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domenica 9 maggio 2010

Rythm and Blues, Soul e Funk

La musica popolare afro americana si evolve in modo diverso, non diventa rock e pop, generi che rimangono essenzialmente suonati e rivolti ad un pubblico bianco, ma rimane fedele alle sue tradizioni, rimane blues e jazz, rimane più defilata rispetto alle grandi trasformazioni volute e gestite dal music business.

Il nero vuole ritmo e ballabilità, il bianco segue più testi e melodie.
Le canzoni impegnate, la musica di protesta degli anni 60 sono assolutamente bianche, d'altra parte i neri uscivano da poco (se mai ne sono usciti) da una situazione di apartheid ed avevano ancora bisogno di conquistare i loro spazi e i loro diritti civili.

Se parliamo di divisioni di massima, senza seguire le evidenti contaminazioni, possiamo dividerla in questo modo:
- il country con il blues e il gospel diventa rockabilly, rock and roll e poi rock e pop con le loro innumerevoli varianti
- il blues diventa rythm and blues e poi soul ed infine funk.

Questo ovviamente fino alla fine degli anni 70, che poi è il periodo che io studio da sempre e che è il motivo di questi miei articoli.
Negli anni 80 e 90 diventa impossibile dividere i generi che si miscelano, causa la mancanza di idee e di novità, in talmente tante correnti che una loro catalogazione diventa estremamente complicata.

Rythm and Blues

Il blues diventa ballabile, il ritmo è marcato con sax tenore, chitarra elettrica e organo Hammond.

Il termine nasce nel 1949 per indicare la classifica dei dischi per i neri, essendo la vecchia dizione race records ormai offensiva e non più accettata.
La race music era nata negli anni '30 quando i neri ormai emancipati dal punto di vista civile ed economico erano diventati clienti e consumatori, quindi interessanti per l'industria discografica e non solo.
Gli sviluppi della musica nera contribuirono a cambiare i gusti del pubblico bianco, soprattutto giovane, che decidendo le classifiche di vendita, orientava di fatto le scelte dell'industria.

Il nero che viveva in citta`aveva coniato uno stile urbano al confine fra blues classico e jazz, fondendo i suoi ritmi e il suo canto con la strumentazione dei bianchi.

L'industria discografica sfruttò subito queste innovazioni e le trasformò adattandole ai gusti del pubblico bianco pagante e più importante come consumatore.

Queste fecero nascere lo swing, dove le orchestre,composte e dirette da bianchi, trasformarono il jazz in una musica da ballo e di intrattenimento, o appunto nel rythm and blues che da musica popolare cittadina diventa miscelandosi con il tradizionale country, prima rockabilly e poi rock and roll, suonata e cantata principalmente da artisti bianchi.

Il passaggio nasce sulla spinta del music business che si appropria del genere e lo lancia a livello mondiale.

La musica che oggi ascoltiamo è nera, ha origini lontane,è nata nei campi di cotone dove gli schiavi neri cantavano ricordando l'Africa perduta, era blues e jazz e si è poi trasformata in quello che oggi ascoltiamo.



Il R&B è stato quindi utizzato per indicare genericamente la musica popolare afro americana, e ai suoi inzizi era come detto una versione nera del primo rock and roll ed era fortemente influenzato dal jazz, dal boogie,dal blues a dal gospel.

In tutti i casi il rhythm and blues era fondamentalmente concepito come good time music, musica per divertirsi, fatta per persone che erano ancora escluse dai club, dai teatri, e dai cinema di prima visione.


Il primo boom del genere avvenne durante la Guerra, e alcune piccole case discografiche trovarono uno spazio nel mercato proprio grazie alla carenza di dischi.
Il merito del suo successo va equamente ripartito fra le piccole attivissime etichette indipendenti (indies) e le stazioni discografiche che martellarono la gioventu' americana sia bianca che nera col ritmo e le urla dei cantanti di colore.

Fra gli artisti: Ray Charles (prima foto), Michael Jackson, Stevie Wonder, Otis Redding, Chuck Berry, Bo Diddley, James Brown (terza foto), Fats Domino,Percy Sledge,Wilson Pickett (seconda foto).
Negli anni 60 tramonta il R&B e la musica nera diventa Soul.

Soul

La musica dell'anima nasce dal R&B, fonde le sonorità blues e gospel ma li unisce al pop, dando vita a una musica densa, calda e orecchiabile.

Il soul fu il risultato della commercializzazione del rhythm and blues legato agli interessi delle case discografiche, sempre più rivolto al pubblico bianco.


Il soul rimane una musica profondamente nera ma più legata al mercato e al music business.

Il genere ebbe diverse localizzazioni: a New York e Chicago era concentrata sui vocalizzi e su suoni molto morbidi e melodici, a Detroit la Motown si concentrò nel creare un sound orientato particolarmente sul pop influenzato dal gospel, R&B, e rock & roll, mentre nel sud assunse tratti più duri, con ritmi sincopati, voci grezze e fiati squillanti.



Tutti questi stili di soul, dominavano le classifiche di musica nera negli anni 60 e spesso venivano proposte anche nelle classifiche pop e rock.

Verso la fine degli anni 60 il soul iniziò a frammentarsi con James Brown e Sly Stone che scoprono il funk mentre altri si orientano più sul rock e sul pop.

Nonostante questo il soul rimane uno dei fondamenti della musica moderna, confermando ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, la grande influenza avuta dalla musica afro americana su tutta la musica mondiale.



Gli artisti: Sam Cooke (seconda foto), The Four Tops, Aretha Franklin, Marvin Gaye (terza foto), Janis Joplin, Wilson Pickett, Otis Redding (prima foto), Sam & Dave, Sly & the Family Stone, The Supremes, The Temptations, Stevie Wonder.

Funk

Il termine nasce negli anni 50 nel jazz per indicare una musica dura con riff ripetitivi e un ritmo incalzante.
Diventa un genere quando nel 1966 James Brown incide Papa's Got a Brand New Bag.

Il padre del funk è senz'altro George Clinton (nella foto) che con i suoi gruppi Parliament e Funkadelic suona una musica con il basso accentuato al massimo, riff di chitarra sincopati e ampie sezioni di fiati.
Una musica da ballare che andrà a confluire nella Disco.

Le influenze funky del soul e della disco nel jazz hanno portato all' acid jazz, con gruppi come Jamiroquai e James Taylor Quartet.

Il funk nato come aggettivo per definire alcune caratteristiche musicali si è evoluto a genere autonomo negli anni settanta ed oggi è sostanzialmente tornato alla sua funzione di aggettivo, per caratterizzare alcuni generi come il già citato acid jazz, l'hip hop e il funk-rock.

venerdì 12 giugno 2009

Rhythm and Blues:nascita ed evoluzione

Il Rhythm and Blues (o R&B) è un termine introdotto nel 1949 da Jerry Wexler allora giornalista per la rivista Billboard.
Il termine è una versione politicamente corretta della definizione allora usata (race music, considerato offensivo verso i neri).
Più che una definizione di un genere ben preciso, il rhythm and blues è stato utilizzato nel tempo per descrivere genericamente la musica contemporanea popolare degli afroamericani.
Ai suoi inizi il R&B era una versione nera del primo rock and roll ed era fortemente influenzato dal jazz, dal boogie,dal blues a dal gospel.
Il passaggio al rock and roll coincide con l'appropriazione del genere da parte dei musicisti bianchi, il genere diventa commerciale e decolla il music business.
La musica anche in questo caso nasce nera come rhythm and blues, quando diventa bianca si trasforma in rockabilly e rock and roll e diventa un fenomeno mondiale.
Il primo frutto di questa promiscuità fu il twist, il ballo con chiari riferimenti erotici inventato nel 1959 da Hank Ballard con The Twist nel 1959, Finger Poppin' Time e Let's Go Let's Go nel 1960, ma lanciato in tutto il mondo due anni più tardi da Chubby Checker.
Negli anni sessanta il rhythm and blues cede il passo alla soul music.
Il termine è riapparso recentemente per indicare la musica commerciale pop nera americana, con connotazioni rap e funk.

Fra gli artisti più rappresentativi:
Ray Charles (per un artista del suo calibro la classificazione è molto riduttiva, con gli anni spazierà dal country al jazz, toccando tutti i generi della musica moderna)
James Brown,Sam Cooke,Fats Domino,The Drifters,Ike & Tina Turner,Marvin Gaye e Otis Redding.

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