
La depressione economica e la fine del proibizionismo posero fine all'età del jazz come era stata fino a allora conosciuta. La radio assunse il ruolo di diffusione, che era stato fino a poco prima giocato dai dischi e le orchestre jazz, le emittenti trasmettevano dal vivo programmi come Let's Dance (il programma che rese celebre l'orchestra di Goodman nella parte occidentale degli Stati Uniti), arrivando ai primi posti delle classifiche musicali dell'epoca.
Questo rese popolari i nomi di Benny Goodman, Artie Shaw, Duke Ellington,Count Basie, Ella Fitzgerald,Glenn Miller.
Il successo di questi programmi e delle orchestre che vi suonavano fu accompagnato dal diffondersi di nuovi balli, come lo swing che finì per dare alla decade il nome di "età dello swing".

Musicalmente, la maggior parte delle orchestre jazz fondeva lo stile di Chicago con l'organico delle orchestre da ballo, anche se le formazioni più innovative (Ellington, Basie) contribuirono in modo sostanziale alla definizione di uno stile e di un repertorio originale.

Mentre, anche a seguito dei primi disordini razziali, come la rivolta ad Harlem nel 1935,i locali per bianchi dei quartieri neri (tra cui il famoso Cotton Club) andavano decadendo,la zona attorno a Broadway si popolò di locali che avevano piccole formazioni jazz come attrazione principale: le stelle di questi locali erano Billie Holiday, Art Tatum, Fats Waller, Coleman Hawkins, Lester Young.

Anche Hollywood si era accorta del jazz e iniziò a produrre film in cui la musica jazz compariva direttamente come protagonista, o indirettamente come commento all'azione, chiamando alcuni dei musicisti più in vista del momento a prendervi parte (spesso solo come comparse).
Uno stile jazzistico più rivolto al blues e con caratteristiche meno urbane di quello newyorkese veniva in quegli anni praticato dalle orchestre di Kansas City, luogo di fondazione dell'orchestra di Count Basie.
La segregazione razziale, che era stato fino ad allora la regola nelle orchestre di jazz così come nei locali, iniziò in quegli anni a perdere un po' della sua compattezza, grazie anche al coraggioso esempio di direttori d'orchestra come Goodman e Shaw che portarono in tourneè artisti afroamericani come Roy Eldridge e Billie Holiday.
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