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sabato 23 luglio 2016

I Grandi del Blues Rock: 15 - Jimi Hendrix





(1942-1970)

Grande chitarrista, un musicista entrato realmente nel mito diventando parte integrante della storia del costume e della musica moderna.




La sua musica spazia dal blues rock a quello che sarà poi chiamato hard rock.






La sua carriera, breve quanto intensa, il suo essere personaggio, è parte integrante dell'immaginario collettivo.






Nella memoria ci rimane indelebile l'immagine del chitarrista mancino che, imbracciata la sua Fender Stratocaster, suona l'inno nazionale americano volutamente distorto e irriverente.

In un periodo che musicalmente parlando non ha paragoni,la figura di Hendrix è ricordata alla stregua di quelle di Janis Joplin e Jim Morrison le famose tre J del rock, tutte e tre scomparse nello stesso periodo e tutte di droga.





La sua carriera musicale, inizia nel 1965 quando Hendrix suona nelle session di apertura dei concerti di musicisti soul e blues come B.B. King e Little Richard.







Nel 1966 viene scoperto da Chas Chandler, bassista degli Animals ed aspirante produttore, che lo convinge a seguirlo in Inghilterra ed a firmare un contratto.

Chandler trovò due musicisti che avrebbero dovuto fargli da spalla, Noel Redding (basso elettrico) e Mitch Mitchell (batteria).


La band viene chiamata Jimi Hendrix Experience e lanciata commercialmente presentandone il leader come un mix di James Brown ed Eric Clapton.

La fama di Jimi Hendrix iniziava a crescere, in virtù della sua immagine di uomo selvaggio e delle sue grandi qualità di virtuoso della chitarra.



Sul palco era unico, rifacendosi ai bluesman americani che lo avevano ispirato, suonava la chitarra con i denti, dietro la schiena, mimava rapporti sessuali con lo strumento.



Il 3 maggio del 1969 Hendrix viene arrestato all'aeroporto internazionale di Toronto, dopo che viene trovata dell'eroina dentro il suo bagaglio, il gruppo si scioglie.

Nell'agosto dello stesso anno forma una nuova band, denominata Gypsy Sun & Rainbows che lo accompagna al festival di Woodstock.




In quell'evento unico e irrepetibile Hendrix esegue una versione strumentale dell'inno americano The Star-Spangled Banner, distorto, volutamente stonato, quasi da renderlo violento, chiaramente simbolico della sfiducia della società americana nei confronti della tutela dei diritti civili e della guerra del Vietnam.




Questo brano diventa storia, Jimi che suona l'inno è una emozione irripetibile.




Si ascolta tutta la ribellione di un mondo, la ribellione di milioni di giovani che credevano che la società potesse cambiare.

La speranza che la guerra e la fame finissero, che la pace e l'amore fossero suffcienti per cambiare, ideali che molto presto andranno a frantumarsi con una realtà molto più cruda e che non lascerà e non lascia alternative.

Un episodio entrato nell'immagginario colletivo e che come Woodstock ha segnato un'epoca.

Nonostante il successo mondiale la band di Woodstock, che comprendeva anche il percussionista Juma Sultan, ha vita breve, verrà presto sostituita da un nuovo trio, Band of Gypsys, con Billy Cox (amico di Hendrix fin dai tempi del liceo) al basso e Buddy Miles alla batteria.
Il cambio di gruppo fortemente voluto da Hendrix era indicativo della sua volontà di compiere una svolta musicale.





Jimi sentiva in modo particolare il desiderio di essere apprezzato dalla sua gente, più orientata al soul, al blues, al jazz e al funky.
Il rock era ascoltato prevalentemente da un pubblico bianco.





La band, tutta composta da musicisti di colore,suonerà al Fillmore East di New York in un concerto unico un potente blues rock con uno stile e una grinta tutta da ascoltare.

Anche questa formazione purtroppo ha vita breve, il 28 gennaio 1970, durante un concerto presso il Madison Square Garden a New York, Hendrix abbandona il palco dopo due brani.

Il 26 luglio dello stesso anno durante un concerto a Seattle, sua città natale, sotto l'effetto delle droghe insulta il pubblico.



Il 18 settembre 1970 Hendrix viene trovato privo di sensi nel letto di una camera d'albergo a Londra, stroncato, venne dichiarato all'epoca, dal soffocamento provocato da un'overdose di barbiturici.



Morirà poco dopo in ospedale.

Nel 1993 il dott. John Bannister, il medico che tentò di salvarlo, dichiarò che non morì a causa dei barbiturici, ma fu invece soffocato da una grande quantità di vino rosso che gli venne fatta bere mentre si trovava in stato di incoscienza.

Non si è mai indagato a fondo sull'episodio in quanto si dipinse subito Hendrix come eroinomane e non vennero più svolte indagini.


Muore così Jimi, simbolo con Janis Joplin e Jim Morrison di un periodo unico dove la musica ha raggiunto un livello che non potrà più essere superato e nemmeno egualiato.









Le loro morti saranno le prime, ma ne seguiranno tante altre, la droga ucciderà artisti che avrebbero potuto dare ancora tanto alla musica.






Il triste connubio musica e artista maledetto, dalla vita irregolare, drogato e alcolizzato, che avevamo già visto sia nel blues che nel jazz, avrà purtroppo in questo periodo la sua punta massima.


venerdì 4 aprile 2014

Il Folk Country: da Woody Guthrie a Pete Seeger e da Odette Holmes a Patsy Cline



Lucinda Williams


Nasce nel 1953 cantautrice.
La sua musica è un mix di blues, folk e country, la sua voce roca ed espressiva.
Nel 1978 incide il suo primo album una collezione di brani country e blues.



Nel 1988 esce il suo album omonimo con il brano Changed The Locks.
Segue Sweet Old World del 1992 e nel 1998 Car Wheels On A Gravel Road, il suo più grande successo, con milioni di dischi venduti.
L'album contiene brani molto belli come Still I Long for Your Kiss e Can’t Let Go. Nel 2001 Essence.
Con World Without Tears del 2003 e West del 2007 si accosta maggiormente al blues.




Marty Robbins

(1925-1982) è stato uno dei più popolari cantanti country e western, le sue ballate hanno venduto milioni di dischi.





Inizia la carriera nel 1945, dopo il servizio militare in Marina, e oltre alla musica si dedica anche alle corse d’auto, ed anche con buon successo.
Fu un personaggio molto amato, i suoi maggiori successi: nel 1957 A White Sport Coat and a Prink Carnation,nel 1959 El Paso e poi My Woman My Life, dedicata alla moglie, e gli albums Best Country & Western Recording e More Gunfighter Ballads and Trail Songs.
Muore nel 1982 per un infarto.



Odetta Holmes


(1930-2008) conosciuta anche solo come Odetta, cantante e chitarrista, icona della lotta per i diritti civili negli Stati Uniti, una delle artiste folk più influenti della seconda metà del novecento.




Ha ispirato artisti del calibro di Bob Dylan, Joan Baez e Janis Joplin.
Nel 1978 Bob Dylan disse di lei: se ho cominciato a scrivere canzoni popolari è stato per Odetta.



Fu lei a cantare di fronte al Lincoln Memorial di Washington in occasione della famosa marcia del 1963 in cui Martin Luther King tenne il suo più celebre discorso.
E’ stata la voce della lotta per i diritti civili e al messaggio del pastore “I have a dream” diede l’emozione della musica.



Tra i suoi brani più famosi Muleskinner, Jack O’ Diamonds e Water Boy.

Muore il 2 dicembre del 2008 senza poter coronare il suo sogno di cantare all’insediamento di Barak Obama alla Casa Bianca.





Patsy Cline


(1932-1963) Virginia Patterson Hensley, fu uno degli esponenti di maggior spicco del Nashville Sound, che coniugava il country al pop.




Muore a 30 anni in un disastro aereo ed è considerata un’icona della musica alla quale si sono ispirate tutte le cantanti dal 1960 in poi.
I suoi brani più famosi: Crazy, I Fall To Pieces, She’s Got You, So Wrong e Walkin’ After Midnight.

Inizia ad incidere nel 1955, incide A Church, A Courtroom & Then Good-Bye e poi Fingerprints, Pick Me Up On Your Way Down e A Stranger In My Arms.
Il grande successo arriva nel 1957 con Walkin’ After Midnight.




Nel 1961 incide I Fall To Pieces e Patsy diviene una eroina per le ragazze del suo tempo.

In quello stesso anno incide Crazy che scrive per lei Willie Nelson e il successo è immenso, l’album che segue Showcase With The Jordanaires diventa il più venduto.





La sua carriera è durata solo cinque anni e mezzo ma il suo stile ha influenzato una intera generazione.





Pete Seeger

Nasce nel 1919 e fu oltre che cantautore un attivista politico di primo piano del Partito Comunista Americano.





Sono suoi brani come Where Have All The Flowers Gone,If I Had A Hammer e Turn, Turn,Turn, brani che sono parte integrante della storia dei movimenti pacifisti americani.

Fu un esperto suonatore di banjo tanto da scrivere trattati e inventarne uno, il Seeger Banjo.





Nel 1941 forma con Woody Guthrie il gruppo degli Almanac Singers e nel 1948 quello degli Weavers con Lee Hays, Ronnie Gilbert e Fred Hellerman.





Nel 1950 per le sue idee politiche finisce nelle liste nere del senatore McCarthy e fino al 1956 è costretto a ritirarsi dalla scena musicale.

Riprende la carriera solo nel 1958 ed incide We Shall Overcome brano che ha rappresentato la protesta di milioni di giovani degli anni 60 e 70.
Nel 1967 incide Waist Deep In The Big Muddy.

Dopo però si ritira dalle scene per riapparire solo nell’occasioni di rassegne country, cosa che avviene ancora oggi.




Woody Guthrie

(1912-1967) è stato il maggiore artista folk americano.
La sua canzone più conosciuta è This Land is your Land ha ispirato il film Bound For Glory tratto dalla sua autobiografia.




Alla fine degli anni 30 inizia a scrivere brani che parlano della vita della gente,
dei lavoratori, delle loro lotte, degli scioperi e della fatica quotidiana per la sopravvivenza, fino a diventare un punto di riferimento per la musica folk americana.
Dopo la guerra riprende a suonare, ma le sue idee gli procurano un posto nelle liste nere della "caccia alle streghe" della presidenza McCarthy.






Nel 1956 le sue condizioni di salute peggiorano,colpito da una grave malattia ereditaria,la stessa che aveva ucciso la madre, entra in ospedale e non ne uscirà quasi più fino alla morte, avvenuta nel 1967.





Quest'ultima fase della sua vita è raccontata nel film cult Alice 's Restaurant dove il figlio Arlo e Pete Seeger interpretano se stessi al suo capezzale.
Oltre alle moltissime canzoni, Woody Guthrie lascia una raccolta di poesie, disegni e scritti, una raccolta di articoli scritti per la rivista People's World e il romanzo Seeds of Man.

La sua musica ha ispirato molti artisti, fra tutti Bob Dylan e Bruce Springsteen.

giovedì 23 dicembre 2010

I Grandi del Rock: 10 - Leonard Cohen



Leonard Norman Cohen nasce nel 1934, cantautore, poeta e compositore canadese, il primo a coniugare la poesia alla musica.

Non esiste cantautore che non si sia richiamato alla sua musica e ai suoi testi.

La sua prima raccolta di poesie viene pubblicata nel 1956 Let Us Compare Mythologies.



L'anno dopo esce il suo primo album di poesie Six Montreal Poets.
Nel 1961 viene pubblicata la raccolta di poesie The Spice-Box of Earth.

Si trasferisce a Hydra, un'isoletta della Grecia diventata un famoso rifugio di artisti d'ogni genere, e pubblica delle raccolte di poesie, tra cui Flowers for Hitler, e due romanzi:Il gioco preferito del 1963 e Beautiful Losers del 1966.

Judy Collins interpreta alcuni suoi brani e lo convince a fare musica, il suo brano Suzanne del 1966 diventa un successo mondiale.

Altri brani famosi sono: Famous Blue Raincoat, The Partisan, So Long Marianne, Chelsea Hotel, Sisters of Mercy.
Mitica è Hallelujah, resa ancor più famosa dalle molteplici cover, in particolare da quelle di Jeff Buckley, Bob Dylan e John Cale,e poi Waiting for the Miracle, Tower of Song, First We Take Manhattan (molto nota è la cover di Joe Cocker) e Bird on a Wire.

Cohen è un seguace del buddhismo, e ha passato gran parte degli anni novanta nel monastero buddhista di Mount Baldy in California, prendendo il nome di Jikan (Silenzioso).

Autore di testi toccanti, arrangiatore geniale e cantante dalla voce roca e profonda, rivoluziona la figura del cantautore modificandone completamente l'immagine.




La sua musica nasce acustica ma negli anni si arricchisce di sonorità diverse, inizia ad utilizzare l'orchestra,il sintetizzatore e i cori femminili.




I temi ricorrenti nei suoi lavori comprendono l'amore e il sesso, la religione, la depressione psicologica, e la musica stessa.

In molti brani come Story of Isaac, Who By Fire, e la celeberrima Hallelujah, si denota un profondo spirito religioso con chiari richiami alle sue origini ebraiche.

Cohen ha scritto molto (in particolare nella sua opera giovanile) sui temi della depressione e del suicidio, in Beautiful Losers, Seem So Long Ago, Nancy, One of Us Cannot Be Wrong, Dress Rehearsal Rag parla di suicidio.

In brani come Please Don't Pass Me By e Tonight Will Be Fine l'argomento è la depressione.

In Hallelujah, Tower of Song, A Singer Must Die e Jazz Police l'argomento è la musica stessa come tramite per le sue poesie, mentre Chelsea Hotel è dedicata alla sua amica Janis Joplin.

La giustizia sociale si presenta spesso, vista con un'ottica di sinistra ma con elementi culturali conservatori, parla di aborto come qualcosa di sgradevole e in certi casi atroce, come in Diamonds in the Mine e in The Future.

In The Land of Plenty, parla in tono negativo dell'opulenza dell'occidente.

La guerra uno dei cardini della sua poesia, come in Story of the Street nella quale annuncia l'inevitabile scoppio di una terza guerra mondiale.

Negli ultimi anni parla più degli oppressi e dei perdenti come in Il partigiano, una canzone francese sulla Resistenza o nella sua The Old Revolution.

Cohen unisce il suo pessimismo a una grande dose di umorismo e di autoironia come in Tower of Song, Diamond in the Mine e One of us Cannot be Wrong .

Agli inizi della sua carriera di cantautore,per via del suo carattere molto introverso,gli operatori dello studio di registrazione erano soliti ricostruire la sua camera da letto,in questo modo il poeta vinceva la paura e riusciva a cantare sentendosi a casa propria .

Esce nel 1967 ma non ottiene un gran successo: erano gli anni della spensieratezza e dei giovani hippy.
Un disco che parlava di suicidio e morte non interessava a nessuno.

Per questo motivo molte recensioni dell'epoca stroncarono l'album, ritenendolo troppo triste e depresso.

Il riscatto sarebbe venuto anni più tardi ed oggi viene ritenuto il suo miglior lavoro, la sua perla, un capolavoro ingiustamete sottovalutato.

Tutti i brani di questo The Songs of Leonard Cohen sono pervasi da un misticismo e da una grande malinconia.
Un album diventato negli anni la base per molti cantautori in tutto il mondo.

Il secondo disco Song from a Room esce nel 1969 e ne decreta il successo mondiale.
Il disco contiene pietre miliari come la bellissima Seems so Long Ago Nancy o la celeberrima Bird on the Wire.



Il suo terzo album Songs of Love and Hate viene definito da alcuni critici uno dei migliori dischi dell'anno.

Dopo un live, Live Songs, nel 1974 esce il suo quarto album in studio New Skin for the Old Ceremony.

Nel 1977 con Death of a Ladies' Man inizia ad utilizzare un suono meno acustico, all'album partecipano molti musiciti fra i quali Bob Dylan.



Seguono Recent Songs nel 1979 , dove l'artista ritorna ad un sound folk più simile agli esordi e nel 1984 Various Positions , un album folk-rock non molto riuscito.
Pur essendo probabilmente il suo peggior album , contiene la sua hit più celebre Halleluja, una delle ballate più famose al mondo.

Nel 1988 esce I'm your Man, disco nel quale Leonard abbandona la chitarra per passare alle tastiere.

Nel 1992 esce The Future, che diventa un successo planetario, nel '94 esce il secondo live e nel '97 la prima raccolta di successi.

Nel 2001 esce il live registrato nel 1979 e un nuovo disco di inediti Ten New Songs.

Il 2002 è l'anno di uscita del Greatest Hits e due anni dopo l'ultimo album da studio Dear Heater dove Cohen oltre a cantare recita le sue poesie.

L'ultima uscita discografica è Live in London del 2009.

E' la prima volta che illustro in modo così dettagliato la discografia di una artista, ma Leonard Cohen è un poeta che ha scritto pagine che hanno fatto la storia della musica e della letteratura moderna.

Merita una lettura e un ascolto attento.

Come scrivo sempre, la musica, quella vera, si ascolta sempre leggendone il testo, solo così si comprende l'esatto abbinamento fra musica e parole che fanno di un brano un qualcosa che rimane nel tempo e che ancora oggi ascoltiamo a distanza di anni (nella musica di cui parlo anche quaranta o cinquant'anni).

La musica deve dare senzazioni profonde, deve scuotere l'animo, quando ci riesce avete di fronte un capolavoro.

giovedì 7 ottobre 2010

12 - Jimi Hendrix



(1942-1970)

chitarrista,uno dei grandi musicisti entrati nel mito e parte integrante della storia della musica moderna.

La sua musica spazia dal blues rock a quello che sarà poi chiamato hard rock.




La sua carriera, breve quanto intensa, il suo essere personaggio, è parte integrante dell'immaginario collettivo.

Nella memoria ci rimane indelebile l'immagine del chitarrista mancino che, imbracciata la sua Fender Stratocaster, suona l'inno nazionale americano volutamente distorto e irriverente.


In un periodo che musicalmente parlando non ha paragoni,la figura di Hendrix è ricordata alla stregua di quelle di Janis Joplin e Jim Morrison le famose tre J del rock, tutte e tre scomparse nello stesso periodo e tutte di droga.


La sua carriera musicale, inizia nel 1965 quando Hendrix quando suona nelle session di apertura dei concerti di musicisti soul e blues come B.B. King e Little Richard.

Nel 1966 viene scoperto da Chas Chandler, bassista degli Animals ed aspirante produttore, che lo convinge a seguirlo in Inghilterra ed a firmare un contratto.


Chandler trovò due musicisti che avrebbero dovuto fargli da spalla, Noel Redding (basso elettrico) e Mitch Mitchell (batteria).


La band viene chiamata Jimi Hendrix Experience e lanciata commercialmente presentandone il leader come un mix di James Brown ed Eric Clapton.

La fama di Jimi Hendrix iniziava a crescere, in virtù della sua immagine di uomo selvaggio e delle sue grandi qualità di virtuoso della chitarra.



Sul palco era unico, rifacendosi ai bluesman americani che lo avevano ispirato, suonava la chitarra con i denti, dietro la schiena, mimava rapporti sessuali con lo strumento.



Il 3 maggio del 1969 Hendrix viene arrestato all'aeroporto internazionale di Toronto, dopo che viene trovata dell'eroina dentro il suo bagaglio, il gruppo si scioglie.

Nell'agosto dello stesso anno forma una nuova band, denominata Gypsy Sun & Rainbows che lo accompagna al festival di Woodstock.




In quell'evento unico e irrepetibile Hendrix esegue una versione strumentale dell'inno americano The Star-Spangled Banner, distorto, volutamente stonato, irriverente, quasi da renderlo violento, chiaramente simbolico della sfiducia della società americana nei confronti della tutela dei diritti civili e della guerra del Vietnam.

Questo brano diventa storia, Jimi che suona l'inno è una emozione irripetibile.

Si ascolta tutta la ribellione di un mondo, la ribellione di milioni di giovani che credevano che la società potesse cambiare.

La speranza che la guerra e la fame finissero, che la pace e l'amore fossero suffcienti per cambiare, ideali che molto presto andranno a frantumarsi con una realtà molto più cruda e che non lascerà e non lascia alternative.

Un episodio entrato nell'immagginario colletivo e che come Woodstock ha segnato un'epoca.

Nonostante il successo mondiale la band di Woodstock, che comprendeva anche il percussionista Juma Sultan, ha vita breve, verrà presto sostituita da un nuovo trio, Band of Gypsys, con Billy Cox (amico di Hendrix fin dai tempi del liceo) al basso e Buddy Miles alla batteria.
Il cambio di gruppo fortemente voluto da Hendrix era indicativo della sua volontà di compiere una svolta musicale.

Jimi sentiva in modo particolare il desiderio di essere apprezzato dalla sua gente, più orientata al soul, al blues, al jazz e al funky.
Il rock era ascoltato prevalentemente da un pubblico bianco.

La band, tutta composta da musicisti di colore,suonerà al Fillmore East di New York in un concerto unico un potente blues rock con uno stile e una grinta tutta da ascoltare.


Anche questa formazione purtroppo ha vita breve, il 28 gennaio 1970, durante un concerto presso il Madison Square Garden a New York, Hendrix abbandona il palco dopo due brani.

Il 26 luglio dello stesso anno durante un concerto a Seattle, sua città natale, sotto l'effetto delle droghe insulta il pubblico.


Il 18 settembre 1970 Hendrix viene trovato privo di sensi nel letto di una camera d'albergo a Londra, stroncato, venne dichiarato all'epoca, dal soffocamento provocato da un'overdose di barbiturici.
Morirà poco dopo in ospedale.



Nel 1993 il dott. John Bannister, il medico che tentò di salvarlo, dichiarò che non morì a causa dei barbiturici, ma fu invece soffocato da una grande quantità di vino rosso che gli venne fatta bere mentre si trovava in stato di incoscienza.

Non si è mai indagato a fondo sull'episodio in quanto si dipinse subito Hendrix come eroinomane e non vennero più svolte indagini.

Muore così Jimi, simbolo con Janis Joplin e Jim Morrison di un periodo dove la musica, grazie ad un insieme di artisti assolutamente irripetibile, ha raggiunto un tale livello da diventare storia del costume e della musica tutta.



Le loro morti saranno le prime, ma ne seguiranno tante altre, la droga ucciderà artisti che avrebbero potuto dare ancora tanto alla musica.


Il triste connubio musica e artista maledetto, dalla vita irregolare, drogato e alcolizzato, che avevamo già visto sia nel blues che nel jazz, avrà purtroppo in questo periodo la sua punta massima.

sabato 26 giugno 2010

02 - Il Classic Rock degli Anni '70



Gli anni settanta si aprirono con una serie di morti eccellenti che, loro malgrado, costituirono un divario fra il rock degli anni sessanta e quello degli anni settanta: Jimi Hendrix nel settembre del 70, Janis Joplin (nella foto accanto) nell'ottobre dello stesso anno e Jim Morrison (nella terza foto) l'anno seguente.



La serie dei lutti era già iniziata nel 1969 con la scomparsa del chitarrista e fondatore dei Rolling Stones, Brian Jones (nella foto accanto).

Queste morti andarono a confermare, come già era avvenuto nel blues ma soprattutto nel jazz,lo strano connubio fra la musica e l'abuso di sostanze come alcool, barbiturici, eroina e cocaina.




Un connubio che andava a materializzare quell'immagine di artista maledetto che sembrava normale negli anni 30, con la nascita del blues e fino agli inizi degli anni 70, passando per quella musica psicadelica che andava a incentivare il consumo di droge leggere, non mortali ma certamente dannose, come la marjuana e LSD.




Una immagine che è costata centinaia di morti, fra i più grandi artisti della musica moderna, e dovuta principalmente all'ignoranza dei danni che l'abuso di tali sostanze comportava.

La storia della musica di quegli anni è un continuo elenco di morti dovuti agli abusi di una vita sregolata, come se essere artisti fosse sinonimo di consuni sfrenati, di alcolizzato o di tossico.


La musica è ben altro, ed essere artisti vuol dire vivere completamente per la propria passione, senza pensare ad altro.



La musica continua a cambiare, arrivando quasi alla perfezione.
Vengono aggiunti nuovi strumenti con nuove sonorità, aumentano le sezioni ritmiche.

L'esempio più classico di questa evoluzione è Carlos Santana, con i suoi ritmi latino americani.








Anche in Inghilterra la sezione ritmica diventa basilare per alcuni nuovi gruppi e anche per i molti che provenivano dagli anni sessanta come i Cream, i King Crimson e i Vanilla Fudge (nella foto accanto).









L'evoluzione di questa parte del rock si ritroverà nei gruppi del cosiddetto hard rock con i Black Sabbath, Thin Lizzy (nella foto accanto), Led Zeppelin, i Queen, Ac/Dc e i Deep Purple.




Gruppi che daranno il via al punk degli anni 80 con le sue infinite varianti, e con una musica che perderà il suo essere poesia, denuncia sociale, lotta politica.
La musica degli anni 80 e dei decenni successivi, che non tratterò in questi miei articoli, diventerà puro intrattenimento e perderà ogni contatto con la realtà.




La musica che oggi si ascolta non deve far pensare, non vuole avere nessun significato e non lo cerca, si ascolta e finisce nel giro di pochi mesi.





Se un ragazzo prende una chitarra per suonare e per cantare con un gruppo di amici, andrà, anche senza volerlo, a ritrovare i brani che si suonavano e cantavano almeno trent'anni prima.

La musica quella con la M maiuscola sembra rimasta a quegli anni, il resto è solo un ripetere all'infinito gli stessi giri e gli stessi riff, rinnovati, modernizzati, computerizzati, ma sempre quelli.

Nostalgia di un periodo?
Forse, ma è nostalgia di un momento magico, durato quarant'anni, dalla nascita del blues negli anni 30, passando per il jazz, al country, fino agli anni 70, nel quale la musica è arrivata al suo massimo possibile, non ripetibile e non riproponibile.

giovedì 20 agosto 2009

6 - I Grandi del Rock: Janis Joplin


(1943-1970) è la più grande cantante bianca di blues di sempre, e oltre ad esserne stata leggendaria interprete ne fu di fatto reincarnazione, col suo spirito tragicamente malinconico, la sua voce unica e il suo ineluttabile cupo destino.
Fu l'interprete della solitudine, la sua vita travagliata e maledetta, il suo enorme talento, il suo essere personaggio senza saperlo, hanno creato un mito che ancora oggi è molto presente.
La Joplin fu con Jimi Hendrix e Jim Morrison, tutti morti tragicamente e di droga,uno dei simboli degli anni 60, simbolo di una gioventù americana che dovette affrontare il problema dei diritti civili, il perdurante razzismo verso i neri, la guerra del Vietnam, con una voglia di cambiare che poco dopo contagiò tutto il mondo occidentale.

Una scossa benefica che sonvolse il perbenismo borghese e pose le basi dei cambiamenti musicali e non degli anni 70.
Come detto altre volte tutta questa voglia di cambiamento, che realmente aveva modificato il costume, la mentalità, le leggi, finisce con gli inizi degli anni 80, che vedono un ritorno ed un appiattimento di tutto quello che di nuovo c'era stato in quegli anni fantastici.
La musica è uno specchio della società e il seguirla non è altro, come avrete letto in tutti i miei articoli, che il seguire i cambiamenti del costume, del modo di pensare e di vivere la quotidaneità.

La Joplin aveva sempre sostenuto con forza il principio dell'uguaglianza fra bianchi e neri, anche per l' ammirazione per la musica delle sue cantanti blues preferite, e non a caso provvederà prima della sua morte ad acquistare una più dignitosa lapide per Bessie Smith, morta perchè dopo un incidente stradale, non venne soccorsa subito in quanto nera.

A venti anni si trasferisce in California ed inizia a seguire il movimento hippy nell'ideale di peace and love, tanto seguiti in quegli anni ma presto naufragati davanti ad una realtà molto più cruda.
Nel 1964 insieme al futuro chitarrista dei Jefferson Airplane Jorma Kaukonen, registra alcuni classici blues, dove in sottofondo si può sentire una macchina da scrivere (la moglie di Kaukonen stava scrivendo, da qui il titolo del bootleg: The Typewriter Tape).
Queste session vennero incise con un registratore a bobine e includevano sette brani: Typewriter Talk, Trouble In Mind, Kansas City Blues, Hesitation Blues, Nobody Knows You When You're Down And Out, Daddy, Daddy, Daddy e Long Black Train Blues.
Altre registrazioni di quei primi anni si possono trovare nella raccolta Janis, The Early Performances del 1974 e Janis del 1993, incluse le tracce What Good Can Drinkin' Do, Mary Jane e No Reason For Livin'.

Nel 1966 entra a far parte della band Big Brother and the Holding Company, un gruppo di musicisti della bay area che cercava una cantante.
Dopo diversi concerti effettuati in vari locali della California, nel giugno del 196 il gruppo partecipa al Festival di Monterey dove Janis trionfa con una indimenticabile versione di Ball and Chain cover di un famoso brano di Big Mama Thornton.
Nel 1968 incide Cheap Thrills, secondo album del gruppo,dove canta una cover di Summertime di Gershwin e Piece of my Heart.
Per Janis le porte del successo si spalancano, l'album vende moltissimo, ma insieme al successo arrivano prima le colossali sbronze a base di whisky, poi le letali droghe pesanti.
L'anno seguente si mette in proprio scegliendo un nuovo gruppo la Kozmic Blues Band con il quale pubblica l'album I Got Dem Ol'Kozmic Blues Again Mama in cui la Joplin fa mostra della propria grandezza e in alcuni brani raggiunge vette interpretative da brivido, gli splendidi Kozmic Blues,il suo testamento musicale, Try, Little Girl Blue, Maybe, Work Me Lord.

La sua ricerca di perfezione musicale,nella dinamica dell'improvvisazione, la mette sempre in conflitto con i gruppi musicali con cui suona.
Dopo l'album cambia di nuovo gruppo scegliendo la Full-Tilt Boogie Band.
L'album Pearl uscirà postumo nel gennaio 1971 ed è senz'altro il suo capolavoro,il testamento di un grande personaggio, un'artista unica, irripetibile, entrata nel mito e nella leggenda.

Il primo singolo tratto dall'album fu Me and Bobby McGee, ma vi sono altri brani di rara bellezza e intensità, come Cry Baby, Get it While you Can, Mercedes Benz, Trust Me, My Baby.

Il 4 ottobre del 1970 (seguendo di pochi giorni l'altro eroe e martire del rock Jimi Hendrix) Janis Joplin viene trovata morta nella stanza di un motel di Los Angeles, stroncata da una overdose di eroina.

Aveva solo ventisette anni.

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