città, la capitale, enorme e immensa, disponibile per un ragazzo come Ruggero grande e grosso.

In poco tempo trova lavoro come meccanico alle Officine Meloni, prende casa vicino alla fabbrica.

In pochi anni ne diventa il capoccia e arriva ad un discreto benessere, aumentato sotto la guerra perchè da ragazzo sveglio si era unito ad una banda di partigiani che rubavano ai treni tedeschi fermi alla Stazione Tuscolana.

Il rischio era grande, i tedeschi uccidevano ma poi c'era la borsa nera e i soldi erano tanti.

Ora la guerra era finita ma tanti soldi erano stati spesi in operazioni sbagliate.

Ruggero era analfabeta e questo era il suo grande cruccio, costretto a fidarsi era stato truffato, aveva fatto studiare i figli, ma erano troppo piccoli per aiutarlo.

Ora sperava in Savino, alla sua età poteva farlo.

L'aveva fatto entrare all'officina, dove aveva già preparato il posto per gli altri due maschi, ed ora sperava che Savino fosse sveglio come lui.

Savino, allora?

Sì papà arrivo.

Anna, Anna, Anna.

Buongiorno, che c'è?

Scendi che andiamo al mare.

Come? Ma che sei matto, io non posso, devi chiederlo a mamma.

Va bene.

Buongiorno Signora Gilda, andiamo al mare in treno a Fiumicino, torniamo presto.

Gilda lo guarda e sorride.

Va bene, però viene anche Ivana e questa sera vieni a parlare con Gaetano.

Certo ci mancherebbe, io con Anna ho intenzioni serie.

Va bene a stasera e non fate tardi.

Mentre aspetta Savino non è proprio tranquillo, certo forse le cose sono un pò precipitate, ma Anna è la ragazza giusta per me pensa, e quella che già vedo madre dei miei figli.

Si calma e nell'attesa si accende una sigaretta.

Veramente non fumava ma ogni volta che decideva di uscire andava nel cassettone e prendeva un pò di soldi e poi faceva l'americano, andava al bar e al ristorante e comprava le sigarette.

Ruggero non si fidava delle banche e sempre per la paura della sua ignoranza lasciava i soldi a casa, tutti nel cassetto.

Savino ne approffittava e ne prendeva qualcuno, sempre pochi però.

martedì 6 ottobre 2026

Anna e Savino - 2° puntata


 Anna devo parlarti.

Sì dimmi.

Anna aveva capito tutto ma faceva finta di niente.

Anna è un pò di tempo che ci conosciamo, mi sei sempre piaciuta, sei una brava e bella ragazza, ed io....

Tu?

Insomma volevo sapere se vuoi fidanzarti con me, io sono un ragazzo serio,fra poco inizio a lavorare come meccanico ed ho preso il diploma di tornitore, e poi ti voglio bene, davvero te ne voglio tanto.

Ti ho portato l'anello.

Vuoi?

Allora?

Anna lo guarda, Savino era diventato rosso e non sapeva più cosa dire, quando era nervoso balbettava ed ora non riusciva neanche più a parlare.

Vieni vicino a me, sì ti voglio bene anch'io.

Posso baciarti?

Sì ma attento a mamma.

Savino si avvicina e la bacia teneramente, è un bacio breve ma gli sembra meraviglioso.

Anna ti amo e voglio stare sempre con te.

Sì Savino, speravo tanto che ti decidessi a dichiararti, ti amo anch'io.

Anna ti ho portato un disco di Rabagliati, Annie, il tuo nome, dice quello che vorrei dire ma non ci riesco.

Ascoltalo pensando a me.

Anna vieni è pronto.

Savino devo andare.

Aspetta ci vediamo questa sera?

Sì, alle 17, così andiamo a fare una passeggiata.

Savino la guarda e vorrebbe di nuovo baciarla ma lei scappa via.

Va bene a dopo.

Ed ora sono fidanzato, ho fatto proprio una bella scelta, Anna è bella e brava, sono sicuro che saremo una gran bella coppia.

Mamma sono io.

Dai sbrigati siamo tutti a tavola.

Entra in cucina, ci sono i suoi fratelli Salvatore e Antonio e sua sorella Maria.

Papà buongiorno.

Savino dove sei stato?

lunedì 5 ottobre 2026

Anna e Savino - 1° puntata


 E' il 1945 e la guerra è appena finita.

Savino, 20 anni, alto, magro, capelli neri e baffi, corre verso casa.

Mi devo sbrigare, devo prendere qualche lira prima che viene papà.

Sapeva benissimo che il padre Ruggero trafficava con il mercato nero ed aveva sempre soldi a casa.

Mamma sono io, devo andare al bagno.

Mamma Vincenza è in cucina a fare la pasta, come al solito indaffarata e pensierosa.

Già ho sempre da fare, ma quattro figli sono tanti e poi tutti grandi.

E poi Ruggero non c'è mai, certo che Savino, il più grande potrebbe aiutarlo.

Savino perchè non vai ad aiutare tuo padre.

Parla sempre in dialetto barlettano stretto quando parla con il marito, più comprensibile quando parla ai figli.

Sì mamma, dopo, ora ho un appuntamento.

Sì, ho un appuntamento con Anna il mio amore.

Lo dice a bassa voce, nessuno ancora deve saperlo.

Mi devo sistemare i capelli, dov'è la brillantina. Ecco ora sono a posto.

Ciao mamma torno presto.

Ma cone esci ora, è tardi e fra poco è pronto.

Mamma non ti preoccupare mangio dopo.

Mi devo sbrigare altrimenti faccio tardi come al solito.

Anna, Anna.

Anna si affaccia, ha i capelli lunghi, è bellissima.

Savino che c'è?

Come che c'è, sapevi che venivo stamattina.

Anna lo guarda, è un gran bel ragazzo moro e gli sorride.

Va bene scendo.

Dai sediamoci qui sulla panchina.

Dammi la mano.

Ma Savino c'è mamma che ci guarda, ho solo 17 anni, nemmeno dovrei stare seduta vicino a te.

La mamma è Gilda, una donnetta tutto pepe, tracagnotta e sempre sorridente, che parla ancora con un simpatico accento aquilano.

Il problema è Gaetano, il padre, un uomo che si dice ne abbia fatte più di Carlo in Francia.

Si racconta che abbia perso i genitori appena nato e che sia stato poi adottato da una famiglia, sempre a Rionero, in Basilicata dove è nato.

Ma veniva trattato male e a sedici anni scappa di casa, vive nei casini, coccolato dalle prostitute, cambia città.

Trova lavoro come falegname all'Aquila e conosce Gilda ed è subito amore.

Gaetano è bello, somiglia a Jean Gabin e ha lo sguardo strafottente di chi sa sempre come va a finire.

Si sposano nel '28 e vengono a Roma.

Prendono casa al Mandrione, una zona malfamata, abitata da tanti emigranti tutti arrivati a Roma in cerca di fortuna.

Qui nascono le figlie Anna e Ivana, ed ora Anna è qui vicino a me.

Mi guarda, vorrei abbracciarla ma non posso, devo prima dichiararmi.

Sono venuto apposta.

mercoledì 30 settembre 2026

Anni Difficili


Stiamo vivendo anni molto difficli che vedono guerre continue dove non si vedono soluzioni, un inquinamento che sta riscaldando il nostro pianeta, il mondo occidentale alle prese con una crisi finanziaria senza precedenti..

Ma il problema vero è che la crisi è del nostro sistema di vita, del nostro mondo basato sui consumi e sulla spinta ad acquistare portata all'eccesso.

Siamo stati abituati a comprare sempre e comunque, non servono i soldi, vi sono le cambiali, le finanziarie e le carte di credito, compri oggi e paghi domani, un pò al mese e non te ne accorgi nemmeno.

E così siamo tutti pieni di oggetti inutili che sostituiamo ancora funzionanti solo per il gusto di averli di nuovi, più belli e moderni.

Abbiamo acquistato, acquistato, acquistato senza freni, le industrie hanno prodotto a ritmi forsennati e noi acquistando ci siamo garantiti gli stipendi che poi abbiamo speso tutto e sempre di più, in un vortice senza fine.

I governi fanno altrettanto, per pagare un sistema politico enorme, per garantire stipendi da favola ai suoi dirigenti, per assicurare quei servizi essenziali che richiedono i cittadini, per fare le feste e le olimpiadi, tutte le nazioni del mondo fanno debiti.

Aumentano le tasse, ma non basta, allora emettono sempre più bot che vendono alle banche per avere sempre più soldi da spendere, ma poi il debito aumenta e devono essere emessi sempre più bot che poi aumentono sempre di pù il debito e gli interessi futuri da pagare.

E allora abbiamo una sola soluzione.

I consumi devono iniziare a scendere, è inutile consumare quando poi diventavano enormi i costi dello smaltimento.

E così siamo pieni di spazzatura che non sappiamo dove mettere, di montagne di rifiuti che non possiamo bruciare perchè inquinano, che non possiamo seppelire perchè inquinano, che non possiamo spedire in Africa perchè ormai l'abbiamo già riempita.

Abbiamo un isola di 700.000 km quadrati che si stima possa pesare più di 3 milioni di tonnellate che galleggia nell'Oceano Pacifico e che è diventata una zona di accumulo di rifiuti.

La soluzione è iniziare a buttare meno, tutta la spazzatura si può riciclare e molti degli oggetti che usiamo si possono tranquillamente riparare.

La soluzione è solo in un cambio radicale del nostro sitema di vita, deve finire questa corsa forsennata al consumismo a tutti i costi.

Dobbiamo iniziare ad utilizzare le altre forme di energia, compresa quella nucleare, oggi molto più sicura e sicuramente meno inquintante del petrolio.

Un petrolio che è diventato essenziale e con il quale facciamo di tutto, persino come base per la produzione di alimenti, solo che oggi il suo smaltimento è diventato il costo più alto.

Abbiamo iniziato un percorso non più rinviabile, la trasformazione sarà molto lenta ma ormai è iniziata, non sarà facile, gli interessi economici sono immensi ma l'avvio è stato dato.

Il nostro pianeta non è certo al punto di non ritorno ma se non verranno presi provveddimenti nei prossimi venti/trent'anni il rischio sarà molto reale.

Questo sarà il nostro impegno per i prossimi anni, lasciare ai nostri figli un ambiente pulito dipende solo da noi

martedì 29 settembre 2026

Voyager 2: la seconda sonda da 50 anni in viaggio verso le stelle



Voyager 2 è una sonda spaziale, una delle prime ad esplorare il sistema solare esterno, lanciata dalla NASA il 20 agosto 1977 e al 2026 ancora attiva.

Fu lanciata da Cape Canaveral pochi giorni prima della gemella Voyager 1.

L'orbita in cui fu immessa la sonda la portò a sfiorare i due pianeti giganti, Giove e Saturno.

Durante il viaggio, i tecnici si resero conto che potevano sfruttare un allineamento planetario piuttosto raro per far proseguire la sonda verso i giganti ghiacciati, Urano e Nettuno.

Dalla Voyager 2 proviene la maggior parte delle informazioni disponibili su questi due pianeti.

Il 5 novembre 2018 la sonda Voyager 2 è diventato il secondo oggetto costruito dall'uomo a uscire nello spazio interstellare.

La Voyager 2 ha visitato quattro pianeti: Giove nel 1979, Saturno nel 1981, Urano nel 1986 e Nettuno nel 1989.

Passando accanto ai primi due, la Voyager 2 integrò le immagini e gli studi fatti dalla Voyager 1.

I passaggi vicino a Urano e Nettuno furono invece i primi (e a tutt'oggi gli unici) incontri ravvicinati con questi due pianeti.

Dopo aver superato Nettuno, la sonda si è progressivamente allontanata dal Sole, dirigendosi verso i confini del sistema solare.

Il 29 ottobre 2020, presso la stazione Deep Space Station 43 di Canberra in Australia, a seguito di manutenzioni effettuate sull'antenna da 70 metri di diametro, gli operatori della Voyager 2 hanno inviato una serie di comandi alla sonda, per testare i nuovi componenti aggiornati dell'antenna; la sonda ha correttamente risposto con un segnale di ritorno.

Il 5 dicembre 2025 la Voyager 2 si trovava nello spazio interstellare alla distanza dal Sole di 141,485 au (1 au unità astronomica corrisponde a 149,6 milioni di km)

La sonda si sta allontanando dal Sole alla velocità di 15,3741 km/s.

La Voyager 2 è alimentata da una batteria RTG che le permetterà di funzionare, seppure in modo limitato, fino al 2026 ed oltre.

Per contribuire a mantenere in funzione quegli strumenti nonostante un'offerta di energia in diminuzione verrà utilizzata una piccola riserva di energia di backup messa da parte come parte di un meccanismo di sicurezza integrato.

Tra circa 40.000 anni passerà a circa 1,7 anni luce dalla stella Ross 248, distante dal Sole 10,32 anni luce, situata nella costellazione di Andromeda (a quell'epoca Ross 248 sarà la stella più vicina al Sole, a circa 3 anni luce).; inoltre, tra circa 296.000 anni passerà a circa 4,3 anni luce dalla stella Sirio, distante dal Sole 8,6 anni luce.

Sulla sonda è montato Il Voyager Golden Record un disco registrato placcato in oro contenente immagini e suoni provenienti dalla Terra, che la sonda, così come il Voyager 1, porta con sé.

I contenuti della registrazione furono selezionati da un comitato presieduto dallo scienziato Carl Sagan, ideatore del progetto.

Le istruzioni per accedere alle registrazioni e alle foto sono incise sulla custodia del disco, nel caso che venga trovato da qualche forma di vita intelligente

lunedì 28 settembre 2026

Voyager 1: da 50 anni in viaggio verso le stelle



La sonda spaziale Voyager 1 è una delle prime esploratrici del sistema solare esterno, tuttora in attività  ed è l'oggetto artificiale più lontano dalla Terra.

Il lancio è avvenuto nell'ambito del Programma Voyager della NASA il 5 settembre 1977 da Cape Canaveral, pochi giorni dopo la sua sonda gemella Voyager 2, in un'orbita che le avrebbe permesso di raggiungere Giove per prima.

Obiettivo principale della missione era il sorvolo dei due pianeti giganti Giove e Saturno, e in particolare del satellite Titano, per studiarne i campi magnetici, gli anelli e fotografarne i rispettivi satelliti.

Dopo il sorvolo di Saturno nel 1980 la missione della sonda è stata estesa proseguendo così a raccogliere dati sulle regioni esterne del sistema solare.

Nell'agosto del 2012 la Voyager 1 è stato il primo oggetto costruito dall'uomo a entrare nello spazio interstellare.

Per risparmiare energia il 17 aprile 2026 sono stati disattivati alcuni strumenti scientifici di bordo, mantenendone attivi solo alcuni essenziali e di maggior interesse.

Al 31 maggio 2026, la sonda si trova a 25,54 miliardi di km dal Sole, e viaggia a quasi 61.000 km/h rispetto ad esso; i segnali radio impiegano circa 23 ore per coprire la distanza fra la sonda e la Terra.

La Voyager 1 iniziò a fotografare Giove nel gennaio 1979.

Poco tempo dopo fu la volta della sonda sorella Voyager 2.

Le due Voyager fecero numerose scoperte su Giove e i suoi satelliti.

La più sorprendente fu la scoperta di vulcani di zolfo sul satellite Io, che non erano mai stati osservati

La sonda proseguì il suo viaggio verso Saturno.

Il punto di massimo avvicinamento fu raggiunto il 12 novembre 1980, quando passò a una distanza di poco più di 120000 km dal pianeta.

La sonda fotografò le complesse strutture degli anelli di Saturno, e studiò l'atmosfera di Saturno e di Titano.

La sua orbita, progettata per studiare Titano da vicino, la portò fuori dal piano dell'eclittica, impedendole di visitare altri pianeti.

Dopo aver oltrepassato Saturno e le sue lune, la sonda si è progressivamente allontanata dal Sole, dirigendosi verso i confini del Sistema solare.

Dati del dicembre 2012 inviati dalla sonda dimostrano nuove e sensazionali scoperte dei confini del sistema solare.

La sonda è entrata in un'"autostrada magnetica" che collega il sistema solare allo spazio interstellare.

Questa "autostrada" sembrerebbe essere un mezzo di collegamento fra il campo magnetico del sole e il campo magnetico interstellare.

Tutto ciò permette alle particelle cariche all'interno dell'eliosfera di uscire fuori e alle particelle cariche dell'esterno di riversarsi dentro.

Pertanto la Voyager 1 sta analizzando particelle cariche provenienti dall'esterno del sistema solare.

Mentre la sonda sta viaggiando verso lo spazio interstellare, i suoi strumenti continuano a studiare l'ambiente del sistema solare.

Il 12 settembre 2013 la NASA ha confermato che il 25 agosto 2012 la Voyager 1, a una distanza di circa 121 UA dal Sole, è entrata ufficialmente nello spazio interstellare (1 ua unità astronomica corrisponde a 149.6 milioni di km).

La sonda si sta allontanando dal sistema solare a una velocità di 16,9995 km/s.

La Voyager 1 è alimentata da una batteria RTG che le permetterà di funzionare, seppure in modo limitato, fino al 2026 quando avrà raggiunto oltre 25 miliardi di chilometri di distanza dalla Terra.

Fra 30.000 anni circa, la Voyager 1 uscirà completamente dalla Nube di Oort ed entrerà nel campo di attrazione gravitazionale di un'altra stella.

La sonda si sta dirigendo in direzione della costellazione dell'Ofiuco e tra circa 38.000 anni passerà a una distanza di circa 1,7 anni luce dalla stella Gliese 445 situata nella costellazione della Giraffa.

Sulla sonda è montato il Voyager Golden Record, un disco registrato placcato in oro contenente immagini e suoni della Terra, che la sonda, così come il Voyager 2, porta con sé.

I contenuti della registrazione furono selezionati da un comitato presieduto dallo scienziato Carl Sagan ideatore del progetto

Le istruzioni per accedere alle registrazioni e alle foto sono incise sulla custodia del disco, nel caso che venga trovato da qualche forma di vita intelligente

domenica 27 settembre 2026

Perchè invecchiando il tempo sembra accorciarsi



Da bambini un estate sembrava interminabile, da adulti un anno sembra finire in un attimo

Da bambini aspettare il Natale sembrava un'eternità, l'estate durava mesi e un compleanno appariva lontanissimo.

Poi qualcosa cambia.

Si diventa adulti e improvvisamente gennaio lascia il posto alla primavera, l'estate finisce,

arriva Natale e ci si ritrova a pensare: “Ma non era appena iniziato l'anno?”.

Il calendario, naturalmente, non ha cambiato velocità.

Un minuto continua a durare 60 secondi e un'ora continua ad avere 60 minuti.

Eppure il tempo sembra scorrere più rapidamente man mano che invecchiamo.

È una sensazione talmente comune da essere diventata quasi un luogo comune,

La percezione del tempo è il risultato dell'interazione di diversi processi: attenzione, emozioni, memoria, esperienze nuove, stato fisiologico e modalità con cui il cervello interpreta ciò che stiamo vivendo.

E proprio la memoria sembra avere un ruolo particolarmente importante quando cerchiamo di capire perché gli anni, guardati a posteriori, sembrino diventare sempre più brevi.

Una cosa è percepire il tempo mentre sta passando, un'altra è giudicare quanto tempo sia trascorso quando quell'esperienza è ormai finita.

Dieci minuti trascorsi in una sala d'attesa possono sembrare interminabili.

Gli stessi dieci minuti possono invece passare quasi senza che ce ne accorgiamo se siamo immersi in una conversazione interessante.

Quando poi ripensiamo a una settimana, a una vacanza o a un intero anno, il cervello non dispone di un cronometro interno che va a recuperare ogni singolo secondo trascorso.

Ricostruisce quel periodo attraverso i ricordi che ne sono rimasti.

L'infanzia è piena di prime volte: il primo giorno di scuola, una nuova casa, un viaggio, nuovi amici, l'apprendimento di una nuova abilità.

Molte esperienze sono nuove e richiedono al cervello un'elaborazione particolarmente intensa.

Con l'età adulta, invece, la vita può diventare più prevedibile. 

Il percorso verso il lavoro è spesso lo stesso, le attività quotidiane si ripetono, le abitudini si consolidano e molte azioni vengono svolte quasi automaticamente.

Questo non significa necessariamente vivere meno intensamente.

Significa però che, quando guardiamo indietro, alcuni periodi possono contenere meno eventi distintivi capaci di rimanere impressi nella memoria.

Quando incontriamo qualcosa di nuovo, il cervello deve elaborare una maggiore quantità di informazioni.

Una città che non abbiamo mai visto, una lingua che non conosciamo, un'attività completamente nuova o un'esperienza emotivamente importante richiedono attenzione e generano ricordi più distintivi.

Pensiamo a una vacanza. Durante il viaggio le giornate possono sembrare piene e passare velocemente.

Una volta tornati a casa, però, quella stessa settimana può sembrarci molto lunga quando la ripercorriamo mentalmente: ricordiamo il viaggio, i luoghi visitati, le persone incontrate, gli episodi inattesi, i pasti, gli imprevisti.

Al contrario, diverse settimane trascorse all'interno di una routine molto simile possono fondersi nella memoria. 

Il lunedì assomiglia al martedì, il martedì al mercoledì e così via.

Quando mesi dopo cerchiamo di ricordare quel periodo, possiamo avere la sensazione che sia passato in un attimo.

Quando abbiamo dieci anni, un anno rappresenta una parte relativamente grande della nostra vita.

A cinquanta anni, lo stesso anno rappresenta invece una frazione molto più piccola

A influenzare la percezione temporale sono anche le emozioni.

Un periodo caratterizzato da paura, ansia o forte stress può sembrare interminabile mentre lo stiamo vivendo.

Al contrario, un'attività piacevole e coinvolgente può farci perdere completamente la cognizione del tempo.

È quella sensazione che tutti abbiamo sperimentato almeno una volta: iniziamo un'attività e, quando finalmente guardiamo l'orologio, scopriamo che sono passate due o tre ore.

L'attenzione ha un ruolo importante.

Quando controlliamo continuamente l'orologio e siamo concentrati sul trascorrere dei minuti, diventiamo più consapevoli del tempo.

Quando invece siamo completamente assorbiti da qualcosa, il tempo può passare in secondo piano.

Durante un pomeriggio noioso possiamo avere l'impressione che ogni minuto duri un'eternità.

Eppure, se quel periodo non contiene eventi particolari, mesi dopo potrebbe apparirci brevissimo.

L'invecchiamento fisiologico porta con sé numerosi cambiamenti nei processi cognitivi.

Questo non significa che invecchiare equivalga necessariamente a perdere la memoria o la capacità di creare nuovi ricordi.

Significa però che alcune funzioni cognitive, compresa la memoria episodica, possono modificarsi nel corso della vita.

La memoria episodica è quella che ci permette di ricordare eventi specifici inserendoli nel loro contesto: dove eravamo, con chi eravamo, che cosa è successo.

È proprio questo tipo di memoria a fornire molti degli elementi attraverso i quali ricostruiamo il nostro passato.

La sensazione che il tempo acceleri con l'età potrebbe nascere dall'interazione di diversi fattori: una maggiore presenza di routine, una minore quantità di esperienze completamente nuove, una maggiore automatizzazione delle attività quotidiane, il modo in cui prestiamo attenzione al tempo e i cambiamenti che avvengono nei processi di memoria.

Tuttavia, introdurre nella propria vita esperienze nuove, imparare qualcosa, cambiare occasionalmente abitudini, visitare luoghi mai visti o dedicarsi ad attività che richiedono attenzione può aumentare il numero di esperienze distintive che ricordiamo.

Non è quindi detto che una giornata nuova sembri più lunga mentre la viviamo. 

Potrebbe però lasciare una traccia più riconoscibile nella memoria.

E forse è proprio questa la differenza.

Non possiamo decidere quanto durerà un anno.

Possiamo però contribuire a decidere quante cose saranno degne di essere ricordate quando quell'anno sarà finito.

Un bambino può vivere una settimana come una lunga sequenza di scoperte.

Un adulto può attraversare mesi interi seguendo una routine quasi identica.

Quando poi il cervello prova a ricostruire quei periodi, non conta semplicemente i giorni trascorsi: li ricompone attraverso gli eventi, le emozioni e i ricordi rimasti.

Per questo un anno può sembrare interminabile mentre lo viviamo e brevissimo quando è ormai passato.

sabato 26 settembre 2026

 


Il Mio Viaggio a New York


E’ stato qualche anno fa, prima dell’11 settembre, data che verrà ormai sempre ricordata come l’inizio della crisi che ha colpito il mondo occidentale.

Il nostro modo di vivere, le nostre abitudini, i nostri sprechi e i nostri assurdi consumi presto finiranno e saremo costretti a confrontarci con un mondo completamente diverso.

Mi ricordo molto bene il viaggio, fra l'altro fatto per lavoro con la Uniroyal, ma quello che mi è rimasto impresso è il famoso questionario che veniva portato da compilare prima dell’arrivo.

La domanda sei comunista è folle, ma era l’approccio vero ad una società molto particolare, una società che nasce da un mix talmente diverso di razze e costumi da diventare un laboratorio in continua evoluzione e traino del mondo occidentale.
Questo prima di quella data, oggi l’asse si sta spostando sulla Cina e la Russia in eterno conflitto con gli Stati Uniti ed è tornato solo in parte verso la nostra Europa.

New York non è bella ma è un mito, passeggiare per le avenue è passare in mezzo ai grattacieli, non c’è niente di bello da vedere, ma uno si chiama Empire State Building ed è qualcosa di particolare.
E’ il grattaciello che alla morte di Frank Sinatra si è illuminato di blu, protagonista di film e romanzi, visitato da milioni di persone ogni anno.
Anch’io sono salito su in cima ed ho visto il paesaggio della città dall’alto.

La città dall’alto è splendida con le due torri gemelle, il mare ed un panorama che trasuda di storia, di emozioni, di jazz, di blues, di tutta la musica moderna che nasce qui e che qui si sviluppa con nomi e personaggi mitici.

Sono stato a Manhattan, le torri gemelle dal basso erano enormi, sembravano confondersi con il cielo.
C’era una grande fila per entrare a visitarle, io non l’ho fatto, mi sembrava stupido andare a vedere degli uffici.
Oggi non ci sono più, al loro posto c’è quel ground zero che solo a vederlo mette paura.

Sono stato poi su Ellis Island, la famosa base di stazionamento per gli emigranti che restavano giorni e giorni nell’attesa del permesso per entrare in America.

Dall’isola si vede Manhattan e il piccolo isolotto dove sorge la Statua della Libertà, altro monumento non bello ma talmente ricco di fascino da restarne impressionati.
Sono rimasto a guardarlo per ore, ripensi a quanti sono passati con le valigie di cartone, a milioni di persone che qui sono arrivati senza niente, solo con la
certezza che questa era la terra promessa, che qui potevano rifarsi una vita, che qui i loro figli sarebbero cresciuti forti e liberi, che qui sarebbero diventati americani.

Italiani, irlandesi che dopo un viaggio in mare sono rimasti di sasso davanti a quella statua, ed hanno pianto al pensiero che il loro sogno si stava realizzando.

E sono gli stessi che oggi attraversano il mare sui barconi fino a Lampedusa, hanno gli stessi sogni? le stesse speranze?

Non credo l’Italia e l’Europa non sono l’America e non potranno mai esserlo.

L’America era un mito, un sogno, e il solo arrivarci era già toccare il nuovo mondo, era già arrivare nel posto dove tutto era possibile, dove tutti potevano fare fortuna.
Oggi sono viaggi della disperazione, non seguono un sogno, cercano solo qualcosa di meglio, fuggono da zone dove non hanno nulla e il poco che possono avere da noi per loro è già tanto.

Ma il ricordo più vivo e più emoziante è stata una sera che si girava per i locali a sentire un pò di musica.
In un angolo vicino a Central Park c’era un gruppo che suonava un buon rock e gli dava giù con forza che era un piacere sentirli.
Tutto intorno gente sdraiata in terra a bere e a cantare, molti ubriachi, sia donne che uomini, tanti a ballare e tanta confusione.

Ad un certo punto la musica si ferma e il chitarrista attacca Star Spangled Banner, l’inno americano suonato come Jimi Hendrix in quella magica notte del 1969.

Tutti si fermano, in silenzio si alzano e con la mano sul cuore cominciano a cantare, tutti bianchi e neri, ubriachi e non, e tutti con il viso serio e gli occhi chiusi.

In quella notte con quella chitarra che svisava con forza quell’inno, quelle persone che cantavano nel silenzio, un silenzio rotto solo da una chitarra e da un ragazzo solo sul palco, io mi sono commosso.

Ho visto la realtà vera di un’America che nonostante tutto, nonostante un’apartheid forse mai finito, nonostante una competizione portata agli estremi, nonostante tutto quello che vogliamo dire, rimane legata al suo sogno, rimane legata ad un qualcosa che non riesci bene a capire.

Ripenso spesso a quella notte, non era il 1969, non era Jimi e non c’era la guerra nel Vietnam, ma mi piace pensarlo e mi piace crederlo.


giovedì 6 agosto 2026

L'AMOC e le modifiche sul clima

Ed ora un altro mio grande interesse: l'ambiente e tutte le modifiche che l'inquinamento sta causando.



Il clima della Terra è regolato dalle correnti martine che portano acqua calda e fredda e regolano il clima.

L'Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC) è un vasto sistema chiuso di correnti  dell'Oceano Atlantico che ha un ruolo importante nel regolare il clima terrestre ed oggi è minacciato più del previsto.

La ricerca stima che il sistema di correnti atlantiche potrebbe indebolirsi del 51% circa entro la fine del secolo.

Senza AMOC l'Europa sarebbe molto più fredda e il livello del mare potrebbe aumentare drasticamente, con conseguenze socio-economiche drammatiche.

Si sapeva che l'AMOC si stesse indebolendo, ma non si pensava così tanto: le  previsioni dei modelli climatici riportate nell'ultimo report dell'IPCC (supportate da osservazioni dirette tramite sensori distribuiti nell'Atlantico) stimavano una possibile riduzione dell'AMOC attorno al 32% entro il 2100, con un ampio margine di incertezza.

Il nuovo studio riduce drasticamente tale incertezza e dipinge un quadro peggiore di quanto previsto dalle analisi effettuate in precedenza.

L'AMOC è il sistema chiuso di correnti che trasporta acqua calda dai tropici verso nord e acqua fredda verso sud.

È alimentato principalmente dalle variazioni di temperatura e di salinità dell'acqua, a cui si aggiunge il ruolo dei venti.

La Corrente del Golfo, che trasporta acqua calda dal Golfo del Messico all'Europa settentrionale, è un tratto di questo circuito di correnti.

A sua volta, l'AMOC contribuisce alla circolazione generale degli oceani perché fa parte del più vasto sistema di correnti che coinvolge tutti gli oceani terrestri.

Il meccanismo che alimenta l'AMOC parte da un fatto molto semplice: l'acqua più fredda e più salata è più densa, quindi tende ad affondare; al contrario, l'acqua più calda e meno salata è anche meno densa, pertanto tende a risalire.

La Corrente del Golfo grazie ai venti porta acqua calda nell'Atlantico settentrionale.

Una volta qui, l'acqua evapora aumentando di conseguenza la sua salinità e diventa più densa e sprofonda.

Quella massa d'acqua, giunta a nord dell'Islanda, si dirige poi verso sud, scorrendo a migliaia di metri sotto la superficie, e attraversa l'intero Atlantico fino a raggiungere l'Oceano Antartico.

Qui si riscalda e aumenta di salinità.

Ecco quindi che riemerge, e da lì ritorna al Golfo del Messico chiudendo così il ciclo.

Tra i fattori da cui dipende la forza delle correnti atlantiche ci siamo anche noi.

Il riscaldamento dell'atmosfera causato dalle emissioni umane di gas serra provoca infatti la fusione dei ghiacci artici, che ha come conseguenza diretta l'immissione di acqua dolce nell'Atlantico settentrionale.

Questo ostacola lo sprofondamento dell'acqua, indebolendo il “motore” dell'intero sistema AMOC.

Quello che sappiamo per certo è che un collasso completo dell'AMOC è possibile, anzi è già successo.

L'ultima volta fu alla fine dell'ultima era glaciale, circa 12.000 anni fa: la fusione dei ghiacci apportò enormi quantità di acqua dolce nell'Atlantico, diminuendone drasticamente la salinità e portando a uno spegnimento completo delle correnti atlantiche.

Acqua superficiale più fredda significa anche meno vapore acqueo e meno precipitazioni, e buona parte dell'Europa vedrebbe così periodi siccità sempre più frequenti.

Uno spegnimento delle correnti atlantiche avrebbe anche un effetto nell'innalzamento del livello dei mari nel Nord America e in Europa.

Questo perché grandi quantità di acqua non verrebbero più spostate verso nord e immerse in profondità, favorendo così un loro accumulo sulle coste.

Il comportamento dell'AMOC ha una sua variabilità naturale e il suo destino nei prossimi secoli dipende da moltissimi fattori.

Bisogna però essere consapevoli che uno dei fattori,e forse non secondario, è sotto il nostro controllo e sono le emissioni di gas serra dovute alle attività umane.

Un motivo in più, oltre ai molti che già abbiamo, per spingerci ad una seria politica di riduzione della CO2.

lunedì 13 luglio 2026

Iniziamo con questo post articoli sull'altro argomento di cui sono appassionato: l'astronomia e il presente e il futuro dei viaggi spaziali.


La stazione Spaziale Tiangong

Lo spazio attorno alla nostra Terra sta diventando sempre più affolato.
Abbiamo più di 13.600 satelliti artificiali di cui oltre 11.000 sono oerativi.
Un numero enorme di spazzatura spaziale: 1,2 milioni di detriti non più grandi di 1 cm, e circa 54.000 grandi 10 cm.
A questi si aggiungono più di 130 milioni di oggetti microspici.
La quantità di detriti è composta per la maggior parte da stadi di razzi abbondonati, satelliti inattivi e frammenti causati da collissioni.
Questa enorme quantità di detriti viaggia a più di 28.000 km/ora e sono un enorme pericolo per i satelliti e per le stazioni spaziali.

Oggi abbiamo due Stazioni Spaziali in orbita permanente, una è la ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, l'altra è la Tiangogn cinese,
La ISS è un enorme progetto congiunto in orbita dal 1998 grande quanto un campo di calcio, con una massa di 420 tonn., un volume abitabile di 388 metri cubi e una struttura a traliccio che supporta enormi pannelli solari.
In funzione da ormai 28 anni, è previsto un suo smantellamento nel 2030 a causa degli enormi costi di manutenzione.
La Tiangong è stata completata nel 2023 gestita in totale autonomia dalla Cina, con una massa di 70 tonnellate e un volume di 340 metri cubii, grazie ad un design interno ottimizzato che massimizza gli spazi, è composta da tre moduli principali con un volume abitabile di 110 metri cubi, ospita tre astronauti alla volta per un periodo a giro di 6 mesi.
Per ridurre i consumi di carburante dispone di propulsori ionici ad alimentazione elettrica con un sistema wireless per le comunicazioni fra moduli.
Viene utilizzata per attività scientifiche e dispone di una piattaforma esterna per esperimenti e attività extra veicolari.
Alla stazione verrà presto aggiunto il telescopio spaziale Xuntian, che avrà un campo visivo di 300 volte maggiore di quello di Hubble.

Entrambi le Stazioni orbitano a un'altitudine simile, circa 400 km dalla Terra e impegano bracci robotici per le operazioni esterne e di manutenzione.
Fra qualche anno con lo smantellamento della ISS la Tiangong è destinata a restare l'unico grande avanposto umano in orbita permanente attorno alla Terra.

Il futuro della conquista dello spazio sarà una gara fra Stati Uniti e Cina con una Russia sempre più in crisi, nel vortice di una guerra assurda e di una crisi economica che Putin prima o poi dovrà affrontare.




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