giovedì 6 agosto 2026

L'AMOC e le modifiche sul clima

Ed ora un altro mio grande interesse: l'ambiente e tutte le modifiche che l'inquinamento sta causando.



Il clima della Terra è regolato dalle correnti martine che portano acqua calda e fredda e regolano il clima.

L'Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC) è un vasto sistema chiuso di correnti  dell'Oceano Atlantico che ha un ruolo importante nel regolare il clima terrestre ed oggi è minacciato più del previsto.

La ricerca stima che il sistema di correnti atlantiche potrebbe indebolirsi del 51% circa entro la fine del secolo.

Senza AMOC l'Europa sarebbe molto più fredda e il livello del mare potrebbe aumentare drasticamente, con conseguenze socio-economiche drammatiche.

Si sapeva che l'AMOC si stesse indebolendo, ma non si pensava così tanto: le  previsioni dei modelli climatici riportate nell'ultimo report dell'IPCC (supportate da osservazioni dirette tramite sensori distribuiti nell'Atlantico) stimavano una possibile riduzione dell'AMOC attorno al 32% entro il 2100, con un ampio margine di incertezza.

Il nuovo studio riduce drasticamente tale incertezza e dipinge un quadro peggiore di quanto previsto dalle analisi effettuate in precedenza.

L'AMOC è il sistema chiuso di correnti che trasporta acqua calda dai tropici verso nord e acqua fredda verso sud.

È alimentato principalmente dalle variazioni di temperatura e di salinità dell'acqua, a cui si aggiunge il ruolo dei venti.

La Corrente del Golfo, che trasporta acqua calda dal Golfo del Messico all'Europa settentrionale, è un tratto di questo circuito di correnti.

A sua volta, l'AMOC contribuisce alla circolazione generale degli oceani perché fa parte del più vasto sistema di correnti che coinvolge tutti gli oceani terrestri.

Il meccanismo che alimenta l'AMOC parte da un fatto molto semplice: l'acqua più fredda e più salata è più densa, quindi tende ad affondare; al contrario, l'acqua più calda e meno salata è anche meno densa, pertanto tende a risalire.

La Corrente del Golfo grazie ai venti porta acqua calda nell'Atlantico settentrionale.

Una volta qui, l'acqua evapora aumentando di conseguenza la sua salinità e diventa più densa e sprofonda.

Quella massa d'acqua, giunta a nord dell'Islanda, si dirige poi verso sud, scorrendo a migliaia di metri sotto la superficie, e attraversa l'intero Atlantico fino a raggiungere l'Oceano Antartico.

Qui si riscalda e aumenta di salinità.

Ecco quindi che riemerge, e da lì ritorna al Golfo del Messico chiudendo così il ciclo.

Tra i fattori da cui dipende la forza delle correnti atlantiche ci siamo anche noi.

Il riscaldamento dell'atmosfera causato dalle emissioni umane di gas serra provoca infatti la fusione dei ghiacci artici, che ha come conseguenza diretta l'immissione di acqua dolce nell'Atlantico settentrionale.

Questo ostacola lo sprofondamento dell'acqua, indebolendo il “motore” dell'intero sistema AMOC.

Quello che sappiamo per certo è che un collasso completo dell'AMOC è possibile, anzi è già successo.

L'ultima volta fu alla fine dell'ultima era glaciale, circa 12.000 anni fa: la fusione dei ghiacci apportò enormi quantità di acqua dolce nell'Atlantico, diminuendone drasticamente la salinità e portando a uno spegnimento completo delle correnti atlantiche.

Acqua superficiale più fredda significa anche meno vapore acqueo e meno precipitazioni, e buona parte dell'Europa vedrebbe così periodi siccità sempre più frequenti.

Uno spegnimento delle correnti atlantiche avrebbe anche un effetto nell'innalzamento del livello dei mari nel Nord America e in Europa.

Questo perché grandi quantità di acqua non verrebbero più spostate verso nord e immerse in profondità, favorendo così un loro accumulo sulle coste.

Il comportamento dell'AMOC ha una sua variabilità naturale e il suo destino nei prossimi secoli dipende da moltissimi fattori.

Bisogna però essere consapevoli che uno dei fattori,e forse non secondario, è sotto il nostro controllo e sono le emissioni di gas serra dovute alle attività umane.

Un motivo in più, oltre ai molti che già abbiamo, per spingerci ad una seria politica di riduzione della CO2.

lunedì 13 luglio 2026

Iniziamo con questo post articoli sull'altro argomento di cui sono appassionato: l'astronomia e il presente e il futuro dei viaggi spaziali.


La stazione Spaziale Tiangong

Lo spazio attorno alla nostra Terra sta diventando sempre più affolato.
Abbiamo più di 13.600 satelliti artificiali di cui oltre 11.000 sono oerativi.
Un numero enorme di spazzatura spaziale: 1,2 milioni di detriti non più grandi di 1 cm, e circa 54.000 grandi 10 cm.
A questi si aggiungono più di 130 milioni di oggetti microspici.
La quantità di detriti è composta per la maggior parte da stadi di razzi abbondonati, satelliti inattivi e frammenti causati da collissioni.
Questa enorme quantità di detriti viaggia a più di 28.000 km/ora e sono un enorme pericolo per i satelliti e per le stazioni spaziali.

Oggi abbiamo due Stazioni Spaziali in orbita permanente, una è la ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, l'altra è la Tiangogn cinese,
La ISS è un enorme progetto congiunto in orbita dal 1998 grande quanto un campo di calcio, con una massa di 420 tonn., un volume abitabile di 388 metri cubi e una struttura a traliccio che supporta enormi pannelli solari.
In funzione da ormai 28 anni, è previsto un suo smantellamento nel 2030 a causa degli enormi costi di manutenzione.
La Tiangong è stata completata nel 2023 gestita in totale autonomia dalla Cina, con una massa di 70 tonnellate e un volume di 340 metri cubii, grazie ad un design interno ottimizzato che massimizza gli spazi, è composta da tre moduli principali con un volume abitabile di 110 metri cubi, ospita tre astronauti alla volta per un periodo a giro di 6 mesi.
Per ridurre i consumi di carburante dispone di propulsori ionici ad alimentazione elettrica con un sistema wireless per le comunicazioni fra moduli.
Viene utilizzata per attività scientifiche e dispone di una piattaforma esterna per esperimenti e attività extra veicolari.
Alla stazione verrà presto aggiunto il telescopio spaziale Xuntian, che avrà un campo visivo di 300 volte maggiore di quello di Hubble.

Entrambi le Stazioni orbitano a un'altitudine simile, circa 400 km dalla Terra e impegano bracci robotici per le operazioni esterne e di manutenzione.
Fra qualche anno con lo smantellamento della ISS la Tiangong è destinata a restare l'unico grande avanposto umano in orbita permanente attorno alla Terra.

Il futuro della conquista dello spazio sarà una gara fra Stati Uniti e Cina con una Russia sempre più in crisi, nel vortice di una guerra assurda e di una crisi economica che Putin prima o poi dovrà affrontare.




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