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mercoledì 6 giugno 2012

La Storia del Jazz, dal 1940 al 1960




Con la seconda guerra mondiale finiscono lo swing e le grandi orchestre, chiudono le grandi sale da ballo e la società americana inizia a cambiare.
Lentamente i neri cominciano ad essere accettati ed il jazz e la musica tutta saranno un valido aiuto alla loro integrazione.





Nasce il be bop: nel 1945 un gruppo di giovani musicisti si ritrovano fino a tarda ora alle jam session che si tengono in due locali di Harlem, il Minton's Playhouse e il Monroe's, da loro nasce un nuovo modo di fare jazz.
Questo stile che, con una parola ricorda il suono di una cadenza di due note che ricorre nei brani, venne prima detto rebop, poi bebop o semplicemente bop.
Be-Bop è anche il titolo di un brano inciso da Dizzy Gillespie nel 1945, che si può dire segni l'inizio ufficiale del movimento.

Il be bop è un passaggio fondamentale, è il momento in cui l'afro americano riprende il possesso della sua musica,stravolta dallo swing dei bianchi.
Lo stile già abbozzato da artisti come Coleman Hawkins, Art Tatum e Lester Young,aggiunge un nuovo approccio armonico, tempi velocissimi, propulsione ritmica non convenzionale e finalmente uno scarsissimo riguardo alla commerciabilità del brano.
Il jazz con il be bop perde completamente l'aspetto ballabile e commerciale che l'aveva sempre accompagnato fin dalla sua nascita nei bordelli di New Orleans, con il be bop il jazz diventa la musica che oggi ascoltiamo.
I pionieri indiscussi del genere furono il sax alto Charlie Parker e il trombettista Dizzie Gillespie.

Nel breve periodo in cui suonarono assieme i due formalizzarono e resero popolare lo stile che avevano inventato, per nostra fortuna documentato in una serie di stupende incisioni realizzate per la Dial Records.



Il Bop creò una netta divisione generazionale e non venne accettato da molti musicisti, fra tutti uno dei critici più severi fù il grande Louis Armstrong.



La frattura si estese anche al grande pubblico che proprio in questo periodo abbandonò il jazz per rivolgersi ad altri generi.
Il jazz, dopo avere dominato le classifiche per decenni, divenne quasi di colpo una musica d'arte, che cercava il suo pubblico tra gli artisti e gli intellettuali.




Gillespie (nella foto a lato) cercò di eliminare parte delle complessità e delle asprezze del nuovo genere.



Uno dei suoi esperimenti più interessanti è l'inserimento di elementi di musica afro cubana.
L'idea viene poi ripresa da altri artisti, fra tutti Stan Getz con la sua famosa collaborazione con Joao e Astrud Gilberto.

Altri grandi del Bop furono i pianisti Thelonius Monk (nella foto sopra) e Bud Powell, i batteristi Kenny Clark e Max Roach, il trombettista Fats Navarro e il sassofonista Sonny Rollins.

Come detto diversi jazzisti lo rifiutarono ed alcuni di loro, che peraltro avevano già militato nel movimento, crearono un nuovo stile.
Questo stile, che dalle sue caratteristiche melodiche e rilassate, prende il nome di cool jazz, si sviluppa tra la fine degli anni 40 e l'inizio degli anni 50.
La data di nascita convenzionale del movimento viene di solito fissata nel 1949 con la registrazione dell'album Birth of Cool di Miles Davis (nella foto sotto), suonato con Gerry Mulligan e Lee Konitz.

Altri protagonisti del cool: il trombettista Chet Baker (che si rivelò attraverso la sua partecipazione ad un famoso quartetto pianoless capeggiato da Gerry Mulligan) , i pianisti Lennie Tristano e il sassofonista Stan Getz.

Il cool jazz piaceva soprattutto ad un pubblico di nicchia, come era già accaduto per il bebop.

Il divorzio tra il jazz e il grande pubblico era definitivamente sancito.





Nello stesso tempo,siamo ormai all'inizio degli anni 50, i bopper sentivano il bisogno di una maggiore accettazione e, abbandonato il periodo della sperimentazione, iniziarono a creare formazioni con l'obiettivo di fare musica più orecchiabile.






Una scelta non destinata al grande pubblico, ormai attratto da altri generi e travolto dal grande boom del rock, quanto per quello colto di classe media che trovava nel jazz la colonna sonora ideale per le proprie serate.

Questo mentre lo stile di vita autodistruttivo dedito alla droga e all'alcool, iniziato da Parker,apriva vuoti tra le loro fila (moriranno tanti grandi artisti e lo stesso Parker a meno di 35 anni), nasce l'hard bop.
Nasce da diversi protagonisti del bebop, che non passando al cool, preferiscono modificarlo smussandone gli aspetti più spinosi, creando appunto il nuovo stile.

La musica jazz si può considerare un varco verso altri mondi musicali: un genere che, partendo dalle forme popolari del blues (si può dire che tutta la musica moderna nasca dal blues), incorpora gli spiritual e via via altre forme di musica nera, come ad esempio il ragtime degli anni venti, e arriva ad utilizzare una base comune come punto di partenza per modificare poi di continuo il modulo armonico.

Tutta la musica jazz è stata definita come colta, appunto per il presupposto della conoscenza della musica classica e dei vari generi musicali.






La mia storia finisce qui, dopo questi eventi e questi grandi nomi, il jazz si trasformerà ancora con il free jazz di Ornette Coleman, con il quale diventa qualcosa di astruso e assolutamente non comprensibile.







Dagli anni 60 in poi, ed è una opinione strettamente personale, perde completamente la sua prerogativa afro americana diventando qualcosa di diverso,una world music colta ed elitaria.
Viene composto ed eseguito in tutto il mondo e prende molteplici aspetti a seconda delle diverse tradizioni musicali e personali dei musicisti.

Il jazz è arrivato nel periodo d'oro ad un tale livello di perfezione di esecuzione e di composizione che non sarà più possibile superarlo.

Avremo ed abbiamo altri bravi esecutori ma non più artisti del calibro dei nomi che abbiamo letto e che saranno argomento dei prossimi articoli.
Il jazz oggi è un continuo ripetere il be bop, il cool e l'hard bop, se pur con le più fantasiose variazioni, qualcuna anche molto bella.

La stessa cosa accadrà, e lo vedremo insieme, al classic rock degli anni 70.

Quando si arriva a questi livelli, a questi talenti, a queste ispirazioni, quando si arriva al massimo, il resto non può che essere in discesa.

venerdì 4 maggio 2012

La Storia del Jazz, dal 1930 al 1940



Finiscono la depressione economica e il proibizionismo e la società americana inizia a cambiare, anche con la spinta delle nuove tecnologie.


La radio assume quel ruolo di diffusione, che era stato fino a poco prima esclusiva dei dischi e delle grandi orchestre.
Le emittenti trasmettevano dal vivo programmi come Let's Dance, famoso per aver fatto conoscere l'orchestra di Goodman, e davano la possibilità di arrivare, senza tourneè estenuanti, ai primi posti delle classifiche musicali.
Questo rese popolari i nomi di Benny Goodman, Artie Shaw, Duke Ellington,Count Basie, Ella Fitzgerald e Glenn Miller.

Il successo di questi programmi e delle orchestre che vi suonavano fu accompagnato dal diffondersi di nuovi balli, come lo swing che finì per dare al periodo il nome di "età dello swing".



Goodman, che assume Fletcher Henderson come arrangiatore, è il dominatore di gran parte del periodo, con un successo che culminò nel 1938 con un concerto nel tempio newyorkese della musica colta, la Carnegie Hall, concerto al quale Goodman fece partecipare come ospiti solisti provenienti da tutte le maggiori orchestre del momento.




La maggior parte delle orchestre fondeva lo stile di Chicago con l'organico delle orchestre da ballo.
Le formazioni più innovative, come quelle di Ellington e di Basie, iniziano invece a costruire quello che diventerà lo stile caratteristico di un'epoca, e questo mentre New York diviene il centro nevralgico della nuova musica.



La città aveva, con la sua vita notturna, spesso dominata dalla malavita, un grande bacino potenziale, la comunità nera di Harlem, dove il jazz inizia la sua evoluzione.




New York diventa così un vero e proprio laboratorio con lo swing nei grandi locali da ballo dei bianchi e la nuova musica che ad Harlem continua a crescere e a trasformarsi.

Nel 1935 i primi disordini razziali, come la rivolta dei neri proprio ad Harlem, fanno chiudere i locali per bianchi nei quartieri neri, tra cui il famoso Cotton Club.

La zona di Broadway diventa così il centro artistico che è ancora oggi, nascono decine di locali che hanno piccole formazioni jazz come attrazione principale: le stelle diventano Billie Holiday, Art Tatum, Fats Waller, Coleman Hawkins, Lester Young.

E' in questi ambienti che i neri andranno a riprendersi con il be bop la loro musica, è qui che il jazz perderà dopo la guerra il suo aspetto più commerciale, diventando quella musica colta ed impegnata, che siamo abituati ad ascoltare.


Lo stile che nasce in questi locali è rilassato e notturno, famoso il brano Body and Soul Data di Coleman Hawkins, uno dei primi artisti a rendere il sax tenore la voce dominante del jazz.

Anche Hollywood si accorge della nuova musica,inizia a produrre film che la vedono protagonista, la fa vedere ed ascoltare, chiama alcuni dei musicisti più in vista del momento a prendervi parte.


A Kansas City suona Count Basie, la sua musica si differenzia, ha uno stile più rivolto al blues e con caratteristiche meno urbane di quello newyorkese.

La segregazione razziale, che era stata fino ad allora la regola nelle orchestre di jazz così come dei locali, inizia in questi anni a perdere parte della sua compattezza.
Le orchestre iniziano ad avere musicisti sia bianchi che neri e direttori bianchi come Benny Goodman e Artie Shaw, portano in tourneè artisti afroamericani come Roy Eldridge e Billie Holiday.




Il grande successo dello swing vede come si è visto l'ingresso dei bianchi nel jazz, che ne stravolgono la natura e lo trasformano in musica da ballo.
Le grandi case discografiche investono nei nuovi nomi, lo swing piace ai bianchi che comprano i dischi e vanno nei grandi locali a spendere e a ballare.




I neri da inventori della nuova musica ne diventano i comprimari e anche i grandi nomi come Duke Ellington, uno dei grandi compositori del novecento,devono accettare la discriminazione razziale che li vede esibirsi senza però sostare nel locale.
Il nero doveva attendere nel camerino, uscire solo per lo spettacolo e poi andare subito via.
Il nero doveva essere simpatico ma non impegnativo, grande successo aveva la jungle, i brani tipo africa nera, che piacevano ai bianchi perchè li vedevano giusti per il nero che li suonava.

Tutto questo era la realtà, ma non si può per questo non considerare questa decade come una delle più belle della musica moderna, i brani che venivano suonati dalle grandi orchestre sono oggi dei classici intramontabili della storia della musica.

martedì 31 maggio 2011

I Grandi del Blues: 42 - Big Joe Turner


Grande artista, autore prolifico e di grande successo, uno dei grandi compositori di musica popolare del dopoguerra, vero precursore del rock and roll e del rock stesso.

Il suo blues è boogie woogie ed è l'anticamera di una evoluzione già in atto, il blues si trasforma, si miscela con il country e nasce il rock and roll che a sua volta darà vita al classic rock degli anni '60 e '70.


I suoi brani diventeranno dei classici della nuova musica, di quel rock and roll di cui Elvis Presley sarà il maggiore esponente e l'unico che avrà il coraggio di avvicinarsi ai gusti di un pubblico nero, ancora poco interessante per l'industria discografica.

I brani di Big Joe verranno così suonati in modo diverso con l'aggiunta delle chitarre elettriche, con un ritmo più sincopato e veloce, più consono ai gusti di un pubblico, soprattutto bianco, che cambiava molto rapidamente.

Nasce a Kansas City e scopre il proprio amore per la musica frequentando la chiesa, come molti bluesmen di quegli anni.

Inizia presto a lavorare, a 14 anni è cuoco nei locali della sua città, negli stessi locali dove poi debutterà come cantante con il pianista Pete Johnson.

La collaborazione con il pianista del boogie-woogie si rivela importante, nel 1936 suonano a New York con Benny Goodman.

Alla fine, nel 1938, Turner e Johnson vengono scoperti da John Hammond, che li invita a prendere parte ad uno dei suoi concerti From Spirituals to Swing al Carnegie Hall di New York.




Questi concerti furono molto importanti perchè, nel clima di apartheid che si viveva in quegli anni,contribuirono a portare sempre più bianchi a conoscere ed apprezzare la musica nera, il blues e il jazz.





Nel 1939 Turner, assieme ad Albert Ammons e Meade Lux Lewis, comincia ad esibirsi nel club Cafè Society di New York, locale storico dove già si esibivano artisti del calibro di Billie Holiday e Frank Newton.



Nel 1941 si sposta a Los Angeles, dove recita in Jump for Joy di Duke Ellington.
La sua parte era quella di un poliziotto cantante in uno sketch chiamato "He's on the Beat".



Turner incide molto non solo con Pete Johnson, ma anche con altri grandi pianisti come Art Tatum e Sammy Price e con vari gruppi jazz.




Molti sono i suoi grandi successi, autore di brani come Chains of Love, Sweet Sixteen e Shake, Rattle and Roll.




Quest'ultimo brano per il suo enorme successo cambierà per sempre la definizione stessa di musica popolare.

Brani che vendono milioni di dischi e che diventeranno dei classici del rock and roll, eseguiti e replicati nelle più diverse versioni fino ai giorni nostri.

Negli anni '60 e 70 torna al blues e al jazz ed incide molto con il pianista tedesco Axel Zwingenberger.

Muore nel 1985 d'infarto.

Alcuni dei suoi brani più famosi:

1938 Roll 'Em Pete
1951 Chains Of Love
1953 Honey Hush
1954 Shake, Rattle and Roll


1955 Flip Flop And Fly
1956 Cherry Red
1956 Corrine, Corrina
1956 Wee Baby Blues
1956 Love Roller Coaster
1957 Midnight Special


Una selezione della sua discografia ufficiale

1956 The Boss of the Blues
1959 Big Joe Rides Again
1969 Bosses of the Blues, Vol. 1
1971 Texas Style
1972 Flip, Flop & Fly


1973 The Bosses con Count Basie
1974 Life Ain't Easy
1974 The Trumpet Kings Meet Joe Turner
1980 Kansas City Shout con Count Basie

martedì 16 febbraio 2010

13-Lionel Hampton 14-Fats Waller 15- Art Tatum


13 - Lionel Hampton

(1908-2002) è stato il vibrafonista della swing era, della tradizione, dei vulcanici assoli, accompagnati da un'orchestra percussiva e trascinante.

Hampton esordisce suonando la batteria, ma durante una seduta di registrazione con Louis Armstrong gli viene chiesto di suonare il vibrafono: con questo episodio inizia negli anni 30 la sua carriera.

Nel 36 Benny Goodman lo va a sentire nel locale dove si esibisce e immediatamente lo scrittura per delle incisioni e sei mesi dopo lo accoglie nella sua orchestra.
Hampton diviene subito una star e nel 38 prende parte al famoso concerto di Goodman alla Carneige Hall.

L'inserimento di Hampton nel gruppo segna anche una prima rottura delle barriere razziali: il Benny Goodman Quartet diventa il primo gruppo multirazziale.

Lionel girò con l'orchestra di bianchi di Goodman durante il periodo in cui nei locali americani non venivano accettati gruppi con la presenza di musicisti neri e dove i neri non erano graditi nemmeno come clienti.
Per un nero era difficile anche trovare alberghi e ristoranti dove alloggiare.

Nel 40 forma la sua orchestra, che resterà attiva fino agli anni 90.
La Lionel Hampton Orchestra diviene presto nota in tutto il mondo per la sua notevole energia e l'alto livello tecnico.
I suoi brani Sunny Side of the Street, Central Avenue Breakdown, il suo motivo-firma, Flying Home e Hamp's Boogie-Woogie, diventano grandi successi e il suo nome famoso in tutto il mondo.

L'orchestra diviene fulcro e scuola di grandi talenti, fra gli altri Charlie Parker, il produttore ed arrangiatore Quincy Jones, Charlie Mingus, i sassofonisti Dexter Gordon e Illinois Jacquet, il giovane trombettista Fats Navarro,la cantante Ruth Jones che diventa The Queen of the Blues, Dinah Washington, Charles Mingus, Wes Montgomery e molti altri.

Ha composto più di 200 pezzi e registrato centinaia di dischi che includono brani leggendari come Evil Gal Blues e Midnight Sun.
Il suo talento nel campo sinfonico è riconosciuto,ha composto due grandi lavori sinfonici King David Suite e Blues Suite.

Hampton suonava il vibrafono con leggerezza, utilizzava armonie semplici accompagnate però da una forte linea ritmica.

Un artista che non ha mai conosciuto crisi, con l'eccezione degli anni 50 quando per problemi economici si dedica alle collaborazioni con Benny Goodman e Art Tatum.
Un artista che ha sempre mantenuto il suo stile, talvolta considerato superato, incurante dei grandi cambiamenti che nel frattempo erano avvenuti nel jazz.

Rimane attivo fino al 1991 quando viene fermato da un collasso.
Riprende a suonare solo nel 2001 ma muore un anno dopo.

14 - Fats Waller

Thomas “Fats” Waller (1904-1943) pianista e compositore.
Come altri musicisti dopo di di lui come Fats Navarro e Fats Domino, a Waller fu affibbiato il nomignolo "Fats" (Grassone) per la sua considerevole mole.

Grande artista vive in anni di forte discriminazione razziale, e nonostante le sue incredibili doti musicali e compositive, per gran parte della sua vita ha sempre interpretato il ruolo del buffone,senza mai curarsi più di tanto di questa sottovalutazione artistica.
Una carriera stroncata dall'alcolismo e per questo mai arrivata ai livelli che il suo talento avrebbe permesso.

Nasce ad Harlem, inizia a suonare nelle chiese e poi nei cinema e nei teatri,a diciotto anni scrive il suo primo successo Squeeze Me.
Vive nei bar e si racconta che al bancone scrisse per Fletcher Henderson nove pezzi, fra cui brani come Henderson Stomp, Hot Mustard e Whiteman Stomp, solo per ripagargli la cena della sera prima.
Altri brani famosi come Harlem Fuss e Minior Drag vengono scritti poco prima d'inciderli, perchè sempre ubriaco si era addormentato dimenticandosi di farlo.

La sua attività artistica inizia negli anni '20 suonando nell'orchestra di Erskine Tate in stretta collaborazione con Louis Armstrong.

Famosa fu la collaborazione con Razaf col quale cominciò a scrivere pezzi per una famosa rivista dell'epoca Hot Chocolates che sfoggiò capolavori come Ain't Misbehavin, Black and Blue, Load of Coal e Honeysuckle Rose.

Muore alcolizzato nel 1943 per un tumore ai polmoni.

15 - Art Tatum

(1909-1956) è considerato il più grande piansta jazz e uno dei più grandi musicisti di questo secolo.

Tatum, noto per il suo virtuosismo e per la sua abilità e creatività come improvvisatore, era considerato dai suoi contemporanei il massimo pianista jazz vivente.

Quasi completamente cieco, iniziò a suonare da giovanissimo, già nel 1929 aveva un suo spettacolo alla radio.
Nel 1932 debutta a New York come uno dei due pianisti che si alternavano nell'accompagnamento della Adelaide Hall e l'anno dopo i suoi assoli, specialmente su Tiger Rag, rivelarono al pubblico il suo incredibile talento.

Tatum suonava stride, swing e boogie woogie a velocità inaudite, applicando concezioni armoniche che anticipavano di decenni lo svilupo della musica e che avrebbero avuto una profonda influenza sull'evoluzione del jazz, soprattutto nel periodo bebop, 10 anni più tardi.
Ancora oggi le sue registrazioni vengono ascoltate come modelli da chiunque si avvicini al pianoforte.

Le sue prime registrazioni sono del 1932, continuò ad incidere fino alla sua morte, e, anche se per diversi anni diresse un trio di successo, la sua fama è principalmente associata alla sua carriera solistica.

Muore per un blocco renale dovuto all'alcool, fin da giovane era sempre stato un forte bevitore di birra.

domenica 24 gennaio 2010

Il Jazz dal 1930 al 1940

Finiscono la depressione economica e il proibizionismo e la società americana inizia a cambiare, anche con la spinta delle nuove tecnologie.

La radio assume quel ruolo di diffusione, che era stato fino a poco prima esclusiva dei dischi e delle grandi orchestre.
Le emittenti trasmettevano dal vivo programmi come Let's Dance, famoso per aver fatto conoscere l'orchestra di Goodman, e davano la possibilità di arrivare, senza tourneè estenuanti, ai primi posti delle classifiche musicali.
Questo rese popolari i nomi di Benny Goodman, Artie Shaw, Duke Ellington,Count Basie, Ella Fitzgerald e Glenn Miller.

Il successo di questi programmi e delle orchestre che vi suonavano fu accompagnato dal diffondersi di nuovi balli, come lo swing che finì per dare al periodo il nome di "età dello swing".

Goodman, che assunse Fletcher Henderson come arrangiatore, fu il dominatore di gran parte del periodo, con un successo che culminò nel 1938 con un concerto nel tempio newyorkese della musica colta, la Carnegie Hall, concerto al quale Goodman fece partecipare come ospiti solisti provenienti da tutte le maggiori orchestre del momento.

Musicalmente, la maggior parte delle orchestre jazz fondeva lo stile di Chicago con l'organico delle orchestre da ballo, anche se le formazioni più innovative, come quelle di Ellington e di Basie, contribuirono in modo sostanziale alla definizione di uno stile e di un repertorio originale.

New York diviene il centro nevralgico della nuovo musica.

L'ambiente era favorevole,la città aveva una attivissima vita notturna (spesso dominata dalla malavita), una fiorente industria discografica e dello spettacolo, un grande bacino potenziale, la comunità nera di Harlem.

Tutto questo l'aveva trasformata in un vero e proprio laboratorio dove mentre imperava lo swing, il jazz continuava a crescere e ad evolversi.

Nel 1935 i primi disordini razziali, come la rivolta di Harlem,avevano fatto chiudere i locali per bianchi nei quartieri neri,tra cui il famoso Cotton Club.

La zona di Broadway diventa il centro artistico che è ancora oggi,nascono decine di locali che hanno piccole formazioni jazz come attrazione principale: le stelle diventano Billie Holiday, Art Tatum, Fats Waller, Coleman Hawkins, Lester Young.

E' in questi ambienti che i neri andranno a riprendersi con il be bop la loro musica, è qui che il jazz perderà dopo la guerra il suo aspetto più commerciale, diventando quella musica colta ed impegnata, che siamo abituati ad ascoltare.

Lo stile che nasce in questi locali è rilassato e notturno, famoso il brano Body and Soul Data di Coleman Hawkins, uno dei primi artisti a rendere il sax tenore la voce dominante del jazz.

Anche Hollywood si accorge della nuova musica,inizia a produrre film che la vedono protagonista, la fa vedere ed ascoltare, chiama alcuni dei musicisti più in vista del momento a prendervi parte, anche se spesso solo come comparse.

Uno stile jazzistico più rivolto al blues e con caratteristiche meno urbane di quello newyorkese veniva in quegli anni praticato dalle orchestre di Kansas City, luogo di fondazione dell'orchestra di Count Basie.

La segregazione razziale, che era stato fino ad allora la regola nelle orchestre di jazz così come nei locali, inizia in quegli anni a perdere parte della sua compattezza.
Le orchestre iniziano ad avere musicisti sia bianchi che neri e direttori bianchi come Benny Goodman e Artie Shaw portano in tourneè artisti afroamericani come Roy Eldridge e Billie Holiday.

Il grande successo dello swing vede come si è visto l'ingresso dei bianchi nel jazz, che ne stravolgono la natura e lo trasformano in musica da ballo.
Le grandi case discografiche investono nei nuovi nomi, lo swing piace ai bianchi che comprano i dischi e vanno nei grandi locali a spendere e a ballare.

I neri da inventori della nuova musica ne diventano i comprimari e anche i grandi nomi come Duke Ellington, uno dei grandi compositori del novecento,devono accettare la discriminazione razziale che li vede esibirsi senza però sostare nel locale.
Il nero doveva attendere nel camerino, uscire solo per lo spettacolo e poi andare subito via.
Il nero doveva essere simpatico ma non impegnativo, grande successo aveva la jungle, i brani tipo africa nera, che piacevano ai bianchi perchè li vedevano giusti per il nero che li suonava.

Tutto questo era la realtà, ma non si può per questo non considerare questa decade come una delle più belle della musica moderna, i brani che venivano suonati dalle grandi orchestre sono oggi dei classici intramontabili della storia della musica.

lunedì 25 maggio 2009

1 - I Grandi del Jazz:Art Tatum-Artie Shaw-Astor Piazzolla

Art Tatum

1909-1956) è considerato il più grande piansta jazz.
Tatum, noto per il suo virtuosismo e per la sua abilità e creatività come improvvisatore, era considerato dai suoi contemporanei il massimo pianista jazz vivente, al punto che, al suo entrare in un locale, Fats Waller sul palco, interruppe la sua esibizione per annunciare agli spettatori che "il Dio vivente del pianoforte" era appena entrato nella sala.
Al di lá delle esagerazioni, si tratta senz'altro di uno dei più grandi musicisti di questo secolo.
Quasi completamente cieco, iniziò a suonare da giovanissimo, già nel 1929 aveva un suo spettacolo alla radio.
Debuttò a New York come uno dei due pianisti che si alternavano nell'accompagnamento della Hall: fu nel 1933 che i suoi assoli, specialmente su "Tiger Rag", rivelarono al pubblico il suo incredibile talento.
Tatum suonava stride, swing e boogie woogie a velocità inaudite, applicando concezioni armoniche che anticipavano di decenni lo svilupo della musica e che avrebbero avuto una profonda influenza sull'evoluzione del jazz, soprattutto nel periodo bebop, 10 anni più tardi.
Le prime registrazioni di Tatum sono dal 1932, ed egli continuò ad incidere fino alla sua morte, e, anche se per diversi anni egli diresse un trio di successo, la fama di questo pianista è principalmente associata alla sua carriera solistica.
Art Tatum morì a Los Angeles per un blocco renale dovuto all'alcool, fin da giovane era sempre stato un forte bevitore di birra.

Artie Shaw

(1910-2004) sassofonista e clarinettista, compositore, direttore d’orchestra e scrittore.
Insieme a Benny Goodman, Tommy Doorsey e Glenn Miller viene considerato uno dei fondatori dello swing.
In piena era dello swing, attivo con un proprio quartetto d'archi, Shaw ebbe la sua consacrazione a star musicale con una rielaborazione della popolare canzone Beguine the Beguine di Cole Porter
Il brano nel 1938, scalò le classifiche di vendita rimanendo ai primi posti per sei settimane.
Shaw per primo modifica la big band inserendo strumenti insoliti per il jazz, gli strumenti ad arco.
Il brano Interlude in B-flat, uno dei primi da lui composti, definisce quella che venne chiamta poi the third stream, un insieme fra jazz e musica classica.
Shaw è inoltre ricordato per aver impiegato come cantante stabile del suo gruppo musicale Billie Holiday, diventando così il primo direttore d'orchestra statunitense bianco ad utilizzare una vocalist di origine afro-americana.
Durante la seconda guerra mondiale si arruolò nella Marina insieme a tutti i componenti della sua band e fu inviato nell'area del Pacifico.
Trascorse nella zona di guerra circa un anno e mezzo per portare conforto alle truppe USA con la sua musica e con spettacoli che venivano replicati fino a quattro volte al giorno.
Verso la metà degli anni 50 la sua attività come musicista subì dapprima un notevole rallentamento fino a cessare poi del tutto, l'artista scelse di abbandonare il palcoscenico per dedicarsi all'alta finanza e la scrittura (sue sono numerose fiction semi-autobiografiche ed il libro The Trouble With Cinderella).
Quando gli fu chiesto il perché, rispose che si era ritirato frustrato dal costante senso di inadeguatezza che provava come musicista.
Tra i suoi maggiori successi musicali si ricordano ancora i brani: Lady-be-good, Frenesi, Dancing in the Dark, Nightmare, Back Bay Shuffle, Accent-tchu-ate the positive, Traffic Jam, They Say, Moonglow e Stardust.
Astor Piazzolla

(1921-1992) musicista e compositore argentino ritenuto fra i migliori virtuosi del bandoneon (strumento con mantice simile alla fisarmonica,tipico delle orchestre di tango argentine).
Il "nuevo tango" di Piazzolla incorpora elementi presi dalla musica jazz e blues, utilizza strumenti nuovi per la musica tradizionale come il flauto, il sassofono,la chitarra elettrica e la batteria jazz.
La sua musica particolare e suggestiva è diventata basilare per chiunque si avvicini allo studio della fisarmonica o di strumenti similari.

venerdì 22 maggio 2009

Il Jazz:storia ed evoluzione dal 1930 al 1940


La depressione economica e la fine del proibizionismo posero fine all'età del jazz come era stata fino a allora conosciuta. La radio assunse il ruolo di diffusione, che era stato fino a poco prima giocato dai dischi e le orchestre jazz, le emittenti trasmettevano dal vivo programmi come Let's Dance (il programma che rese celebre l'orchestra di Goodman nella parte occidentale degli Stati Uniti), arrivando ai primi posti delle classifiche musicali dell'epoca.
Questo rese popolari i nomi di Benny Goodman, Artie Shaw, Duke Ellington,Count Basie, Ella Fitzgerald,Glenn Miller.
Il successo di questi programmi e delle orchestre che vi suonavano fu accompagnato dal diffondersi di nuovi balli, come lo swing che finì per dare alla decade il nome di "età dello swing".
Goodman, che assunse Fletcher Henderson come arrangiatore, fu il dominatore di gran parte della decade, con un successo che culminò nel 1938 con un concerto nel tempio newyorkese della musica colta, la Carnegie Hall, concerto al quale Goodman fece partecipare come ospiti solisti provenienti da tutte le maggiori orchestre del momento.
Musicalmente, la maggior parte delle orchestre jazz fondeva lo stile di Chicago con l'organico delle orchestre da ballo, anche se le formazioni più innovative (Ellington, Basie) contribuirono in modo sostanziale alla definizione di uno stile e di un repertorio originale.
A New York l'ambiente favorevole con una attivissima vita notturna (spesso dominata dalla malavita), una fiorente industria discografica e dello spettacolo, e la grande comunità nera di Harlem creò moltissime opportunità per i musicisti jazz.
Mentre, anche a seguito dei primi disordini razziali, come la rivolta ad Harlem nel 1935,i locali per bianchi dei quartieri neri (tra cui il famoso Cotton Club) andavano decadendo,la zona attorno a Broadway si popolò di locali che avevano piccole formazioni jazz come attrazione principale: le stelle di questi locali erano Billie Holiday, Art Tatum, Fats Waller, Coleman Hawkins, Lester Young.
Lo stile che nacque in questi locali era rilassato e notturno, famoso il brano Body and soul data di Hawkins, che fu anche uno degli strumentisti che resero il sax tenore la voce dominante del jazz.
Anche Hollywood si era accorta del jazz e iniziò a produrre film in cui la musica jazz compariva direttamente come protagonista, o indirettamente come commento all'azione, chiamando alcuni dei musicisti più in vista del momento a prendervi parte (spesso solo come comparse).
Uno stile jazzistico più rivolto al blues e con caratteristiche meno urbane di quello newyorkese veniva in quegli anni praticato dalle orchestre di Kansas City, luogo di fondazione dell'orchestra di Count Basie.
La segregazione razziale, che era stato fino ad allora la regola nelle orchestre di jazz così come nei locali, iniziò in quegli anni a perdere un po' della sua compattezza, grazie anche al coraggioso esempio di direttori d'orchestra come Goodman e Shaw che portarono in tourneè artisti afroamericani come Roy Eldridge e Billie Holiday.

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