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martedì 18 maggio 2010

02 - Elvis Presley

(1935-1977)
Grande personaggio,la sua presenza scenica ha avuto un impatto senza precedenti sulla cultura mondiale, ha saputo andare oltre la musica finendo per diventare una vera e propria icona della cultura popolare del XX secolo.

Le origini di Elvis sono comuni a quelle di molti americani del sud nati negli anni trenta quando ancora, soprattutto nei piccoli centri, si sentivano gli echi della grande depressione.

Elvis, contrariamente alla maggior parte della popolazione del sud, non faceva distinzioni di razza: se una cosa era bella o interessante, non importava che fosse tipica dei bianchi o dei neri e frequentava gli ambienti dell'una e dell'altra comunità.

Negli anni cinquanta le stazioni radio statunitensi erano nettamente divise tra quelle che trasmettevano esclusivamente musica bianca e quelle di musica nera, e mai un bianco avrebbe ascoltato certe emittenti, tutti tranne Elvis, che, come una spugna, assorbiva elementi di B.B.King e di Howlin' Wolf da una parte, e elementi di Bill Monroe e Eddy Arnold dall'altra.
Il suo inizio è casuale, si reca alla Sun per registrare un brano che voleva fare per regalo alla madre e per caso viene ascoltato da Sam Philips.

Il produttore ne rimane stupito, aveva trovato quello che andava cercando da anni: un ragazzo bianco che cantasse con la stessa intensità di uno di colore.

I primi dischi, che Elvis fece per la Sun, sono storia del rock: Blue Moon Of Kentucky, Good Rockin' Tonight, Baby Let's Play House, e catapultarono il giovane Elvis tra le stelle della musica del sud.

In questi primi tempi, la musica proposta da Elvis era così nuova che gli ascoltatori telefonavano alle radio per chiedere chi fosse quel nero che cantava canzoni country oppure chi fosse quel bianco che cantava pezzi blues.


Diventa un fenomeno nazionale, l'opinione pubblica benpensante si scandalizza per il suo modo di fare spettacolo, ma i giovani sia bianchi che neri ne sono subito conquistati.
La musica è cambiata, è nato il rock.

Incide uno dopo l'altro brani che vendono milioni di dischi: Heartbreak Hotel, Jailhouse Rock, Hound Dog, Love Me Tender sono solo alcuni dei successi che gli valgono l'appellativo che, ancora oggi, tutti gli riconoscono: re del rock and roll.

Hollywood non aspetta e decide di sfruttare il fenomeno, fra il 56 eil 58 interpreta 4 film, belli e di gran successo.

Nel 1958 la favola però sembra finita, Elvis viene chiamato per il servizio militare, costretto per due anni a stare lontano dalle scene.

Al suo ritorno nel 1960 le nuove band, figlie della sua musica, hanno ormai invaso il mercato e i ragazzi hanno nuovi idoli come i Beatles e i Rolling Stones, e nonostante continui ad incidere dischi interessanti, non riesce più a vendere come un tempo.
Ma l'industria dello spettacolo non può perdere la sua gallina dalle uova d'oro e in otto anni Elvis interpreta ben 29 film dei quali solo tre o quattro validi, gli altri vengono girati in due settimane con trame sciocche e canzoni, spesso scadenti, ma riescono ad incassare bene e solo questo conta.

Elvis non riuscirà mai a difendersi dal music business che lo stritola e pretende sempre di più, diventa senza rendersene conto parte di un ingranaggio che deve portare solo profitto e dal quale è molto difficile uscire.
Inizia ad assumere anfetamine e a fare uso di ansiolitici e sonniferi per reggere il peso di continue serate, di apparizioni in televisione, di film continui, di assalti senza tregua dei fans che non gli danno neanche il tempo di rilassarsi un attimo, costretto a stare sempre sulla ribalta.

Nel 1968 Elvis ha 33 anni, è stanco di fare film di poco conto e vuole tornare a fare musica di qualità.

L'occasione è uno special in televisione dove finalmente riesce a dare sfogo alla grinta che aveva dovuto reprimere negli anni dei film, regala al pubblico americano uno spettacolo entrato nella storia della televisione.

Decide di ritornare a Memphis e di chiudersi in studio per una session di registrazione.

Il frutto di questo lavoro sono due album acclamatissimi da critica e pubblico, Back In Memphis e From Elvis In Memphis, con canzoni entrate nella storia come In The Ghetto e Suspicious Minds.


Elvis inizia il nuovo decennio deciso a voler recuperare tutti gli anni perduti lontano dal pubblico e nell'arco di sette anni, fra il 70 e il 76 si esibisce in quasi un migliaio di concerti, ad una media di uno ogni due giorni e mezzo circa, anche due o tre nello stesso giorno.

Nel 1973 lo show Elvis: Aloha From Hawaii viene trasmesso in TV via satellite ad un pubblico stimato in oltre un miliardo di telespettatori in quaranta paesi.




La frenetica attività contribuisce però ad aumentare la sua assuefazione ai medicinali che utilizza per reggere e poi per riposarsi, sostanze più o meno proibite che prende continuamente.

Inizia a consumare droghe leggere e alcool.




Non ha tempo da dedicare allo studio di registrazione, e così sono numerosi, anche a scapito della qualità, gli album registrati dal vivo.
Fra tutti Aloha From Hawaii Via Satellite del 1973 primo disco quadrifonico a diventare un million seller.

La produzione discografica complessiva è comunque enorme, si possono ricordare Elvis Country del 1971 e He Touched Me del 1972, e più tardi Promised Land e Today entrambi del 1975.


I maggiori successi da classifica come singoli nel periodo sono: Kentucky Rain del 1970, The Wonder Of You del 1970, There Goes My Everything del 1971, Burning Love del 1972, Steamroller Blues del 1973, Promised Land del 1974, My Boy del 1975, T-R-O-U-B-L-E del 1975 e Moody Blue del 1977.



A solo 40 anni il suo fisico è distrutto e inizia a cedere allo stress, per reggere aumenta a dismisura il consumo di barbiturici e anfetamine che diventano suoi compagni di tutte le ore del giorno e della notte.
La situazione purtroppo precipita, sono frequenti i ricoveri in ospedale.
Una alimentazione disordinata lo porta ad ingrassare vistosamente e a sottoporsi a feroci diete dimagranti a base di medicinali sempre più forti.


Muore nel 1977 a Memphis per un infarto a solo 42 anni.

La sua casa di Graceland è diventata un museo, un santuario del rock, ancora oggi meta di pellegrinaggio da parte di fans provenienti da tutto il mondo ed è la seconda casa più famosa degli Stati Uniti dopo la Casa Bianca.


Il suo mito, la sua leggenda, sono rimaste intatte, il suo nome, la sua vita sfortunata, esempio di come il successo e il music business possono uccidere.

L'industria che pensa solo al suo profitto e che stritola tutto, senza alcun rispetto per l'uomo e per l'artista.

martedì 11 maggio 2010

Rockabilly e Rock and Roll


Rockabilly

Il Rockabilly si sviluppa nei primi anni cinquanta ed è una delle prime forme di rock and roll, una fusione tra blues, R&B e country che nasce, come tutta la musica moderna, nel Sud degli Stati Uniti dalla musica popolare afroamericana.




Le prime registrazioni sono della fine degli anni 40 con Bob Willis che suona un country western con chitarra elettrica e una big band jazz, ma già nel 38 con la nascita del boogie woogie di Meade Lux Lewis diversi artisti country come i Maddox Brothers and Rose, suonavano un country diverso chiamato hillbilly boogie.

Bill Monroe, padre del bluegrass, uno stile del country, incideva nei primi anni 50 brani che erano una chiara anticipazione del nuovo genere musicale.

Il Rockabilly veniva suonato prevalentemente da musicisti bianchi con chitarra semiacustica o elettrica, contrabbasso e batteria.

I sostenitori del Rockabilly e del relativo abbigliamento, tutti rigorosamente bianchi, erano conosciuti come rockabillies, o billys,il taglio di capelli è solitamente il pomp, sostenuto da abbondanti dosi di grease, molto popolare negli anni cinquanta, utilizzato da artisti come Buddy Holly, Jerry Lee Lewis e Elvis Presley.


I vestiti riflettevano lo stile dei musicisti dell'epoca i pantaloni, magliette colorate, cappotti col bavero alzato, una scarpa particolare usata negli anni cinquanta chiamata brothel creeper.

Naturalmente i jeans erano Levi's (501 e 505) e altri articoli casual erano parte del guardaroba, come t-shirt bianche e giacche in pelle nera da moto.


I rockabillies avevano molti elementi in comune con altri movimenti giovanili dell'epoca come i greaser e i teddy boys: tutti avevano una passione per le Cadillac, le Harley Davidson,il vestire ricercato e una voglia di ribellione ancora molto blanda ma molto sentita, che sarà l'anticipo dei cambiamenti della fine degli anni 60.

Fra gli artisti: Johnny Burnette (prima foto), Eddie Crochan (seconda foto), Buddy Holly (terza foto), Carl Perkins, Gene Vincent.


Rock and Roll

Il rock and roll (scritto anche rock'n'roll oppure R&R) nasce negli USA negli anni cinquanta.

Nasce come musica da ballo, nasce dal boogie woogie, un ballo di origine afro americana molto diffuso nell'immediato dopoguerra.

Al rock'n'roll si possono ricondurre una grande quantità di generi, oggi spesso indicati con l'espressione abbreviata di rock.


La formazione classica di una band di rock'n'roll comprende: la voce (spesso anche con armonizzazioni vocali o cori), una o due chiarre elettriche (spesso una ritmica l'altra solista) e una decisa sezione ritmica con basso e batteria.

In questo quartetto base si inseriscono spesso altri strumenti come il pianoforte e il sassofono.


Il primo rock and roll, un insieme di blues,boogie woogie, jazz e rythm and blues, nasce con Chuck Berry (nella prima foto) che inventa la scala pentatonica "double step".
La scala di Berry è la base di tutta la tecnica chitarristica moderna, e le sue canzoni furono le prime ad avere la chitarra come strumento principale.

Prima di lui Roy Brown (nella foto accanto) usò il termine rocking nella sua canzone Good Rocking Tonight dove la parola riferita al ballo era in effetti una neanche tanto nascosta allusione al sesso.

Dopo il successo di Good Rocking Tonight, altri cantanti di rhythm and blues usarono titoli simili durante la seconda metà degli anni quaranta, compresa una canzone intitolata proprio Rock and Roll, registrata da Will Bill Moore nel 1949.

Queste canzoni erano riservate a un pubblico afroamericano (race music era il nome che veniva usato nell'industria discografica) e non erano conosciute dal grande pubblico bianco.


Nel 1951 il dj Alan Freed iniziò a suonare questo tipo di musica e generalmente si attribuisce a lui l'espressione rock and roll per descrivere la musica che trasmetteva.

La prima registrazione di rock and roll fu Rocket 88 di Jackie Brenston (scritta dal diciannovenne Ike Turner) e registrata da Sam Phillips per la Sun nel 1951.



Altre registrazioni dello stesso periodo si contendono il primato con titoli di maggior successo presso il pubblico bianco, come Maybellene di Chuck Berry o Rock Around the Clock di Bill Haley.
Fats Domino comunque già nel 1949 incideva brani blues simili a quello che successivamente sarebbe stato chiamato rock'n'roll.

Il rock'n'roll diventa quello che conosciamo con l'ingresso dei bianchi.
Chuck Berry rimane una figura centrale, il suo sforzo nella dizione e la sua attitudine a raccontare storie lo rendono gradito anche al pubblico bianco.

Altra figura fondamentale è Elvis Presley (nella foto accanto) anche se le sue prime registrazioni risalgono solo al 1954 è lui il bianco che canta come un nero e riesce così pienamente a centrare la vera natura di una musica che nasce dal blues, dal gospel e dal country, con testi pieni di allusioni sessuali e pronta per i balli più scatenati.


Elvis e Chuck Berry (nella foto accanto) avvicinano i due mondi, per la prima volta una musica è ascoltata indistintamente dai bianchi e dai neri, l'industria discografica si appropria della musica popolare afroamericana e la trasforma in un business.

Finiscono gli anni dell'aphartheid, con i locali solo per bianchi e locali solo per neri, case discografiche per bianchi e case discografiche per neri.


Finisce a danno dei neri che si vedono espropriare della loro musica senza, nella maggior parte dei casi, trarne i benefici.


Tutta la musica che oggi ascoltiamo nasce dalla musica popolare afroamericana, dai canti degli schiavi nelle piantagioni di cotone, dai primi blues, prime vere canzoni di protesta.

In tutta la storia della musica si ripete sempre la stessa situazione, dal blues al jazz, dal boogie woogie al rythm and blues, il passaggio ai bianchi trasforma il dixieland in swing, il boogie e il rhythm and blues in rockabilly e rock and roll.


L'industria lo rende appetiblle al pubblico bianco che compra i dischi e lo trasforma in fenomeno mondiale.

Fra gli artisti: Little Richard, Jerry Lee Lewis (quarta foto), Elvis Presley, Chuck Berry, Bo Diddley, Bill Haley(seconda foto), Buddy Holly, Johnnie Johnson, Carl Perkins (settima foto), Gene Vincent (prima foto), Roy Orbison.

martedì 16 giugno 2009

2 - I Grandi del Rock and Roll:Elvis Presley


(1935-1977) È stato uno dei più celebri musicisti rock and roll di tutti i tempi.
La sua presenza scenica, pressoché inimitabile se non da pochi eletti come i Beatles o Frank Sinatra, ha avuto un impatto sulla cultura mondiale senza precedenti, ha saputo andare oltre la musica finendo per diventare una vera e propria icona della cultura pop del XX secolo ( e questo nonostante non si mai esibito fuori degli USA).
Tra gli altri soprannomi con il quale era conosciuto vi sono The Hillbilly Cat, con il quale iniziò la sua carriera, ed Elvis the Pelvis, per il suo esuberante stile di esibizione caratterizzato da bruschi ed ammiccanti ondeggiamenti del bacino.
Le origini di Elvis sono comuni a quelle di molti americani del sud nati negli anni trenta quando ancora, soprattutto nei piccoli centri, si sentivano gli echi della grande depressione.
Elvis, contrariamente alla maggior parte della popolazione del sud, non faceva distinzioni di razza: se una cosa era bella o interessante, non importava che fosse tipica dei bianchi o dei neri e frequentava gli ambienti dell'una e dell'altra comunità.
Negli anni cinquanta le stazioni radio statunitensi erano nettamente divise tra quelle che trasmettevano esclusivamente musica bianca e quelle di musica nera, e mai un bianco avrebbe ascoltato certe emittenti, tutti tranne Elvis, che, come una spugna, assorbiva elementi di B.B.King e di Howlin' Wolf da una parte, e elementi di Bill Monroe e Eddy Arnold dall'altra.
Il suo inizio è casuale, si reca alla Sun per registrare un brano che voleva fare per regalo alla madre e per caso viene ascoltato da Sam Philips.
Il produttore ne rimane stupito, aveva trovato quello che andava cercando da anni: un ragazzo bianco che cantasse con la stessa intensità di uno di colore.
I primi dischi, che Elvis fece per la Sun, sono storia del rock: Blue Moon Of Kentucky, Good Rockin' Tonight, Baby Let's Play House, e catapultarono il giovane Elvis tra le stelle della musica del sud.
In questi primi tempi, la musica proposta da Elvis era così nuova che gli ascoltatori telefonavano alle radio per chiedere chi fosse quel nero che cantava canzoni country oppure chi fosse quel bianco che cantava pezzi blues.
Nel frattempo il fenomeno era diventato così grande che Philips cede al contratto al ad un altro produttore il Colonnello Parker che seguì Elvis fino alla sua fine.
Parker, intuite le potenzialità del suo assistito, fece esibire Elvis alla televisione nazionale.
L'opinione pubblica si scandalizzò sia della musica che delle sue movenze selvagge, ma i ragazzi ne furono conquistati e da allora è cambiata la musica ed il modo di fare musica.
Heartbreak Hotel, Jailhouse Rock, Hound Dog, Love Me Tender sono solo alcuni dei successi discografici che valsero l'appellativo che, ancora oggi, tutti gli riconoscono: re del rock and roll.
Hollywood non aspettò e decise di sfruttare il fenomeno, fra il 56 eil 58 Presley interpretò 4 film.
Nel 1958 la favola sembrava finita, Elvis fu chiamato per il servizio militare, sarebbe stato lontano dalle scene per ben due anni.
Al suo ritorno nel 1960 le nuove band, figlie della sua musica, avevano ormai invaso il mercato e i ragazzi avevano nuovi idoli musicali come i Beatles e i Rolling Stones.
Nonostante Presley continuasse a incidere dischi interessanti, non vendeva più come un tempo e il colonnello decise di sfruttare il molto remunerativo filone cinematografico.
In otto anni Elvis interpretò ben 29 film dei quali solo tre o quattro validi.
Gli altri erano tutti film girati in due settimane con trame sciocche e canzoni, spesso, scadenti, ma incassavano e incassavano bene.
Nel 1968 Elvis aveva 33 anni, era stanco di fare film di poco conto, voleva tornare a fare ciò che sapeva fare meglio e che gli piaceva di più: la musica.
Il colonnello organizzò uno special televisivo natalizio per la NBC.
Elvis si presentò nella migliore forma di sempre, vestito di pelle nera e dando sfogo alla grinta che aveva dovuto reprimere negli anni dei film, regalando al pubblico americano uno spettacolo entrato nella storia della televisione.
L'incredibile successo dello show rinnovò in Elvis il desiderio di fare musica di qualità.
Decise così di ritornare a Memphis e di chiudersi in studio per una session di registrazione.
Il frutto di questo lavoro furono due album acclamatissimi da critica e pubblico, Back In Memphis e From Elvis In Memphis, con canzoni entrate nella storia come In The Ghetto e Suspicious Minds.
Elvis iniziò il nuovo decennio deciso a voler recuperare tutti gli anni perduti lontano dal pubblico e nell'arco di sette anni, fra il 70 eil 76 si esibì in quasi un migliaio di concerti, ad una media di uno ogni due giorni e mezzo circa, anche due o tre nello stesso giorno.
Il momento clou di tutta l'attività concertistica del decennio ebbe luogo nel 1973 quando lo show Elvis: Aloha from Hawaii venne trasmesso in TV via satellite ad un pubblico stimato in oltre un miliardo di telespettatori in quaranta paesi, più di coloro che assistettero alla camminata sulla luna di Neil Armstrong.

La frenetica attività lasciava poco tempo da dedicare allo studio di registrazione, e così furono numerosi, anche a scapito della qualità, gli album registrati dal vivo.
Fra tutti Aloha From Hawaii Via Satellite del 1973 primo disco quadrifonico a diventare un million seller.
La produzione discografica complessiva fu comunque enorme, si possono ricordare Elvis Country del 1971 e He Touched Me del 1972, e più tardi Promised Land e Today entrambi del 1975.
I maggiori successi da classifica come singoli, nel periodo furono: Kentucky Rain del 1970, The Wonder Of You del 1970, There Goes My Everything del 1971, Burning Love del 1972, Steamroller Blues del 1973, Promised Land del 1974, My Boy del 1975, T-R-O-U-B-L-E del 1975 e Moody Blue del 1977.

A solo 40 anni il suo fisico iniziò a cedere allo stress, per reggere aumentò il consumo di barbiturici e anfetamine che diventarono suoi compagni di tutte le ore del giorno e della notte.
La cosa non fu senza conseguenze, frequenti furono i ricoveri in ospedale, una alimentazione disordinata lo portò ad ingrassare vistosamente e a sottoporsi a feroci diete dimagranti a base di medicinali sempre più forti.
Muore nel 1977 a Memphis per un infarto.
Ancora oggi, dopo 30 anni dalla sua morte, la sua dimora di Graceland a Memphis è meta di pellegrinaggio da parte di fans provenienti da tutto il pianeta ed è la seconda casa più famosa degli Stati Uniti d'America, dopo la Casa Bianca.

domenica 14 giugno 2009

Il Rock and Roll:nascita ed evoluzione

Il rock and roll (scritto anche rock'n'roll oppure R&R) nasce negli USA negli anni cinquanta.
Letteralmente "rock and roll" può essere tradotto con "ondeggia e ruota", e infatti nasce innanzitutto come "musica da ballare", una danza derivata dal boogie woogie, ballo di origine afro-americana molto diffuso nell'immediato dopoguerra.
Al rock'n'roll si possono ricondurre una grande quantità di generi, oggi spesso indicati con l'espressione abbreviata rock.

La formazione classica di una band di rock'n'roll comprende: la voce (spesso anche con armonizzazioni vocali o cori), una o due chiarre elettriche (spesso una ritmica l'altra solista) e una decisa sezione ritmica con basso e batteria.
In questo quartetto base si inseriscono spesso altri strumenti come il pianoforte e il sassofono.

Il primo rock and roll, un insieme di blues,boogie woogie, jazz e rythm and blues, nasce con Chuck Berry che inventa la scala pentatonica "double step".
La scala di Berry è la base di tutta la tecnica chitarristica moderna, e le sue canzoni furono le prime ad avere la chitarra come strumento principale.

Prima di lui Roy Brown usò il termine rocking nella sua canzone Good Rocking Tonight dove la parola riferita al ballo era in effetti una neanche tanto nascosta allusione al sesso.
Dopo il successo di Good Rocking Tonight, altri cantanti di rhythm and blues usarono titoli simili durante la seconda metà degli anni quaranta, compresa una canzone intitolata proprio Rock and Roll, registrata da Will Bill Moore nel 1949.
Queste canzoni erano riservate a un pubblico afroamericano (race music era il nome che veniva usato nell'industria discografica) e non erano conosciute dal grande pubblico bianco.
Nel 1951 il dj Alan Freed iniziò a suonare questo tipo di musica e generalmente si attribuisce a lui l'espressione rock and roll per descrivere la musica che trasmetteva.
Il termine, con le sue allusioni al ballo, al sesso e al suono della musica, fece breccia anche tra chi non ne coglieva tutti i significati.
La prima registrazione di rock and roll fu Rocket 88 di Jackie Brenston (scritta dal diciannovenne Ike Turner) e registrata da Sam Phillips per la Sun nel 1951.
Altre registrazioni dello stesso periodo si contendono il primato con titoli di maggior successo presso il pubblico bianco, come Maybellene di Chuck Berry o Rock Around the Clock di Bill Haley.
Fats Domino comunque già nel 1949 incideva brani blues simili a quello che successivamente sarebbe stato chiamato rock'n'roll.
Per una vera definizione di rock'n'roll va considerato l'ingresso dei bianchi, come fruitori o come autori, è per questo motivo Chuck Berry è così importante: il suo sforzo nella dizione e la sua attitudine a raccontare storie attraverso le canzoni lo rendono gradito anche al pubblico bianco.
Soprattutto, in quest'ottica, è inevitabile considerare importante Elvis Presley anche se le sue prime registrazioni risalgono solo al 1954 è nella sua figura che la componente del rock'n'roll, fatta di musica blues, gospel, country ma anche di allusioni sessuali e attitudine al ballo scatenato, ma soprattutto di bianco e di nero, si manifesta pienamente.
Elvis e Chuck Berry avvicinano i due mondi, per la prima volta una musica è ascoltata indistintamente dai bianchi e dai neri, l'industria discografica si appropria della musica popolare afroamericana e la trasforma in un business.
Finiscono gli anni dell'aphartheid, con i locali solo per bianchi e locali solo per neri, case discografiche per bianchi e case discografiche per neri.
Finisce a danno dei neri che si vedono espropriare della loro musica senza, nella maggior parte dei casi, trarne i benefici.
Tutta la musica che oggi ascoltiamo nasce dalla musica popolare afroamericana, dai canti degli schiavi nelle piantagioni di cotone, dai primi blues, prime vere canzoni di protesta.
In tutta la storia della musica si ripete sempre la stessa situazione, dal blues al jazz, dal boogie woogie al rythm and blues, il passaggio ai bianchi trasforma il dixieland in swing, il boogie e il rhythm and blues in rockabilly e rock and roll.
L'industria lo rende appetiblle al pubblico bianco che compra i dischi e lo trasforma in fenomeno mondiale.

sabato 13 giugno 2009

Il Rockabilly:nascita ed evoluzione

Il Rockabilly si sviluppa nei primi anni cinquanta ed è una delle prime forme di rock and roll, una fusione tra blues, R&B e country che nasce, come tutta la musica moderna, nel Sud degli Stati Uniti dalla musica popolare afroamericana.
Le prime registrazioni sono della fine degli anni 40 con Bob Willis che suona un country western con chitarra elettrica e una big band jazz, ma già nel 38 con la nascita del boogie woogie di Meade Lux Lewis diversi artisti country come i Maddox Brothers and Rose, suonavano un country diverso chiamato hillbilly boogie.
Bill Monroe, padre del bluegrass, uno stile del country, incideva nei primi anni 50 brani che erano una chiara anticipazione del nuovo genere musicale.
Il Rockabilly veniva suonato prevalentemente da musicisti bianchi con chitarra semiacustica o elettrica, contrabbasso e batteria.
I sostenitori del Rockabilly e del relativo abbigliamento, erano conosciuti come rockabillies, o billys,il taglio di capelli è solitamente il pomp, sostenuto da abbondanti dosi di grease, molto popolare negli anni cinquanta, utilizzato da artisti come Buddy Holly, Jerry Lee Lewis e Elvis Presley.
I vestiti riflettevano lo stile dei musicisti dell'epoca i pantaloni, magliette colorate, cappotti col bavero alzato, una scarpa particolare usata negli anni cinquanta chiamata brothel creeper.
Naturalmente i jeans erano Levi's (501 e 505) e altri articoli casual erano parte del guardaroba, come t-shirt bianche e giacche in pelle nera da moto.
Riguardo all'abbigliamento, i rockabillies avevano molti elementi in comune con altri movimenti giovanili dell'epoca come i greaser e i teddy boys.
Tutti avevano una passione per le Cadillac, le Harley Davidson,il vestire ricercato e una voglia di ribellione ancora molto blanda ma molto sentita, che sarà l'anticipo dei cambiamenti della fine degli anni 60.

Fra gli artisti: Johnny Burnette, Eddie Crochan, Buddy Holly, Carl Perkins, Gene Vincent.

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