Visualizzazione post con etichetta peter gabriel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta peter gabriel. Mostra tutti i post

domenica 24 luglio 2011

I Grandi del Blues: 47 Charles Brown - 48 Holmes Brothers



47 - Charles Brown


(1922 – 1999), pianista dallo stile soft e delicato, protagonista del blues club style negli anni 40 e 50.

Vive un periodo di grande successo con hits come Driftin' Blues e Merry Christmas Baby.

Inizia a suonare da giovanissimo nei night club di Los Angeles.



Lo stile piano blues club,caratterizzato da bassi leggeri e da una melodia realizzata con la mano destra,diventa popolare grazie alle ballate jazz di Nat King Cole.

Charles suona con il gruppo di Johnny Moore's Three Blazers con grande successo in tutti i locali della zona.
Inizia ad incidere con la Aladdin nel 1945 e realizza il suo più grande successo Driftin' Blues, a cui seguono altre hits come Get Yourself Another Fool, Black Night, Hard Times e Trouble Blues.


Verso la fine degli anni 50 però viene travolto dall'ondata della nuova musica, quel rock and roll troppo lontano dalla sua musica pacata e dolce.

Non riesce più a mantenere il successo dei primi anni.
Nel 1960 incide un buon successo Please Come Home for Christmas, ma poi per tutti gli anni 60, 70 e 80 lavora saltuariamente senza incidere nulla.
Alla fine degli anni 80 viene riscoperto grazie a Bonnie Raitt e riprende a suonare e a fare concerti.
Fino alla sua morte suona con il chitarrista Danny Caron e rinnova i successi del suo periodo d'oro.



48 - Holmes Brothers


Un gruppo unico con un sound molto personale che nasce da un mix di blues, gospel,
soul, R&B e country.


Un gruppo formato da Sherman Holmes al basso, suo fratello Wendell alla chitarra e Popsy Dixon alla batteria, tre artisti che non hanno mai cercato il successo e senza mai seguire le mode o i gusti del pubblico hanno creato come già detto un loro sound personale e molto particolare.
Veri artisti che uniscono ad un grande talento strumentale un favoloso lavoro vocale: Wendell ha la voce roca e grave, Popsy il falsetto e Sherman la voce bassa e rimbombante, le loro voci s'intrecciano in un blues assolutamene da ascoltare.

Sherman e Wendell da ragazzi, prendevano lezioni di musica e ascoltavano alla radio il blues di B.B. King e Jimmy Reed, la musica gospel e il country di Hank Williams e Gene Autry.
Si trasferiscono presto a New York e per tutti gli anni '60 e '70 suonano in gruppi diversi.


Nel 1979 incontrarono Dixon, che aveva avuto esperienze musicali simili ma più influenzato dal gospel.



Nascono gli Holmes Brothers.

Iniziano a suonare nel 1979 ma solo nel 1990 dopo una lunga gavetta incidono il loro primo album In The Spirit un album accolto in modo entusiastico sia dalla critica che dal pubblico.
Salutati come la più grande scoperta nel campo del blues moderno, arrivano al successo dopo anni di serate nei bar e nei locali di New York.
Nel 1991 Where It's At sempre con grande successo in tutto il mondo.

Nel 1992 incontrano Peter Gabriel ed incidono Jubilation, una straordinaria raccolta di inni e spistuals tradizionali e originali.
Nel 1993 Soul Street, nel 1996 Lotto Land e Promised Land.
Nel 2001 uno stupendo Speaking In Tongues.
Nel 2004 un altro capolavoro Simple Truths e nel 2007 State of Grace.

L'ultimo lavoro è del 2010 un fantastico Feed My Soul.

La favola ancora continua, sono ancora attivi oggi più che settantenni e sempre restando fedeli alle loro radici e al loro modo di essere, hanno raggiunto un inaspettato successo planetario.

Un gruppo straordinario di artisti, artisti veri, come forse oggi è molto difficile incontrare, artisti che con la loro umiltà e modestia riescono ad incantare le platee di tutto il mondo, forti di un talento vero e non precostruto.

Da ascoltare attentamente.


Discografia

1990 - In The Spirit
1991 - Where It's At
1992 - Jubilation
1993 - Soul Street
1996 - Lotto Land
1996 - Promised Land
2001 - Speaking In Tongues
2002 - Righteous - The Essential Collection
2004 - Simple Truths
2007 - State of Grace
2010 - Feed My Soul

sabato 18 dicembre 2010

I Grandi del Rock: 09 - Joni Mitchell




Roberta Joan Anderson nasce nel 1943 cantautrice e pittrice canadese, una delle artiste più importanti della storia della musica contemporanea.

A 12 anni inzia a dipingere e a scrivere poesie,acquista un ukelele (piccola chitarra a 4 corde di origine hawaiana) e suona alle feste e nei locali di Saskatoon, città dove abita con la famiglia.





Nel 1964 lascia il college per trasferirsi a Toronto e diventare una cantante folk, trova lavoro come commessa e frequenta le coffee house, in quegli anni fulcro della musica folk canadese e non solo,conosce Neil Young e Leonard Cohen, ancora sconosciuti e come lei in cerca di fortuna.

L'anno dopo partorisce una bambina, che sarà costretta ad affidare in adozione,e conosce Chuck Mitchell con il quale forma un duo folk.



Si trasferiscono a Detoit e finalmente comincia a lavorare suonando nei locali della città e nel 1966 partecipa al Newport Folk Festival dove ottiene uno strepitoso successo.

L'anno dopo si separa da Chuck e si trasferisce a New York per iniziare una carriera da solista.



Arriva l'affermazione nazionale come autrice, George Hamilton V incide la sua Urge For Going che diventa una hit.
Altri cantanti folk chiedono i suoi brani, che vengono incisi sempre con successo, fra tutti Judy Collins.

Nel 68 conosce David Crosby, che convince la Reprise Record ad affidare a Joni la realizzazione di un album totalmente acustico.
L'album Song To A Seagull esce lo stesso anno e diventa un buon successo, Judy Collins incide la sua Both Sides Now che diventa una hit.

L'anno dopo esce Clouds dove si riappropria di brani già incisi da altri, come Now e Chelsea Morning.



Si trasferisce a Los Angeles con Graham Nash e scrive Woodstock, brano che diventa un vero e proprio simbolo del movimento hippie (anche se non aveva partecipato al famoso concerto).

Nel 70 esce Ladies Of The Canyon con il quale vince il suo primo disco d'oro, con brani famosi come Big Yellow Taxi e The Circle Game.

L'anno dopo esce Blue dove l'artista esce dall'immagine di icona hippie con un album molto intimista più consono al suo essere artista.


Nel 72 con For The Roses la sua musica acquista sonorità diverse, esce dal folk per entrare in un'ottica più pop e rock.

Nel 1974 esce Court and Spark, album molto bello da cui vengono tratti i singoli Raised On Robbery e Help Me.

Dopo alcuni album non accolti molto bene, dove Joni cerca una musica che corrisponda esattamente ai suoi testi,nel 1976 esce Hejra dove inzia a collaborare con il bassista jazz Jaco Pastorius.

Nel 77 esce Don Juan's Reckless Daughter, un album stupendo dove è accentuata l'impronta jazz e dove partecipa oltre a Jaco, il batterista Don Alias e il sassofonista Wayne Shorter.

Un album da ascoltare dove fra tutti eccele il brano Paprika Plains.

Nel 1978 il grande jazzista Charles Mingus la contatta e gli fa pervenire 6 brani
su cui Joni deve scrivere i testi, ma dopo un anno di collaborazione Mingus muore senza vedere l'album completato.

Nel 1979 esce Mingus, un album complesso e difficile che non ha avuto subito un riscontro commerciale, l'unico album a non aver venduto almeno 500.000 copie.

Nel 1982 esce Wild Things Run Fast, un album molto fresco e orecchiabile con il singolo You're So Square (Baby I Don't Care) cover di Elvis Presley.

Nel 1985 con l'album Dog Eat Dog inizia la sperimentazione elettronica con la collaborazione di Dolby al sintetizzatore, ma l'album è un flop.

Nel 1988 esce Chalk Mark in A Rainstorm dove all'uso dell'elettronica si aggiunge la collaborazione di Peter Gabriel, stavolta è un buon successo di pubblico e critica e il singolo My Secret Place, duetto con Gabriel, ottiene un buon numero di passaggi radiofonici.


Nel 1991 esce,sempre con la collaborazione del marito,il bassista e tecnico del suono Larry Klein, un album di grande successo Night Ride Home.


Joni ritorna alla chitarra acustica e il singolo che ne segue Come In From The Cold diventa una hit.

Nel 1998 un altro grande successo con Taming The Tiger,domare la tigre e si riferisce alle sue difficoltà a rapportarsi con il music business, che non ha mai accettato e che è sempre stato causa delle sue intenzioni di abbandonare la musica per dedicarsi solo alla pittura.

Sono anni di grande successo anche personali, ha una nuova relazione con il cantautore canadese Don Freed e rintraccia sua figlia Kilauren,abbandonata ad inizio carriera e andata in adozione.

Taming The Tiger è il suo ultimo albun in studio,nel 2000 esce Both Sides Now, una reiterpretazione orchestrale di classici del jazz con due sue composizioni originali Both Sides Now e A Case Of You.

Nel 2002 Travelogue e nel 2007 Shine, entrambi rielaborazioni sempre in chiave orchestrale di suoi brani di successo.

Grande autrice e donna estremamente colta, è sempre stata alla ricerca di una musica che rispondesse al meglio ai suoi testi, vere poesie molto belle e ricercate.
Donna di grande successo, una delle icone della musica e della cultura moderna.

martedì 14 luglio 2009

3 - Il Rock Anni 70:storia di un decennio magico


Il Rock Progressivo


Nel frattempo a Londra si affacciavano personaggi come Arthur Brown, Pink Floyd e Soft Machine che cominciarono ad introdurre nella musica rock nuove atmosfere e musicisti pronti a spaziare in melodie musicalmente più complesse rispetto a quelle del rock primitivo che basava la sua musica sullo schema voce-chitarra-basso elettrico e batteria. L'introduzione delle tastiere ebbe un ruolo fondamentale in questo cambia-mento di rotta, anche se il rock duro rimase alla base di molti grandi gruppi, un esempio per tutti i Led Zeppelin.





In quegli anni la musica prese una strada che sconvolse il modo di fare rock:il tastierista Keith Emerson esibì un modo nuovo di usare gli strumenti classici come il pianoforte miscelando sonorità rock con quelle del ragtime, del jazz e della musica classica (famosa in questo senso la versione del Blue Rondò a La Turk di Bach).





Gli anni settanta furono unici anche per le sperimentazioni, i generi più disparati come il country, la classica, il jazz, il blues si fusero con il rock, in nuove sonorità e con nuove strumentazioni.

Alla base di questa rivoluzione fu coinvolta anche la tecnologia che nel frattempo aveva introdotto nella musica strumenti come il sintetizzatore, il moog, il mellotron che ebbero una grossa influenza sui tastieristi e aprirono la stagione del progressive.
La maggior parte dei musicisti ormai provenivano dai conservatori, le melodie e le strutture dei brani si andavano raffinando e venivano inseriti strumenti come il flauto, il sassofono, il contrabasso e il clarinetto.

Fra i gruppi che si distinsero nel progressive vanno citati, oltre ai Pink Floyd, gli Yes e i Soft Machine, i King Crimson, i Gentle Giant, i Traffic, i Van der Graaf Generator.

Anche la parte vocale, prendendo spunto dai coretti stile Beatles utilizzava l'intreccio armonico con voci nere (come quella di Mick Jagger dei Rolling Stones o di Eric Burdon degli Animals), e divenne nei nuovi gruppi inglesi una componente primaria della struttura dei vari brani musicali.

Nascono grandi vocalist come Peter Hammill dei Van der Graaf,Steve Windwood dei Traffic e Greg Lake prima cantante-bassista dei King Crimson poi passato nel supergruppo degli Emerson, Lake & Palmer.

Un discorso a parte meritano i Genesis e i Jethro Tull sia per la particolarità della loro musica e sia per l'importanza che hanno avuto nella crescita del rock inglese e non solo.

I Genesis, per la prima volta portano in scena scenografie complesse e visionarie, l'inserimento di una voce come quella di Peter Gabriel e delle tastiere di Tony Banks fanno di questo gruppo un grosso punto di riferimento del progressive inglese.
Peter Gabriel lascerà nel 1976 e verrà sostituito da Phil Collins, già batterista del gruppo fin dai suoi esordi.

I Jethro Tull seguivano il carisma particolare del flautista-cantante Ian Anderson che inserì a tutti gli effetti il flauto nella musica rock, suonato alla maniera jazz come ad esempio nel brano Locomotive Breath o alla maniera classica come in Bourèe, una variazione/invenzione sul movimento di una suite di Johann Sebastian Bach.
Ian Anderson è un polistrumentista eccezionale, suona chitarra, basso, sassofono, organo hammond e violino,sempre molto attento alla realtà, scrive i suoi brani affrontando in modo diretto e spesso corrosivo, temi religiosi, politici e morali.
Una vera icona del rock e della musica tutta, dal jazz alla musica classica.

Archivio blog