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venerdì 23 dicembre 2011

I Grandi del Blues: 59 - Hubert Sumlin




Nasce nel 1931, chitarrista, conosciuto principalmente per la collaborazione, durata più di venti anni, con il gruppo di Howlin' Wolf.

Il magazine Rolling Stones l'ha inserito nella lista dei 100 migliori chitarristi di tutti i tempi, è ancora attivo ed è una delle ultime leggende del blues.




Nasce come i grandi del blues nel Delta del Mississippi e all'età di otto anni riceve la sua prima chitarra.



A 15 anni forma un gruppo con James Cotton.

Nel 1953 ha una audizione con Howlin, l'anno dopo, a solo 18 anni entra nella band come seconda chitarra.



L'anno dopo Jody Williams lascia il gruppo e Sumlin diventa il chitarrista principale del grande armonicista, posizione che mantiene, a parte una partecipazione nel 1956 nel gruppo di Muddy Waters, fino alla morte di Howlin nel 1976.





La sua chitarra era la base perfetta per l'armonica e la voce possente di Wolf.





Il gruppo dopo la morte di Howlin diviene The Wolf Pack e rimane attivo fino a tutto il 1980, poi Hubert inizia la sua carriera solista, carriera comunque già iniziata nel 1962 con le prime incisioni a suo nome.

Sono tanti i brani pubblicati dalla mitica Chess alla metà degli anni 60 che si sono avvalsi della sua chitarra, fra gli altri: Built For Comfort,Shake For Me, 300 Pounds of Joy, Louise, Goin’ Down Slow, Killing Floor e Wang Dang Doodle.

Ha sempre dichiarato di aver subito l'influenza di artisti che come lui sono stotria di questa musica, nomi del calibro di Muddy Waters, Charlie Patton, Robert Johnson e Robert Lockwood.

Il suo stile ritmico semplice, asciutto, dal boogie ostinato, ha creato un vocabolario,al quale tutti gli appassionati del genere fanno riferimento costante.
Sono tanti gli hook, i riff e gli shuffle,ormai patrimonio comune,quasi scontato del genere,che sono in realtà sue invenzioni.




Grande chitarrista, personaggio cardine del blues, non è mai arrivato però al grande pubblico penalizzato da una voce non alla portata del suo talento e da una sua attitudine che lo ha visto negli anni ottimo esecutore ma mai personaggio.

Uomo modesto, semplice, un artigiano del blues rimasto tale, senza aver mai voluto strafare e crescere troppo.




Un vero esponente del blues, del blues più vero che nasce nei campi di cotone come canzone di protesta, l'unico modo che i neri conoscevano per stare insieme e ricordare la loro Africa perduta.



La musica di Sumlin ha reso il blues del delta del Mississippi accessibile a chitarristi come Clapton, Page, Richards e tanti altri.

Ha contribuito così, come Muddy Waters e lo stesso Howlin Wolf, a quel blues inglese fondamentale alla nascita del blues rock, diventato negli anni 70 una fase splendida della musica moderna.





Durante le loro carriere, tanti artisti hanno poi ripreso i suoi brani imitando il suo stile, fra tutti:
- Eric Clapton ha eseguito Goin' Down Slow da solista e Spoonful con i Cream
- i Rolling Stones hanno suonato una loro versione di Little Red Rooster
- gli Yardbirds una loro Smokestack Lightnin
- i Led Zeppelin hanno rielaborato Killing Floor nella loro The Lemon Song.



Discografia

1969 - Hubert's "American" Blues!
1971 - Kings of Chicago Blues, Vol.2
1975 - My Guitar & Me
1976 - Groove
1980 - Gamblin' Woman
1987 - Hubert Sumlin's Blues Party
1989 - Heart & Soul
1990 - Healing Feeling
1994 - Blues Anytime!
1994 - Blues Guitar Boss
1998 - I Know You (1998)
1998 - Chicago Blues Session Vol.22
1998 - Wake up Call
2004 - About Them Shoes
2005 - Blues Guitar Boss (ristampa)








Oggi ha 80 anni.









L'ultima leggenda vivente del blues è ancora attiva e con la sua chitarra ci riporta ad un periodo nel quale la musica è arrivata a livelli di perfezione talmente unici e irripetibili che non è stato più possibile ripeterli.
Ultimo di questi grandi artisti, di grandi musicisti che provavano per mesi e anni prima di arrivare a quella perfezione che gli richiedeva la loro arte.
Artisti sempre pronti a migliorarsi e a studiare nuove tecniche, senza mai accontentarsi del grado a cui riuscivano ad arrivare.

La vera crescita nella musica, e non solo, è la ricerca continua del miglioramento.

giovedì 3 novembre 2011

I Grandi del Blues: 56 - Willie Dixon


Nasce nel 1915.
Bassista, autore, arrangiatore, produttore discografico e grande talent scout.
Non si può studiare il blues senza arrivare prima o poi a questo grande musicista.


Dixon fu uno dei grandi produttori della Chess Records di Chicago, la famosa casa discografica che fù fondamentale per il blues e per tutta la musica nera degli anni 50 e 60.
E' anche considerato una delle figure chiavi del Chicago Blues, il blues per capirci di Muddy Waters e di Howlin'Wolf.

Il suo nome è presente nel periodo d'oro del blues degli anni 50, dove con la mitica Chess nascono artisti, oltre ai già citati Muddy Waters e Howlin'Wolf, personaggi del calibro di Chuck Berry (a cui si deve l'invenzione del giro base del rock and roll), Otis Rush, Bo Diddley, Little Walter, Sonny Boy Williamson II, Koko Taylor, Little Milton, Jimmy Witherspoon, Memphis Slim e Jimmy Rogers.

Dixon è presente come autore, arrangiatore o produttore in tutti i brani di quel periodo magico.


I suoi inizi, come per tutti i neri di quegli anni, è difficile e, dopo aver avuto diversi problemi con la legge, si trasferisce a Chicago, dove grazie alla sua enorme mole inizia a praticare il pugilato.
Ottiene eccellenti risultati e nel 1936 vince il Golden Gloves nella categoria dei pesi massimi.
Ma la musica è la sua grande passione ed inizia a suonare il contrabbasso.



I guai con la giustizia però non sono finiti, viene imprigionato per 10 mesi per aver rifiutato di prendere parte alla Seconda Guerra Mondiale.
Nel dopoguerra ritrova il suo maestro di contrabasso, Baby Doo Caston,insieme formano il Big Three Trio ed iniziano ad incidere per la Columbia Records.

Nel 1948 firma per la Chess e tre anni dopo ne diviene uno dei cardini, tanto da diventare basiliare per la tutta la musica blues di quegli anni.



La relazione con la casa discografica fu sempre molto travagliata,sempre in disaccordo su come impostare le scelte musicali e gli artisti da seguire.

Per nostra fortuna vinsero sempre le sue idee che consentirono alla Chess di diventare la più famosa casa discografica della storia della musica blues e jazz.


Rimase alla Chess fino al 1960.



Negli ultimi anni passa alla Bluesville Records e fonda la Blues Heaven Foundation, per difendere i musicisti neri di blues, la loro musica e i loro diritti.

La sua fondazione fù molto importante in un periodo dove imperava il razzismo e dove era molto facile che le case discografiche dei bianchi sfruttassero il musicista nero, spesso analfabeta, pagandolo poco e molto spesso senza riconoscergli i diritti sulle sue composizioni.





La sua salute comincia ad aggravarsi tra gli anni settanta e gli anni ottanta a causa di un persistente diabete, che lo costringe all'amputazione di una gamba e a lasciare troppo presto il mondo della musica.

Dixon muore di infarto nel 1992.






I suoi brani fanno parte della storia di questa musica, sono stati incisi da decine e decine di artisti di blues, rock and roll, classic rock e hard rock.

Brani mitici come 29 Ways, Hoochie Coochie Man, I Just Want To Make Love To You, Little Red Rooster, Wang Dang Doodle e You Shook Me.




Famose cover sono Whole Lotta Love incisa dai Led Zeppelin e Spoonful incisa da Rolling Stones, Yardbirds e Cream.

L'elenco dei suoi brani è lunghissimo, ma vale la pena ricordarne qualcuno con gli artisti che li hanno interpretati, oltre ovviamente a se stesso:



. 29 Ways– Marc Cohn, Willie Dixon, The Blues Band
. 300 Pounds Of Joy – Howlin' Wolf, Tom Jone
. After Five Long Years – Willie Dixon
. As Long as I Have You – Little Walter, The Ford Blues Band, John P. Hammond, George Thorogood
. Back Door Man – Howlin' Wolf, The Doors, Grateful Dead, Shadows of Knight, Bob Weir
. Bring It On Home – Sonny Boy Williamson II, Led Zeppelin, Van Morrison, Led Zeppelin, Johnny Thunders
. Built for Comfort – Howlin' Wolf, Canned Heat
. Crazy For My Baby – Little Walter, Charlie Musselwhite, Willie Dixon
. Crazy Love – Buddy Guy
. Crazy Mixed Up World – Little Walter
. Close to You – Muddy Waters, Stevie Ray Vaughan, The Doors
. Dead Presidents – Little Walter
. Diddy Wah Diddy – Bo Diddley, Captain Beefheart, The Blues Band, Bruce Springsteen (live), Ry Cooder
. Do Me Right – Lowell Fulson


. Do the Do – Howlin' Wolf
. Don't Go No Farther – Muddy Waters, The Doors, B. B. King
. Don't Tell Me Nothin– Willie Dixon – utilizzata nel film The Color of Money
. Down in the Bottom – Howlin' Wolf
. Earthquake and Hurricane – Willie Dixon
. Eternity – Grateful Dead
. Everybody Needs Something – Little Walter
. Everything But You – Jimmy Witherspoon
. Everything's Got a Time – Willie Dixon


. Evi – Howlin' Wolf, Muddy Waters, Canned Heat, Captain Beefheart, Derek and the Dominos, Gary Moore, The Faces, Steve Miller, Koko Taylor
. Flamin' Mamie – Willie Dixon
. Help Me – Sonny Boy Williamson II
. Grave Digger Blues – Willie Dixon
. You Can't Judge A Book By Looking At Its Cover – Bo Diddley, The Yardbirds, The Fabulous Thunderbirds, Tim Hardin, The Merseybeats, Elliott Murphy, Long John Baldry, The Monkees, Eric Clapton, Tom Rush, The Rolling Stones.
. You Don't Love Me No More – Big Three Trio


. Groanin' the Blues – Willie Dixon, Eric Clapton
. Hidden Charms – Howlin' Wolf, Elvis Costello
. Hoochie Coochie Man – Muddy Waters, Willie Dixon, Eric Burdon, Dion, The Allman Brothers Band, Alexis Korner, Steppenwolf, Chuck Berry, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Jeff Healey, Manfred Mann
. Howlin' For My Baby – Howlin' Wolf, George Thorogood
. I Ain't Superstitious – Howlin' Wolf, The Yardbirds, Grateful Dead, Megadeth, The Jeff Beck Group


. I Can't Quit You Baby – Little Milton, Otis Rush, Willie Dixon, John Mayall & the Bluesbreakers, Led Zeppelin, Gary Moore, Led Zeppelin
. I Don't Make Sense (You Can't Make Peace) – Willie Dixon
. I Just Want To Make Love To You – Muddy Waters, The Animals, The Kinks, The Yardbirds, Grateful Dead, The Rolling Stones, Etta James, Van Morrison, Paul Rodgers, Tom Petty and the Heartbreaker
. I Love the Life I Live, I Live the Life I Love – Muddy Waters, Willie Nelson
. Too Late – Little Milton, Little Walter
. Too Many Cooks – Buddy Guy, Robert Cray, Mick Jagger
. Walkin' The Blues – Willie Dixon, Muddy Waters, Eric Clapton
. Wang Dang Doodle – Koko Taylor, Howlin' Wolf, Grateful Dead, Rufus Thomas, The Pointer Sisters, The Blues Band


. My Baby's Sweeter – Little Walter, Fleetwood Mac

. My Captain – Muddy Waters
. My John the Conqueror Root – Muddy Waters


. Oh Baby – Little Walter
. One More Chance With You – Little Walter
. Pain In My Heart – Willie Dixon, The Rolling Stones, Otis Redding, Grateful Dead
. Pretty Thing – Bo Diddley, Canned Heat
. Same Thing – The Band, Grateful Dead
. Sin And City – Buddy Guy
. Shake For Me – Howling Wolf, Stevie Ray Vaughan
. Sit and Cry (The Blues) – Buddy Guy (scritta con Buddy Guy)
. Spoonful – Howlin' Wolf, Muddy Waters, Bo Diddley, Dion, Paul Butterfield, Cream, Canned Heat, Grateful Dead, Ten Years After, The Who, Etta James
. The Same Thing – Muddy Waters, Willie Dixon, George Thorogood, The Allman Brothers Band, Grateful Dead
. Third Degree – Eddie Boyd, Willie Dixon, Eric Clapton

. I'm Nervous – Willie Dixon
. I'm Ready – Muddy Waters, Humble Pie, Buddy Guy, Aerosmith, Eric Burdon, George Thorogood, Albert King, Paul Rogers
. I Got My Brand on You – Muddy Waters
. I Want To Be Loved – Muddy Waters, The Rolling Stones
. Let Me Love You Baby – Buddy Guy, Stevie Ray Vaughan, Jeff Beck, Muddy Waters, B.B.King

. Little Baby – Howlin' Wolf, The Rolling Stones

. Little Red Rooster – Howlin' Wolf, Sam Cooke, The Rolling Stones, The Yardbirds, Grateful Dead, The Doors, Luther Allison, The Jesus and Mary Chain, Big Mama Thornton, Tom Petty and the Heartbreakers
. Love, Life & Money – Johnny Winter
. Mellow Down Easy – Little Walter & His Jukes, Paul Butterfield Blues Band, The Black Crowes, Carey Bell, ZZ Top, Jimmy Reed
. Million Dollar Baby – Dizzy Gillespie
. Move Me – Willie Dixon
. My Babe – Little Walter, Sonny Boy Williamson, Elvis Presley, The Everly Brothers, Spencer Davis Group, John P. Hammond, Bo Diddley, Muddy Waters
. When My Left Eye Jumps – Buddy Guy





. You Know My Love – Otis Rush, Gary Moore
. You'll Be Mine – Howlin' Wolf, Stevie Ray Vaughan
. You Need Love – Muddy Waters







. Whole Lotta Love – Led Zeppelin, inizialmente fu una cover non autorizzata, il riff fu composto da Jimmy Page ma la melodia copiava il brano di Dixon You Need Love.
I diritti di Dixon vennero riconosciuti solo nel 1985.
. You Need Loving fu un'altra cover non autorizzata ed incisa dai Small Faces nel 1965.
. You Shook Me – Muddy Waters, Willie Dixon, Jeff Beck Group, Led Zeppelin
. Young Fashioned Ways – Muddy Waters

Un elenco assolutamente non completo che rappresenta una piccola storia della musica blues, jazz e rock.

L'influenza di questo autore è immensa, bloccato troppo presto dalla malattia, rimane una colonna su cui si basa molta della musica che oggi ascoltiamo.

martedì 23 agosto 2011

I Grandi del Blues: 50 -. J.B. Lenoir

Nasce nel 1929.

Il padre gli insegna a suonare la chitarra sullo stile di Blind Lemon Jefferson.

I suoi maestri sono stati Arthur Crudup e Lightnin' Hopkins.

Nei primi anni 40 suona a New Orleans con Sonny Boy Williamson II e Elmore James.
Nel 1949 si trasferisce a Chicago e Big Bill Broonzy lo aiuta ad introdursi nella comunità blues locale.
Inizia a suonare nei locali con Memphis Minnie, Big Maceo Merriweather e Muddy Waters.
Nel 1951 incide il suo primo disco Korea Blues, registrato con Sunnyland Slim al piano, Leroy Foster alla chitarra e Alfred Wallace alla batteria.



Durante tutti gli anni 50 cambia spesso casa discografica, incide per la J.O.B., la Chess, la Parrot e la Checker.



Dopo la registrazione di Let's Roll e The Mojo aggiunge al gruppo il sassofonista J.T. Brown, modificando per primo la classica impostazionne del blues.
Incide la controversa Eisenhover Blues ma la casa discografica lo costringe a reinciderla con il nome di Tax Paying Blues.

Lenoir è particolare perchè è uno dei rari casi di bluesman che scrive brani con testi espliciti di protesta e politicamente impegnati.

Il blues nasce come canzone di protesta ma non fa mai allusioni a fatti di cronaca o di politica, si limita ad esempio parlare della povertà e della disoccupazione, ma non fa mai riferimento ai motivi che hanno causato le situazioni di cui parla.
L'interpretazione spetta a chi lo ascolta.


Con Lenoir è diverso, egli muove accuse chiare alla politica economica, si pone apertamente contro la guerra del Vietnam, diventa una vera voce del popolo.
E' per questo che ha sempre avuto contro le case discografiche che non accettavano un simile comportamento e poi da un nero.

Lenoir era un personaggio scomodo,sempre osteggiato dai media,nella sua breve carriera non è riuscito ad avere quel successo commerciale che avrebbe meritato.
Una figura mitica e, come spesso succede nel blues, riscoperto solo in questi ultimi anni.

Una delle figure più importanti del blues e per assurdo la meno considerata.


Un uomo intelligente e colto ma anche un grande uomo di spettacolo, era in grado di suonare la chitarra in diversi stili con una voce particolare dai toni molto alti tanto che al primo ascolto poteva sembrare una donna.

Durante gli spettacoli inseriva il microfono vicino all'armonica, poi, trascinando dietro di sé un lungo filo elettrico, girava per il palcoscenico a mani libere, con una strana giacca zebrata con le code.

Riusciva così a cantare i suoi testi facendo divertire il pubblico.

La sua musica è unica: il sax sostituisce l'armonica, il ritmo boogie della chitarra si mescola alle sue eccezionali qualità vocali.
I suoi brani sono una chiara anticipazione del R&B e stravolgono il classico sound del Chicago Blues.


Uno dei suoi pezzi immortali rimane Mama Talk To Your Daughter, scritto nel 1954, e poi Don't Touch My Head e Natural Man.

I suoi singoli per la Shad nel 1958, e per la Vee-Jay due anni dopo, lo portarono ad essere conosciuto al grande pubblico.



Nel 1963 inizia ad incidere per la USA Records e i brani Alabama Blues e Down in Mississippi vengono registrati con la supervisione di Willie Dixon, che abbiamo già trovato cardine centrale del blues di Chicago.
Tra gli altri suoi famosi titoli troviamo Vietnam Blues, Shot on James Meredith, Alabama March, Elesehower Blues, Tax Paying Blues, (I Wanna) Play a Little While, People Are Medding in Our Affairs, Let's Roll, Alabama Blues e I Have Married.




Oggi grazie anche al fim del 2003 di Wim Wenders The Soul of Man che ne narra la storia, la sua musica viene finalmente rivalutata e gli viene attribuito quell’importante ruolo di innovatore che per anni gli è stato negato.




Un album che lo rappresenta al meglio è Vietnam Blues, un album storico che raccoglie molti dei suoi blues di protesta, come sempre espliciti, circonstaziati, ma sempre stupendi.
Registrato con Willie Dixon al basso e Fred Below alla batteria, contiene brani di altissimo livello come Born Dead, Down In Mississippi, Tax Payin' Blues, Shot on James Meredith e Vietnam Blues.
Il suono è scarno e asciutto anche se con Feelin' Good e Mojo Boogie la musica diventa più ritmata e forte si sente la sua voglia di innovazione.



L’amore per la tradizione è invece forte in God’s Word dove canta con la sola chitarra il lamento dei coltivatori di cotone.

La chitarra nel blues più classico non è solo accompagnamento ma diventa per l'artista una sua seconda voce.




I primi bluesmen suonavano da soli nelle balere appena finito il lavoro dei campi ed avevano bisogno di un suono pieno e forte che venisse ascoltato in un sala affollata e rumorosa.
Cantavano per chi lavorava nei campi come loro, cantavano le loro sofferenze ricordando l'Africa perduta, così nasce il blues.



Lenoir è un uomo che ha vissuto pienamente il suo tempo lottando sempre contro il razzismo, senza mai accettare i compromessi che venivano invece normalmente accettati dagli altri artisti neri.



Un artista nero doveva accettare di essere maltrattato e deriso se voleva lavorare nei locali frequentati dai bianchi: non poteva entrare e doveva restare chiuso in camerino fino all'inizio del suo spettacolo, poi doveva lasciare il locale senza essere visto.

Lenoir non accettava tutto questo e ne pagava le conseguenze.

Muore nel 1967 a solo 38 anni dopo aver subito un pauroso attacco razzista in un incidente stradale, dove viene linciato, maltrattato, ingiuriato.

Muore tre settimane dopo per un infarto.

mercoledì 10 agosto 2011

I Grandi del Blues: 49 - Howlin' Wolf



Chester Arthur Burnett (1910 – 1976) chitarrista e armonicista, è considerato uno dei massimi esponenti del Chicago Blues.

E' il primo bluesman ad avere subito un grosso riscontro commerciale e finanziario,
successo che lo ha sempre accompagnato fino alla sua morte.




Imponente, alto 198 cm e con 136 kg di peso,adottò il nome che lo ha reso famoso negli anni 20 in ricordo, come lui stesso raccontava, delle storie di lupi che gli raccontava il nonno.

La musica di Wolf è un blues energico che ha fatto scuola, i suoi brani più famosi come Smokestack Lightnin', Back Door Man e Spoonful hanno decretato gli standard del blues e del blues rock.

Vive nel blues già bambino, Charlie Patton gli insegna a suonare la chitarra, Sonny Boy Williamson II l'armonica, ma non scappa di casa per andare a suonare, come abbiamo visto in molte biografie, ma vive in campagna e aiuta il padre nell'azienda agricola.

Anche in questo la sua storia si differenzia da tutte le biografie che abbiamo visto insieme, non è un disadattato, non soffre per il razzismo, non ha problemi finanziari, non farà mai abuso di alcool o droghe, unisce la sua passione per la musica al suo lavoro nell'azienda paterna.

Per tutti gli anni prima della seconda guerra mondiale suona con maestri del blues come Honeyboy Edwards, Sonny Boy Williamson II, Robert Johnson, Robert Jr. Lockwood, Willie Brown e Son House.

Nel 1948 forma la sua prima band con i chitarristi Willie Johnson e M. T. Murphy, l'armonicista Junior Parker, un pianista ricordato solo come Destruction, e il batterista Willie Steele.

Cominicia a suonare professionalmente e fino al 1951 riesce ad alternare la sua passione al suo forte legame con la terra.




Nel 1951 a 41 anni incontra Sam Phillips, il celebre produttore che abbiamo già incontrato diverse volte in questa nostra storia, che capisce subito l'enorme potenziale di Wolf.

Riesce così a convincerlo, lo spinge a tentare l'avventura discografica e a scegliere
definitivamente la musica.





Howlin Wolf è un caso unico nella musica e comunque nell'arte in genere: un musicista contadino, senza problemi economici, che solo a 41 anni decide di dedicarsi completamente alla sua passione, senza colpi di testa, senza aver vissuto on the road come tanti artisti del blues e del jazz.

Nel 1951 inzia così ad incidere e lo fa contemporaneamente sia per la Modern Records, dove collabora con Ike Turner, sia per la mitica Chess con la quale registra How Many More Years il suo primo disco.
Chess sarà la sua casa discografica e dove lavora come produttore quel Willie Dixon figura fondamentale del suo successo e del blues di quegli anni.

Si trasferisce a Chicago, forma la sua band con Joseph Leon "Jody" Williams e Hubert Sumlin, che diventerà un componente fisso del suo gruppo nonostante il passaggio negli anni di chitarristi come Willie Johnson, Lee Cooper, Otis "Big Smokey" Smothers, suo fratello Abe "Little Smokey" Smothers, Jimmy Rogers e lo stesso Buddy Guy.


Sumlin (nella foto suona la chitarra accanto a Howlin) rimarrà sempre nella band ed è ancora attivo, una delle ultime leggende viventi del blues.


Inizia subito il successo con How Many More Years, Moanin' at Midnight,Smoke Stack Lightning e I Asked For Water.
Nel 1959 il suo primo album Moanin' in the Moonlight, una compilation dei suoi successi.
Nel 1962 pubblica l'album omonimo Howlin' Wolf, un album famoso che ha fatto letteralmente la storia di questa musica, con brani come Wang Dang Doodle, Goin' Down Slow, Spoonful e Little Red Rooster, diventati negli anni repertorio fisso di tutte le band che suonano Chicago Blues.





Howlin, insieme a Muddy Waters, è una figura centrale di questo stile, molto bello e orecchiabile, che deve il suo nome, come abbiamo già visto nelle pagine in cui parlo dei diversi stili, alla zona in cui nasce e si sviluppa, in questo caso la zona di Chicago.




Sia Howlin che Muddy Waters poi si avvalgono di Willie Dixon grande bassista, compositore e produttore della Chess, che sarà l'artefice dei loro successi.
Dixon altra colonna di questo stile è coautore di brani come Spoonful, I Ain't Superstitious, Little Red Rooster, Back Door Man, Evil, Wang Dang Doodle e talent scout di decine di grandi artisti.

La Chess Records nasce nel 1947 a Chicago con il nome di Aristocrat Records da Leonard Chess e dal fratello Phil.
Nasce per il blues e per tutta la musica nera ed è stata fondamentale nella storia di tutta la musica moderna.

Nel 1964 Howlin è in tour in Europa su invito dei Rolling Stones, che avevano già inciso la sua Little Red Rooster nel loro primo album.
Nel 1967 incide con Bo Diddley e Muddy Waters un album mitico The Super Super Blues Band, un album splendido con i loro successi reincisi insieme.
Nel 1970 con Hubert Sumlin e Jeff Carp all'armonica registra Howlin' Wolf London Sessions, un altro album splendido suonato con i nomi del British Blues Rock, Eric Clapton, Steve Winwood, Ian Stewart, Bill Wyman e Charlie Watts.

Nel 1973 il suo ultimo album The Back Door Wolf.

La sua salute comincia a peggiorare alla fine degli anni 60 e dopo diversi infarti muore nel 1976 per un tumore ai reni.


Un artista che ha sempre sfruttato il suo enorme talento in modo intelligente senza mai eccedere nel lusso, senza mai dimenticare le sue origini contadine.


Howlin è un caso raro nella musica moderna, e ancora di più per un nero in quegli anni, un uomo solido nei suoi principi, imponente nell'aspetto, dotato di un talento fuori del comune, ha scritto la storia del blues ma sempre con modestia.

Non ha mai rincorso il successo e forse per questo, per come riusciva a gestirlo, non gli è mai mancato e lo ha sempre accompagnato fino alla sua fine prematura.






I suoi brani sono parte integrante della storia della musica moderna.






Il suo stile, la sua voce, il suo modo di suonare, una base essenziale per chiunque si avvicini al blues sia come musicista che come appassionato.

Il suo essere artista contadino ha creato il mito ed un esempio per chiunque si avvicini alla musica e all'arte in generale.

Discografia

1959: Moanin' in the Moonlight
1962: Howlin' Wolf Sings the Blues
1969: The Howlin' Wolf Album
1971: Message to the Young
1971: The London Howlin' Wolf Sessions
1972: Live and Cookin' (At Alice's Revisited)
1973: The Back Door Wolf

Sono pochi album ma tutti stupendi, tutti specchio di uomo che ha lasciato una traccia indelebile nella storia del blues.

sabato 9 aprile 2011

I Grandi del Blues: 29 - Taj Mahal





Henry Saint Clair Fredericks nasce nel 1942, famoso nel blues con il nome di Taj Mahal, suona chitarra, banjo e harmonica.





Il suo blues si miscela alla world music, si accosta a suoni caraibici e africani, in uno stile assolutamente personale, molto bello da ascoltare.

Nasce in una famiglia dove la musica era di casa, la madre cantava in un coro gospel, il padre un arrangiatore e pianista West Indian Jazz (un jazz originario delle Isole Caraibiche molto fedele alla ricerca delle origini della musica nera).

Il piccolo Henry da piccolo ascoltava musica da una radio ad onde corte, e fedele agli insegnamenti familiari, ha sempre cercato di suonare un blues vero,legato alla cultura dei neri americani, un blues moderno ma legato ai canti degli schiavi nei campi di cotone del delta del Mississipi.


A 13 anni inizia a suonare la chitarra e a 16 a lavorare in una fattoria.

Nel 1959 prende il nome di Taj Mahal, in omaggio a Gandhi, il profeta indiano della non violenza, e lascia gli studi di agraria e prende la strada della musica.


Il suo primo gruppo è Taj Mahal & The Elektras.

Nel 1964 forma The Rising Sons con Ry Cooder e Jessie Lee Kincaid, una delle prime band di bianchi e neri insieme, ma non ha successo e si scioglie.

Nel 1993 è uscito un album The Rising Sons Featuring Taj Mahal and Ry Cooder, con le registrazioni mai pubblicate di quel periodo.




Mahal inizia la carriera da solista, suona con Howlin' Wolf, Buddy Guy e Muddy Waters.

Nel 68 incide il suo primo album Taj Mahal, nel 69 The Natch'l Blues e nello stesso anno Giant Step/De Old Folks At Home.




Inizia la collaborazione con i Rolling Stones, che proseguirà negli anni seguenti, e partecipa al film The Rolling Stones Rock and Roll Circus.
Incide per la Columbia 12 album dal 1960 al 1970.

Nel 70 inizia a miscelare il suo Blues con la World Music, inserendo suoni West Indian, Carribbean, Jazz e Reggae.
Nel 72 scrive la colonna sonora per il film Sounder.
Nel 76 lascia la Columbia per la Warner Bros con la quale incide tre album, fra questi molto bello è l'album del 77 Brothers, la colonna sonora del film omonimo.



Inizia un periodo di crisi.

Nel 1981 si trasferisce alle Haway dove forma The Hula Blues Band e nel 88 incide Taj per la Gramavision.



Collabora con Eric Clapton e Etta James e nel 97 torna alla grande vincendo il Grammy Awards per Senor Blues e nel 2000 per Shoutin' in Key.

Taj Mahal è un esperto etnomusicologo, ha studiato per anni il folk Carribbean e West Africa.

La sua musica è un insieme di reggae, calypso (un folk degli schiavi neri di Trinidad), jazz, zydeco (un folk dei creoli della Louisiana), rhythm and blues, gospel e country blues.

I primi album di questa nuova musica sono: Recycling The Blues & Other Related Stuff del 1972 e Mo' Roots del 1974.

La punta massima del suo stile la raggiunge con Kulanjan del 1999.

Un artista nel vero senso della parola, uno studioso che ha analizzato il blues in ogni sua forma, seguendone la storia dai canti africani a quelli di tutti i popoli che arrivarono in America, ognuno portando la sua cultura.

Un insieme di razze e religioni che hanno fatto evolvere il costume e la storia ed hanno consentito agli Stati Uniti di diventare, nel bene e nel male, un paese assolutamente unico.

Da questo mix nasce il blues e tutta la musica moderna.

Taj Mahal in questo ha fatto scuola, il suo blues è da ascoltare, un blues che si è evoluto e, miscelandosi con le più diverse culture, è diventato fresco, attuale, moderno, un mix assolutamente unico e godibile.

Discografia Essenziale

1968 - Taj Mahal
1968 - The Natch'l Blues
1969 - Giant Step/De Ole Folks At Home
1971 - The Real Thing
1971 - Happy Just To Be Like I Am
1976 - Satisfied 'N Tickled Too
1977 - Brothers (Soundtrack)
1983 - Take A Giant Step
1986 - Taj
1997 - Señor Blues
1998 - Sacred Island
1999 - Kulanjan
2000 - Shoutin' In Key
2003 - Hanapepe Dream

2003 - Blues with Feeling
2004 - Etta Baker with Taj Mahal
2005 - Mkutano Meets The Culture Musical Club Of Zanzibar

sabato 5 marzo 2011

I Grandi del Blues: 17 Smiley Lewis - 18 Snooks Eaglin - 19 Guitar Slim

17 - Smiley Lewis

Averton Amos Lemons nasce nel 1913 e inizia suonare giovanissimo nei club francesi di New Orleans accompagnato dal pianista Isidore Tuts Washington.

Nel 1938 si sposa e per mantenersi lavora di giorno come operaio e di notte suona nei club.
Forma un trio con il batterista Herman Seals e nel 1947 incide il suo primo album Here Comes Smiley e il singolo Turn On Your Volume fu una hit nei jukeboxes locali.

Su invito di Dave Bartholomew passa alla Imperial Recordings e nel 1950 incide Tee Nah Nah.

Il suo primo successo nazionale fu The Bells Are Ringing del 1952 e nel 56 la sua hit fu I Hear You Knocking, scritta con Dave Barthlomew.
Nel 1957 viene convinto dall'Imperial,senza l'accordo di Dave Bartholomew,ad incidere brani pop e country.
L'iniziativa fallisce e Miley lascia la casa discografica,entra in crisi e negli anni che seguono incide in modo saltuario e con poco successo.

Muore nel 1966 per un tumore allo stomaco.

I suoi brani sono stati incisi anche da Fats Domino con la cover di Blue Monday,da Elvis Presley con One Night e da Dave Edmunds con I Hear You Knocking.
Il suo brano Shame Shame Shame diventò colonna sonora del film Baby Doll del 1956 e poi reinciso da The Merseybeats nel 1964.
Gli Aerosmith incidono la cover di Honkin'On Bobo.




18 - Snooks Eaglin


Nasce nel 1936 come Fird Eaglin Jr., conosciuto anche come Blind Snooks Eaglin.

Non vedente, con uno stile canoro che ricorda Ray Charles, grande chitarrista con un repertorio di più di 2500 brani, tanto da essere chiamato human jukebox.

Perde la vista a 1 anno per un glaucoma, a 5 anni suona la chitarra del padre.



Nel 1947 a 11 anni vince un concorso musicale per giovani talenti e tre anni dopo lascia la scuola per diventare musicista professionista.

Nel 1952 entra nei Flamingoes, anche come bassista, suonava entrambe le parti sulla sua chitarra, ci rimane fino allo scioglimemto del gruppo nella metà degli anni 50.

Le sue incisioni da solista sono poche, considerando che è un artista rimasto attivo per più di 50 anni.
La sua prima incisione è del 53 in una session con James Sugar Boy Crawford, mentre a suo nome troviamo delle incisioni fra il 1958 e il 1960 di folk blues effettuate da Harry Oster,uno studioso dell'Università della Louisiana.

Dal 60 al 63 incide per l'Imperial 25 brani con James Brooker al piano e Smokey Johnson alla batteria, che usciranno come The Complete Imperial Recordings.

Molti dei brani vengono scritti da quel Dave Bartholomew che abbiamo già incontrato per altri artisti, cardine fondamentale della musica degli anni 50 e 60.

Nel 64 incide I Blueskvarter 1964,Vol.3 per la Swedish Broadcasting Corporation, ma poi rimane fermo alla fine degli anni 60.
Nel 1971 incide un album per la Sonet, una casa discografica svedese,l'anno dopo suona con Professor Longhair in Mardi Gras in Baton Rouge e nel 78 a suo nome pubblica Down Yonder con Ellis Marsalis al piano.
Dal 1987 al 1991 ha il suo massimo sia a livello artistico che professionale, incide 4 album in studio e un live.

Muore nel 2009 per un tumore alla prostata.



19 - Guitar Slim


Eddie Jones nasce nel 1926 in una piantagione di cotone, dopo la guerra e il servizio militare inizia a girare nei club di New Orleans e della Louisiana.

Willie Warren lo spinge ad imparare la chitarra e suona con Muddy Waters in diversi live.



La sua prima incisione è Feelin'Sad del 1952, poi reincisa anche da Ray Charles, ma il suo brano più famoso rimane The Things That I Used To Do del 1954, un brano che vendette più di un milione di copie.

Dal 54 al 56 incide per diverse etichette, ma nonostante il successo aumenta pericolosamente la sua dipendenza dall'alcool.

Nel 1959 a soli 33 anni muore per polmonite, completamente debilitato e alcolizzato.

Stevie Ray Vaughan ha inciso una cover di The Things That I Used To Do.

lunedì 18 ottobre 2010

15 - Johnny Winter





John Dawson Winter nasce nel 1944, chitarrista e produttore.

Inizia a suonare con il fratello Edgar, oggi famoso tastierista, ad appena 10 anni in uno spettacolo televisivo.









A 15 anni forma il suo primo gruppo Johnny and the Jammers ed incide il singolo School Day Blues.

Inizia ad essere conosciuto come virtuoso della chitarra e partecipa ai concerti di artisti del blues del calibro di Muddy Waters (di cui diventerà il produttore) e di B.B. King.







Nel 1967 incide con Roy Head and the Traits un singolo country e l'anno dopo il suo primo album The Progressive Blues Experiment con blues cover come It's My Own Fault di BB King, Help Me di Sonny Boy Williamson e I Got Love If You Want It di Slim Harpo.








La sua grande occasione arriva quando Mike Bloomfield, famoso chitarrista blues, lo invita a suonare durante un concerto al mitico Fillmore East di New York.
Winter suona e canta un brano di BB King It's My Own Fault ed ha un successo strepitoso.







E' il suo lancio uffciale, firma un contratto con la Columbia e nel 1969 esce l'album Johnny Winter con Tommy Shannon al basso, Uncle John Turner alla batteria, il fratello Edgar alle tastiere e due nomi mitici come Willie Dixon al contrabasso e Walter Horton all'armonica.


L'album è un grande successo e gli apre le porte dei grandi festival rock dell'epoca come Woodstock al quale partecipa con il suo gruppo.

Esce Second Winter sempre con il fratello Edgar e strano per l'epoca è un triplo album dove però due lati sono vuoti, con brani che poi ripeterà in tutti i suoi concerti come Johnny B. Goode di Chuck Berry, Highway 61 Revisited di Bob Dylan.


E poi due brani di Little Richard Slippin' and Slidin e Miss Ann e i suoi pezzi come Hustled Down in Texas,Fast Life Rider,I Love Everybody e I'm Not Sure.

Edgar inzia la sua carriera solista e forma il suo gruppo Edgar Winter's White Trash.



Johnny riforma la band con guitarist Rick Derringer alla chitarra, bassist Randy Jo Hobbs al basso e Randy Z, il fratello di Derringer, alla batteria, ma il consumo di eroina lo costringe al lasciare le scene.



Nel 1973 ritorna con Still Alive and Well, un bell'album blues e l'anno dopo Saints & Sinners, sempre molto bello.

Nel 1975 Thunderhead album con Pat Rush e Bobby "T" Torello.



Nel 1977 produce l'album Hard Again del grande Muddy Waters che diventa subito un best sellers e che vede la partecipazione di James Cotton all'armonica, un altro mito del blues.


Winters produce poi altri due due lavori di Waters I'm Ready con Big Walter Horton all'armonica e il famosissimo King Bee.

In questi ultimi anni ha continuato ad incidere album molto belli, seguitando il suo lavoro di produttore.


Il suo ultimo lavoro è The Woodstock Experience dove racchiude le registrazioni live del famoso festival del 1968.
Un lavoro molto bello assolutamente da ascoltare dove si possono ascoltare i brani registrati all'epoca da Santana, Janis Joplin, Sly & the Family Stone, Jefferson Airplane e naturalmente dallo stesso Winter.



Un bluesman d'annata che però non è mai arrivato al grande successo, un musicista molto valido forse danneggiato da una immagine non positiva e da un comportamento caratteriale molto particolare.

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